C Quotes
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“c'avissi a cadiriri 'a lingua a quelli che dicono la parola "diverso!" esclamò Maria. "Tutti uguali siamo, ricordatelo, a anessuno capita quello non è già capitato agli altri, non c'è mai niente di nuovo a questo mondo vecchio assai, ma i cristiani non lo capiscono.”
Source: La zia marchesa
“C being what it is lacks support for multiple return values, so the notion that it is meaningful to pass pointers to memory objects into which any random function may write random values without having a clue where they point, has not been debunked as the sheer idiocy it really is.”
“C
Contemplando lá do alto com pesar
Desse Olimpo outrora famoso
Os inimigos desta gente do mar
Que venceram até o tenebroso
Júpiter procura não só sossegar
Mas dar ao Lusitano ambicioso
De Hércules sua força lendária
De Minerva a verdade necessária.”
Source: Esta é a Ditosa Pátria Minha Amada
“C. Dick helped me discover that I was no longer interested in redefining myself just to please a man, and I found out I could end a relationship simply because it wasn't meeting my needs.”
Source: Riding Soul-O
“C. diff can sometimes be life-threatening, even in healthy young adults.”
“C. diff is not a simple “stomach bug” like viral gastroenteritis or food poisoning that disappears in nearly all patients after a week or two.”
“C’era forse un posto più noioso al mondo del British Museum? Se c’era, Will non voleva sapere quale. Vasi. Monete. Brocche. Intere sale piene di piatti. Secondo Will doveva esserci uno scopo per mettere in mostra delle cose, e il fatto che fossero vecchie non significava necessariamente che fossero interessanti. Solo perché erano sopravvissute al tempo, non significava che tu volessi guardarle”
Source: About a Boy
“C'era nella regione di Uz un uomo chiamato Giobbe. Quest'uomo era integro e retto, timorato di Dio e alieno dal male. Gli erano nati sette figli e tre figlie. Possedeva settemila pecore, tremila cammelli, cinquecento coppie di buoi, cinquecento asine e una numerosissima servitù. Quest'uomo era il più ricco fra tutti gli orientali.”
Source: Libro di Giobbe
“C'era qualche altra cosa da chiedere, ma continuava a sfuggirle. Era lì, davanti agli occhi, però poi spariva di nuovo, non riusciva ad agguantarla.
Certe idee sono così, scivolano.”
Source: Sotto cieli noncuranti
“C'era sempre del baccano che passava attraverso l'apertura della porta: il rumore delle auto, tutte quelle auto, tutte quelle persone che si accalcavano nelle strade, tutta quella paura e la calca nelle stazioni e negli aeroporti, quella calca che costringeva a non muoversi, a aspettare, irrequieti e infelici perché in ogni momento poteva succedere qualcosa”
“C'era sempre più vento, ora il vento ululava angosciosamente, così ululano i branchi di lupi famelici nelle steppe. I marinai uscivano all'improvviso dalla tenebra, si dilatavano, smisuratamente crescevano, un attimo esitavano altissimi sulla murata, càsco non càsco, come un macigno pencolante sull'orlo d'un precipizio, poi cozzavano, e con fragore e schianto di macigno crollavano a bordo. Allora tutto a bordo era onda e frangente.”
Source: Oceano
“C’era spazio solo per lui, il diavolo che la stava bruciando, che non la lasciava neanche respirare.
Castiel accostò le proprie labbra al suo orecchio e la incitò: «Non trattenerti. Nessuno può sentirci.»”
“C'era un'atmosfera da domenica sera, quando ci si sente fiacchi senza aver fatto nulla, invasi da un molle torpore, e i minuti scorrono più lenti che gli altri giorni.”
Source: The Engagement
“C’era un ragazzo, Celine ne era sicura. Tra le lacrime aveva alzato lo sguardo, e aveva visto un viso bellissimo che la fissava come se lei fosse stata la sua più grande preoccupazione al mondo.”
Source: Il mondo che non vedi
“C'era una vera e propria fame in lei, e alle ragazze non si cnfaceva essere fameliche. Le ragazze dovevano sbocconcellare con parsimonia a tavola. e le loro menti dovevano accontentarsi di una dieta morigerata. Ma tutto questo a lei non bastava. Tutta la conoscenza - ogni genere di conoscenza - attirava Faith, e c'era un piacere delizioso, pernicioso, nel carpirla senza essere scoperta.”
