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“Ovunque la privacy venga violata, ovunque una violazione sia comunque sentita come tale, si può prevedere una reazione nel senso della chiusura, sia all'interno della famiglia, sia, allargando il cerchio, etnocentrica e nazionalistica, perciò virtualmente xenofoba: non diretta contro lo straniero in quanto tale ma, paradossalmente, contro la potenza tecnica anonima (straniera alla lingua e alla religione, oltre che alla famiglia e alla nazione) che minaccia, insieme alla «privacy», le condizioni tradizionali dell'ospitalità. [...] In casa mia voglio essere il padrone per potere ricevere chi voglio. Comincio a considerare lo straniero indesiderabile, e virtualmente nemico, chiunque invada la mia privacy, la mia ipseità, il mio potere d'ospitalità, la mia sovranità di ospite. L’altro diviene così un individuo ostile del quale rischio di diventare ostaggio.” — Derrida Jacques; Dufourmantelle Anne