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Quote by Marie-Catharine d'Aulnoy

Work

Fiabe d'Amore

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Author

Marie-Catharine d'Aulnoy

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“Le movenze delle mani, il tentennare della testa e il ciuffo ribelle che danzava sulla fronte di David. Tutto sembrava così inverosimile. C’era pace in quella musica. C’era dolcezza. C’era quello di cui Constanze aveva bisogno. Si alzò dal letto appena lui staccò le dita dai tasti. David rimase seduto a guardarla incantato dai suoi occhi verdi, illuminati dalla bellezza. L’abbraccio fu interminabile. Fu come il volo di due gabbiani sul mare azzurro. L’incontro dei volti, il contatto delle guance e poi delle labbra.”

“Si ricordò perché era così difficile innamorarsi: dal momento in cui ti innamori, quella sensazione non ti abbandona più, e ogni volta che non sarai insieme a lui impazzirai chiedendoti dove sia e cosa stia facendo, e perché non ti abbia ancora chiamato. Innamorarsi è difficile perché quando ami qualcuno gli regali il tuo cuore, e a volte potrebbe esserti restituito a pezzi e lasciarti addosso solo una profonda cicatrice. Alla fine, però, con l’amore è un po’ come con i tacchi a spillo: anche se fanno male, non se può fare a meno.”

“La cosa più bella che può capitare a uno scrittore, a qualcuno che passa la sua vita a raccontare, è sentirsi raccontare. E quando scopri qualcuno che ti assomiglia veramente (ce ne sono) ti accorgi di quanto la persona su cui ti eri incastrata era sbagliata per te, e tu sbagliata per lui, e di quanto forse lei invece sia giusta, e quasi spero che ce la farà, che ce la faranno, perché è quello che conta, diventare un plurale – finché siamo io e te, come eravamo io e te, non cambia mai niente - e poi magari nessuno di noi si incontrerà mai, continueremo a essere soli in quel modo che soli non siamo, coi nostri fantasmi d’orgoglio e dolore, la nostra paura, un manipolo di sogni che a volte sono forti e hanno il potere di distorcere la trama del mondo e altre volte ci gravano addosso perché quella forza non la troviamo, vogliamo possiamo, ed è il mondo che distorce la trama di noi – io, te, lui, lei… così simili nel nostro essere – diversamente - alla deriva.”