Source: The Lie Tree
“C’era una volta il bianco e nero. Anzi, c’è ancora. Nel senso che è importante per raccontare storie di grande impatto visivo. La serie fotografica Architetture Criminali di Adelaide Di Nunzio - che è anche un libro, uscito nel 2020 per i tipi di Crowdbooks - racconta storie di edilizia incompiuta e beni confiscati alla mafia nel Sud d’Italia, ma anche battaglie culturali per la legalità come quella del fratello di Peppino Impastato. Insomma, un lavoro di denuncia e molto altro, al quale nel 2016 è stato dato spazio con una personale in galleria, alla Mediterranea di Napoli. Di Nunzio, che è nata e cresciuta a Napoli, ha realizzato la serie in oltre due decadi di lavoro. Scattando con un forte contrasto bianco nero. Il risultato è un effetto reportage, dove la luce vira su toni neorealistici per raccontare in maniera quasi documentaristica la drammaticità della situazione.
Scatti d’autore | “Architetture Criminali”, il libro fotografico di Adelaide Di Nunzio
Medium @shotofwhisky”
“C'era una volta...
Queste sono le parole più magiche che ognuno di noi abbia mai conosciuto, la porta d'ingresso per le più grandi storie mai raccontate. Sono un richiamo immediato, per chiunque le ascolti, a un mondo dove tutti sono i benvenuti e tutto può succedere. I topi possono trasformarsi in uomini, le serve in principesse, e si possono imparare importanti lezioni di vita.
Le fiabe sono molto più che semplici storie della buonanotte. La soluzione a quasi ogni problema può essere trovata nella morale di una buona storia. Le storie sono lezioni di vita calate in personaggi e situazioni fantastiche.”
“C'era una volta un uomo invisibile, che s'era stufato di non essere visto da nessuno.
Non che fosse davvero invisibile. Il fatto era che la gente era abituato a non vederlo.
E se nessuno ti vede, esisti davvero?”
“C'era una volta una bambina che leggeva tutto il giorno appollaiata sugli alberi. Una sera, quando la chiamano per cena, si rifiuta di scendere. Cala la notte, ma lei non ha paura. In lontananza si odono dei tuoni, in lontananza i fulmini squarciano il cielo sereno. È la storia di una bambina in equilibrio su un ramo, che si ciba solo di libri.
Passano i giorni e la bambina è ancora lassù, la chiamano, la supplicano di scendere, portano scale e sgabelli, le promettono nastri e pianoforti, le promettono la luna.
È la favola di una bambina che mangia la carta, pagine su pagine. Ben presto, tutto il corpo le diventa grigio, la pioggia le lascia strisce d'inchiostro sulla pelle.
Ben presto, inizia a rimpicciolirsi, diventa minuscola, sottile come una pergamena consunta o come una foglia d'oro. Portano via le scale e gli sgabelli. La lasciano svanire in cima al ramo. Piangono in silenzio, piangono dentro, accanto al fuoco, piangono la bambina che era, in carne e zucchero, piangono quella bambina smarrita che continua a sciogliersi e si chiedono dove trovi ancora la forza per stare aggrappata all'albero. Una sera, il silenzio è rotto dallo scoppio di un temporale. I rami si piegano sotto la furia del vento. Un vento fortissimo, come non si era mai visto. Al mattino, la bambina non c'è più. Ha lasciato un messaggio sull'albero, scarabocchiato su un pezzo di carta. Ma è una frase illeggibile.”
Source: Jours sans faim
“C’erano cose intricate e spinose alle quali prendeva gusto; gli piaceva organizzare, contendere, amministrare; sapeva indurre la gente a fare la sua volontà, a credere in lui, ad aprirgli la strada e a difenderlo. Questa era l’arte, come suol dirsi, di saper trattare gli uomini, che in lui per di più posava su di una ardita, se pur latente, ambizione. A coloro che lo conoscevano bene faceva l’effetto di poter fare cose più grandi che non tirare avanti un cotonificio; Caspar Goodwood non era davvero come il cotone, e i suoi amici davano per certo che in qualche modo e in qualche luogo egli avrebbe scritto a più grandi lettere il suo nome. Ma era come se qualcosa di vasto e indeterminato, qualcosa di oscuro e spiacevole dovesse incombere su di lui: egli dopo tutto non era in armonia con quel suo stato, meschino e niente più, di tranquillità, avidità e guadagno, un ordine di cose il cui soffio vitale era l’onnipresente pubblicità. A Isabel piaceva figurarsi che lui avrebbe potuto affrontare, in sella ad un focoso destriero, il turbine di una grande guerra: una guerra come la Guerra Civile, che aveva gettato un’ombra sulla consapevole infanzia di lei, sulla gioventù in formazione di lui.
