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Italian Quotes Quotes

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Italian Quotes Quotes

“Non sarà facile per te vivere là fuori, sei lontano da quel mondo da troppo tempo.” Ripensò alle parole che suo nonno gli aveva detto il giorno in cui aveva deciso di lasciare la riserva e non poté far altro che darsi dello stupido per non averle ascoltate. “Qui a pochi importa che il tuo sangue sia mischiato a quello dei wasi’chu, ma laggiù nelle loro città non incapperai che nel disprezzo e non potrai far nulla per nascondere ciò che sei, perché da dove vieni sta scritto sulla tua faccia.”

“Meg si voltò verso il suo obiettivo, ma il demone era sparito. Volatilizzato. «Sai, le persone normali non girano con così tante armi e se vedono qualcosa di così violento solitamente scappano.» Meg trasalì e si voltò con il cuore in gola, sentendo la sua voce provenire da dietro di sé. «E tu non sai che solo i vigliacchi attaccano alle spalle?» replicò invece di andare all’assalto, ponendo però l’arma tra di loro. Lui fece una smorfia nel tentativo mal riuscito di mascherare un sorriso. «Considerando che tra noi due sono io quello che si è ritrovato con un buco nello stomaco, direi che è lecito essere prudenti. E poi sono disarmato.» Meg fece saettare lo sguardo verso il suo addome esposto, visto che la maglietta gliel’aveva lacerata lei, ma non c’era nessun segno di ferita. Se non fosse stato per il sangue che gli imbrattava i vestiti avrebbe pensato di averlo mancato. «Vedi qualcosa di tuo gradimento?» le domandò con un sorriso appena un po’ malizioso. Meg intuì di essere arrossita, combattuta tra imbarazzo e ira. Scelse la seconda e tentando di colpirlo con la lama lo redarguì: «Non so come vanno le cose dalle tue parti, ma sappi che non puoi cercare di uccidere una ragazza e allo stesso tempo flirtare con lei!» «Qui l’unica che sta tentando di uccidermi sei tu! E ripetutamente anche!» ribatté lui, schivando i suoi attacchi.”

“Sognò alberi che gelavano, che esplodevano nella notte; sognò lupi al galoppo lungo un crinale e labirinti in miniatura sotto la neve. Forse, pensò in seguito, erano in realtà i sogni degli insetti, che percorrevano l’aria gelida tra lui e loro lungo fili invisibili. Forse erano lì da sempre e solo ora riusciva a sintonizzarcisi, come se si trovasse ancora sulla spiaggia e vagasse tra le frequenze con la radiolina a onde corte. I sogni da letargo degli insetti: cristalli di ghiaccio sotto l’esoscheletro, dentro i minuscoli organi, il sangue sospeso in filigrane, coroncine, diademi. Ognuno a sognare il giorno in cui sarebbe arrivato il disgelo, in cui il sole li avrebbe raggiunti nel tronco o bozzolo o galleria e li avrebbe accesi come una lampada.”

“«Le stelle non dovrebbero piangere» sussurrò in modo che soltanto lei lo potesse sentire. «Devono ridere.» «Come posso ridere se mi è stato strappato via il cuore?» Zarek le prese una mano e le baciò ogni polpastrello. «Tu ce l'hai, un cuore.» Si posò le dita della donna sul petto. «Un cuore che batte solo per te, principessa.»”

“Zarek era stato forte per tutta la vita e voleva continuare a esserlo. Non l'avrebbe mai legata a sé. Non sarebbe stato giusto. A volte una stella cade sulla terra. Sentì le parole di Acheron in testa. Aveva ragione; a volte succedeva, ma col tempo quella stella si omologava alla banalità e alla sporcizia del mondo. La sua era speciale. Non avrebbe permesso che diventasse come le altre. Non avrebbe permesso che venisse infangata e perdesse la sua unicità. No, il suo posto era nel cielo. Con la sua famiglia.”

“[..] la capacità di passare con tranquillità dalla pizzeria all'angolo a un ristorante stellato, scegliendo di volta in volta il meglio che possiamo permetterci per la salute o per il portafogli e sentendoci a nostro agio in qualsiasi situazione. Consapevoli del fatto che non sono i posti che frequentiamo, né tantomeno il tenore di vita basso o alto che stiamo vivendo a stabilire la persona che siamo: lui lo definisce coraggio, noi possiamo chiamarla semplicemente libertà.”

“Un'accettazione delle "cose come sono" che non ha nulla di passivo, ma al contrario ci permette di rimetterci al timone del nostro tempo e di assaporare come un dono meraviglioso la birra fresca che berremo in spiaggia al tramonto l'ultima sera di vacanza, godendoci più che mai il tepore della sabbia sotto il sedere e le ultime gocce di rosso che si spengono nel mare; senza sprecare un solo istante a pensare alla metropolitana che ci aspetta in città. Ci penseremo domani! Anzi, magari domani in metropolitana ci sorprenderemo a sorridere da soli come ebeti, quando coccoleremo quel ricordo rievocandone ogni minuscola sensazione fisica ed emotiva, compresa la nostalgia, che a questo punto avrà reso ancora più dolce e indimenticabile quel momento, senza nessun bisogno di “allungare all’infinito il tempo a nostra disposizione”.”