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Bellezza Quotes

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Bellezza Quotes

“L'unica vera patria è l'universo. Ovunque ci siano sogni, paure, emozioni e sofferenze, lì sono i nostri fratelli. [... Q]uando il cuore batte irradiando luce o tenebra nella nostra vita ci scopriamo individui, con pregi e limiti, capaci di eroismi e anche di errori. E tutto questo dona al mondo una bellezza che lascia senza fiato.”

“La foresta d'argento al di là delle prime quinte. I veli trasparenti. Se si vuole, l'opposto della stanza rossa. Nessuna camera è ancora stata predisposta per la scena. Capelli biondi fatti crescere per anni, al solo scopo di ammaliare. Donne d'oro, dalla pelle bianca sotto fari bianchi. "Cielo, apri aria." "Non è davvero interessante l'audio originale. È la ripetizione che dà voce al senso." La notte le avrebbe baciate sulle sponde del mare di luna. "La bellezza si fa da sé. Tutto il resto lo chiameremo critica." E intanto giravano ancora i ventilatori. La ballerina non ballava, in attesa di un nuovo Io. Le attrici ripetevano le stesse battute, coi capelli all'indietro. Se mancava loro il fiato, c'era comunque il vento.”

“Il tempio delle ninfe esiste davvero", confessò Vitale, "l'ho visto con i miei occhi". "Non ne dubito affatto, signor Federici. E dite, come vi è parso?". "La cosa più bella su cui abbia mai posato lo sguardo". "Allora capirete perché debba restare per sempre un segreto". Il legato apostolico si concesse un sorriso malinconico. "La fede può resistere a tutto. Alla morte, alle guerre, alle ingiustizie. Ma non alla bellezza". E così dicendo, si avviò con il suo nobile incedere per il loggiato, lasciandolo solo.”

“Era successo proprio all’altezza dell’ultimo ciliegio. Lei aveva attraversato il vialetto ed era entrata nel prato oltre i ciliegi. Si era sdraiata, sebbene vestisse di bianco e l’erba non fosse più tiepida. Si era raccolta nelle mani a conca la nuca e le trecce e fissava il sole. Ma come lui accennò ad entrare nel prato gridò di no. «Resta dove sei. Appoggiati al tronco del ciliegio. Così». Poi, guardando il sole, disse: «Sei brutto». Milton assentì con gli occhi e lei riprese: «Hai occhi stupendi, la bocca bella, una bellissima mano, ma complessivamente sei brutto». Girò impercettibilmente la testa verso lui e disse: «Ma non sei poi così brutto. Come fanno a dire che sei brutto?”

“Il bello è libero e davvero indipendente, non è una merce, non può essere consumato, non si fa pubblicità, non può essere posseduto, non provoca la noia e l’insoddisfazione che proviamo non appena compriamo qualcosa o ogni volta che scrolliamo la timeline dei social network e non troviamo niente che ci interessi. Ma in una società come la nostra, che ha paura della contemplazione e in cui tutto può avere un prezzo di mercato, come si fa anche solo a credere che esista una bellezza del genere?”

“Era proprio per questo motivo che ero felice all'idea che non dovevo fare niente di strepitoso. L'unica cosa che mi era concessa era prendermi cura, riempiendolo di fiori, del piccolo vaso che portavo dentro di me. Di certo non potevo credere di cambiare il mondo con le mie idee. Dovevo solo essere me stessa, una persona in grado di godersi la vita. Un essere che può esporsi al sole senza provare vergogna, una che riesce a sentire le parole degli spiriti che vivono sotto le rocce o all'ombra degli alberi. L'unica cosa che dovevo fare era arrivare alla morte opo aver trascorso una vita a contemplare le cose belle del creato, tenendomi alla larga da ciò che mi avrebbe costretta a distogliere lo sguardo. Una cosa che non era impossibile. Dopo tutto, gli esseri umani sono stati concepiti per vivere così, ed è per questo che sono venuti su questo mondo.”

“Quando venne giorno, ebbe vergogna di avere avuto paura, e se ne andò a casa a dormire. L’alba era stata rapida, un abbaglio sopra la collina, poi due lunghe macchie rosa che galleggiavano nell'azzurro. Anche la terra, profilata nel cielo, sembrava lieve. Terra e cielo davano veramente l’idea di essere in viaggio, con le stelle che avevano lasciato un’orma, una brace in quel rosa sfilacciato.”