Le piaceva ad ogni modo l’idea che egli fosse, per temperamento e di fatto, un condottiero di uomini, le piaceva molto di più che non altri lati del suo carattere e del suo aspetto. Non le importava niente del suo cotonificio; il brevetto Goodwood lasciava assolutamente fredda la sua fantasia. Non desiderava in lui nemmeno un’oncia di meno della sua virilità, ma a volte pensava che sarebbe stato molto più carino se avesse avuto, per esempio, un aspetto un po’ diverso. [...]Si era ripetuta più di una volta
che questa era un’obiezione frivola, per una persona di quell’importanza; e poi aveva mitigato il biasimo col dire che l’obiezione sarebbe stata frivola soltanto se fosse stata innamorata di lui. Non era innamorata di lui, e perciò poteva criticarne i piccoli difetti così come i grandi; i quali ultimi consistevano nell’appunto complessivo di essere troppo serio, o meglio, non di esserlo, visto che non lo si è mai troppo, ma piuttosto di averne senz’altro l’apparenza. Mostrava i suoi appetiti e i suoi propositi con troppa semplicità e candore; a esser soli con lui, parlava troppo dello stesso argomento, e se erano presenti altre persone parlava troppo poco di ogni cosa. E tuttavia era fatto di una materia estremamente forte e pura; il che era molto: ella vedeva ben distinte le diverse parti di lui come, nei musei e nei ritratti, aveva visto ben distinte le diverse parti di guerrieri armati, nelle corazze d’acciaio splendidamente intarsiate d’oro. Era molto strano: dov’era mai in lei un qualche tangibile legame tra le sue impressioni e le sue azioni? Caspar Goodwood non aveva mai corrisposto al suo ideale di persona piacevole, ed ella supponeva che fosse questa la ragione per cui era così aspramente critica nei suoi confronti. Quando però Lord Warburton, che non solo vi corrispondeva, ma anche ampliava i limiti della definizione, impetrò da lei approvazione, ella si sentì tuttavia insoddisfatta. Era strano davvero.”
Source: The Portrait of a Lady
“C' erano poche cose altrettanto intime per lei che curiosare insiemeba qualcuno tra i libri”
Source: Middle England
“C'est affreux ces rendez-vous annuels qui autorisent les gens à faire un bilan de votre vie, trois questions et leurs yeux vous disent "tu n'as pas avancé", au mieux avec inquiétude, au pire avec mépris.”
Source: Ce crétin de prince charmant
“C'est ainsi qu'en 130 il visitait Alexandrie, allait saluer l'oracle d'Ammon dans l'oasis de Siwah, et remontait le cours du Nil à fins d'exploration.”
Source: Claude ptolemee astronome astrologue géographe connaissance et representation du
“C’est ainsi que j’ai intégré l’industrieuse société des goujats, cette vaste caravane qui met ses pas dans ceux de l’armée et sans laquelle nulle campagne ne pourrait se faire. (nouvelle "Profanation")”
Source: Le Sentiment du fer
“C’est alors qu’a lieu la « découverte » de la Chine. En 1567, sans doute à leur initiative propre, deux Cosaques, Petrov et Ialytchev, arrivent à Pékin. N’étant porteur ni de présents ni de parchemin officiel, ils ne sont pas reçus par l’empereur.”
Source: Histoire de la Russie et de son empire
“C'est amusant de voir comment les gens choisissent de croire en la magie, les miracles, le destin et toutes sortes de superstitions, mais pas en eux-mêmes!”
“C'est au travail que les femmes se connaissent mieux et deviennent solidaires.”
Source: The Color Purple
“C’est aujourd’hui dans les marges, j’en suis persuadé, que se dissimulent les derniers hommes libres.”
Source: Des Pas Dans La Neige : Aventures Au Pakistan
“C'est aussi le reflet d'une époque de confusion où repères et certitudes vacillent quant aux meilleurs moyens de redresser la barre : seuls des fous peuvent encore entretenir l'illusion dogmatique et sectaire de détenir l'unique et meilleure manière de faire.”
