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Citazioni Quotes

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Citazioni Quotes

“C'era una vera e propria fame in lei, e alle ragazze non si cnfaceva essere fameliche. Le ragazze dovevano sbocconcellare con parsimonia a tavola. e le loro menti dovevano accontentarsi di una dieta morigerata. Ma tutto questo a lei non bastava. Tutta la conoscenza - ogni genere di conoscenza - attirava Faith, e c'era un piacere delizioso, pernicioso, nel carpirla senza essere scoperta.”

“Caro patriarcato, le colpe che ci attribuisci non sono del nostro corpo. Hai sbagliato tutto. Non siamo arrabbiate perché abbiamo "le nostre cose", perché siamo isteriche, o perché non scopiamo abbastanza. Non sono gli "istinti misteriosi" a guidarci, né i nostri ormoni. [...] Siamo arrabbiate perché le nostre vite traboccano di desiderio, un desiderio che viene costantemente represso. Così cerchiamo spazi, occasioni, una voce per esprimerlo. Caro patriarcato, ci dici in continuazione che dovremmo essere contente di come stanno le cose, che noi stiamo esagerando. Ci sono le quote rosa, i sussidi di maternità, le leggi di tutela. Ma questo non ci basta: "Vogliamo il pane, ma anche le rose". E non le chiediamo a te, ce le prendiamo da sole.”

“Un falco vola nel cielo bianco dell’estate. Sospeso, con le ali spalancate, immobile. D’un tratto precipita verso terra, a una velocità che l’occhio umano fatica a seguire. Vipere aggrovigliate fuggono dal loro nido. Il rapace le artiglia e torna in cielo, batte le ali e scompare. Tre bambini corrono sul sentiero che dal paese conduce alla spiaggia. Hanno appena distrutto il nido delle vipere rapite. È il loro passatempo preferito. Sfasciare il nido dei serpenti velenosi, col rischio di essere morsi, li eccita. È come sfidare la morte. Ma la morte, per i bambini, è soltanto una parola.”

“Il reparto pediatrico è in una grande clinica privata che si chiama St John e che paghiamo grazie all'assicurazione del papà. Ci ho passato sei settimane quando i miei genitori si sono resi conto che in me c'era veramente qualcosa che non andava. Il guaio è che la depressione non arriva con comodi sintomi tipo macchioline e febbre, perciò uno non se ne accorge subito. Continui a dire:"Sto benissimo" a tutti anche quando non stai bene per niente. Pensi che dovresti stare bene. Continui a chiederti:"Perché non sto bene?".”

“La mia testa è sempre invasa da una bufera di pensieri, di ricordi, di lampi, alcuni d'intelletto, altri più melanconicamente e quasi angosciosamente emozionali, soprattutto nei giorni di festa e in quei periodi in cui in passato ho subito dei traumi. Ora siamo in Aprile, il mese più crudele per Eliot, e siamo passati da una temperatura di 27 gradi, ad una di 7, in pochi giorni, quindi vale sempre il detto Aprile non ti scoprire. Per essere ancora più precisi oggi è il 25 Aprile del 2024, e per confermare la tradizione, ovvero quella del proverbio “Aprile Apriletto, tutti i giorni un goccetto”, ha appena smesso di piovere, infatti questi sono stati giorni molto bagnati, per il piacere delle infiltrazioni di acqua che abbiamo grazie alla guaina rovinata delle gronde dell’edificio in cui abito, ancora da riparare dopo ben 18 mesi dalla prima segnalazione al nostro amministratore, parola alquanto inadeguata per definire quella specie di coglione, che grazie ad un numero ancora più consistente di incapaci, fa finta di prendersi cura del nostro condominio. Già, è proprio vero, l'acqua non ha le corna, invece il nostro professionista, che ancora non si decide a far intervenire una ditta seria per porre rimedio alla problematica, deve essere proprio un grande cornuto.”

“Resistenza, alla radice, deve significare qualcosa di più di semplice resistenza alla guerra. Si tratta di resistenza a qualsiasi cosa somigli alla guerra [...]. Allora, forse, resistenza significa opposizione: non lasciarsi invadere, occupare, assassinare e distruggere dal sistema. Lo scopo della resistenza, in questo caso, è cercare di guarire sé stessi in modo da imparare a vedere con chiarezza [...]. Io credo che le comunità di resistenza dovrebbero essere luoghi dove ritornare più facilmente a sé stessi, luoghi che permettano a ognuno di guarire e recuperare la propria dignità.”

“Individualità, Complessità. Ambiguità. Difetti. Errori. Tutte queste cose sono privilegi. Individualità, complessità, ambiguità, difetti ed errori ovviamente non sono affatto privilegi. Sono propri dell’essere umano, senza non si può esserlo. Eppure non sono concessi agli esseri umani che deviano dalla norma. Così, ciò che costituisce una persona nella sua ricchezza di sfaccettature, diventa un privilegio. Per coloro che vengono analizzati, a cui viene dato un nome, che vengono chiusi nelle definizioni dei nominanti: “La donna ebrea, L’uomo di colore. La donna con disabilità. L’uomo con un background migratorio. La donna musulmana. Il rifugiato. La lesbica. La donna trans. Il lavoratore straniero. Tutti vengono nominati e considerati in gruppo. Come se fosse possibile capire un essere umano senza trascorrerci del tempo e senza entrare in contatto con il suo punto di vista. Senza conoscere le sue contraddizioni, i suoi difetti, i suoi errori. E anche allora il processo di conoscenza di una persona non ha fine.”

“Invece di cercare di curare gli altri, tanti guaritori farebbero bene a curare se stessi, e se non sanno di che patologia soffrono, glielo dico io, soffrono di imbecillità.”

“La morte di mio padre prima e quella di mia madre in seguito mi hanno lasciato solo con il mio dolore, i miei sensi di colpa, i miei ricordi, i miei errori e i miei fallimenti.”