“I maestri del tè si guardarono attorno con occhi amorevoli e posarono il loro sguardo sugli oggetti d'uso comune che li circondavano, quelli cui nessuno presta di solito attenzione. Qualcuno potrebbe dire che i maestri del tè furono molto arditi, ma in realtà si comportano in modo del tutto naturale. Anche gli oggetti più comuni, destinati all'uso quotidiano, si ammantano di bellezza quando li si ama. Ciò che è umile sa accogliere l'amore. Quegli oggetti, nati nella purezza e nutriti dalle benedizioni della natura, sono quindi integri sia dal punto di vista materiale che da quello spirituale. Se fossero stati troppo delicati o troppo vistosi non avrebbero potuto servire come utensili. Non è forse la schiettezza il loro pregio principale? Non c'è da meravigliarsi dunque se irradiano un'autentica bellezza. Il regno dei cielo è stato promesso proprio agli umili e l'umiltà è in stretta relazione con la bellezza.”

“I maestri non cercarono una bellezza avulsa dalla realtà della vita e scoprirono gli aspetti più alti e nobili del bello negli oggetti legati all'esistenza. Fu questa la loro esperienza più intima e profonda. Per loro bello e artigianale erano sinonimi. I maestri del tè sono agli antipodi degli esteti dei nostri giorni, i quali attribuiscono valore solo alla maestria degli artisti e disprezzano la perizia dell'artigiano. Gli esteti tentano di valutare la bellezza con il ragionamento.”

“Il tè sa dare alla vita pratica la struttura di una dimensione estetica. Il tè non può mantenere la propria identità, se viene separato dalla perizia artigianale. Il tè è la capacità di cogliere la bellezza nelle pratiche artigianali e la dimensione artigianale della bellezza. [...] Il tè e lo zen sono stati, com'è logico e naturale, intimamente connessi fin dai tempi più remoti. Il tè è l'approfondimento dello zen tramite l'uso delle cose. Una ciotola del tè o un vaso di fiori offrono ottime possibilità per la meditazione zen.”

“Durante quella visita la signorina Carla sorrise sempre, forse immaginando di avere così stereotipata sulla faccia l’espressione della gratitudine. Era un sorriso un po’ forzato; il vero aspetto della gratitudine. Poi, quando poche ore dopo cominciai a sognare Carla, immaginai che su quella faccia ci fosse stata una lotta fra la letizia e il dolore. Nulla di tutto questo trovai poi in lei ed una volta di più appresi che la bellezza femminile simula dei sentimenti coi quali nulla ha a vedere. Così la tela su cui è dipinta una battaglia non ha alcun sentimento eroico.”

“Come il paesaggio, in quell’angolo di mondo, l’opera umana non temeva confronti. Non poteva, di fatto, essere confrontata con alcunché. E neppure erano le migliaia di anni, tempo che continuava a suonarle inconcepibile, che le toglievano il respiro. Era la Bellezza. La Bellezza di ciò che supera l’uomo e la sua umana essenza. La Bellezza di ciò che resta, che sopravanza il misero tempo di una vita affacciandosi all’eternità, che ne celebra il senso e lo scopo. La Bellezza dell’imperfezione, della perfezione perduta, anzi. La colonna spezzata quasi più dolorosamente bella di quella intatta, come il braccio caduto ai piedi della statua di donna con la testa di leonessa e gli occhi remoti e saggi.”

“Sai cosa una cosa, Aurora? Se ti va, io e te possiamo compilare una lista di cose che dobbiamo fare tassativamente. La chiameremo "I piaceri capitali". Perchè nessuno si era preso la briga di elencarli e perchè non era un obbligo per ogni essere umano sperimentarli prima di morire? (...) A partire da quel momento avremmo chiamato la lussuria, desiderio; l'avarizia, ambizione; l'ira, sfogo; l'accidia, riposo; l'invidia, ammirazione; e la superbia, orgoglio.”

“Il bello è ciò che cogliamo mentre sta passando. È l’effimera configurazione delle cose nel momento in cui ne vedi insieme la bellezza e la morte. Questo significa che è così che dobbiamo vivere? Sempre in equilibrio tra la bellezza e la morte, tra il movimento e la sua scomparsa? Forse essere vivi è proprio questo: andare alla ricerca degli istanti che muoiono.”