Source: Plutôt couler en beauté que flotter sans grâce : Réflexions sur l'effondrement
“C'est bien difficile de travailler quand on n'en a pas l'habitude.”
Source: Thémistocle-Epaminondas Labasterre
“C'est bizarre les souvenirs. Suivant le moment où on les évoque, ou avec qui on les a vécus, ils peuvent être tristes ou joyeux, faire sourire ou souffrir.”
Source: Le Livre d'Hector
“C'est comme si l'on brûlait des diamants pour cuire une pomme.”
“C'est comme si prendre du poids implique de perdre, mais je ne sais pas à quel jeu.”
Source: La grosse laide
“C'est dans la reconnaissance de nos différences identitaires que s'inscrit des échanges interculturels riches et francs à la base d'une société équitable pour toutes ses communautés.”
Source: Concepts Ka
“C’est de la souffrance que naît cette inestimable paix qui fait la félicité de la terre.”
Source: L'Homme de cour
“C'est des hommes et d'eux seulement qu'il faut avoir peur, toujours.”
Source: Voyage au bout de la nuit
“C'est donc la proportion existante entre la somme des capitaux et celle des revenus qui détermine partout la proportion dans laquelle se trouveront l'industrie et la fainéantise ; partout où les capitaux l'emportent, c'est l'industrie qui domine ; partout où ce sont les revenus, la fainéantise prévaut. Ainsi, toute augmentation ou diminution dans la masse des capitaux tend naturellement à augmenter ou à diminuer réellement la somme de l'industrie, le nombre des gens productifs et, par conséquent, la valeur échangeable du produit annuel des terres et du travail du pays, la richesse et le revenu réel de tous ses habitants.
Les capitaux augmentent par l'économie ; ils diminuent par la prodigalité et la mauvaise conduite.”
Source: An inquiry into the nature and causes of the wealth of nations
“C'est drôle de voir comment les gens choisissent de croire en la magie, les miracles, le destin et toutes sortes de superstitions, mais pas en eux-mêmes!”
“C'est en identifiant réalité et quantité que l'esprit humain s'est fait connaissance. Mais il convient de ne pas oublier que la connaissance scientifique, en invalidant des qualités qu'elle fait apparaître illusoires, ne les annule pas pour autant. La quantité c'est la qualité niée, mais non la qualité supprimée.”
Source: The Normal and the Pathological
“C'est en risquant sa vie que l'homme s'élève au-dessus de l'animal.”
Source: Le deuxième sexe, I
“C'est exactement la vieillesse que je nous souhaite, à Hélène et moi. Il y aurait de grandes bibliothèques, des divans profonds, les cris des petits-enfants dehors, des confitures de baies, de longues conversations dans des chaises longues. Les ombres s'allongent, la mort approche doucement. La vie a été bonne parce qu'on s'est aimés. Ce n'est peut-être pas comme ça que ça finira, mais c'est comme ça, s'il ne tenait qu'à moi, que j'imaginerais que ça finisse.”
“C'est exaltant, comme d'ouvrir une cage, et c'est déprimant, comme de tirer sur le fil d'un vieux chandail.”
Source: La fata carabina
“C'est facile de se dorer au soleil, moins de profiter de la pluie. Pourtant, l'un ne va pas sans l'autre. Le temps change. La tristesse et le bonheur ont le droit au même temps d'écran mental.”
Source: Beyond the Wand: The Magic & Mayhem of Growing Up a Wizard
“C'est fou comment le manque peut occuper une place aussi grande, un abîme qui risque un jour de m'emporter.”
Source: Aigre-doux
“C'est incroyable ce que la musique peut charpenter une vie, toute une vie, et te la rendre par pans entiers, alors que tu pensais avoir tout oublié.”
Source: Ordinary people
“C'est justement la possibilité de réaliser un rêve qui rend la vie intéressante”
Source: The Alchemist
“C’est justement parce qu’il y en a que le mot « miracle » existe !”
Source: La fin du monde avec toi - Tome 02
“C'est l'accumulation de ces plaies qui vous mine la vie, qui vous assèche l'âme et vous enlève le goût du plaisir.”
“C’est l’impatience qui tue l’enfance.”
Source: Où es-tu ?
“C'est la femme qui transforme la barbarie en civilisation.”