Quotessence
Home / Topics / Sofferenza Quotes

Sofferenza Quotes

Browse 25 quotes about Sofferenza.

Sofferenza Quotes

“E qui bisogna menzionare anche quanto scritto da Walter Rathenau nelle sue Briefe an eine Liebende: “Le ho detto ciò che penso della morte volontaria, e le dirò ciò su cui non mi sono mai pronunciato: ma poi non voglio più né parlarne né sentirne parlare. […] Ritengo questa fine un'ingiustizia metafisica, un'ingiustizia nei confronti dello spirito. Una mancanza di fiducia nella Bontà eterna, una rivolta contro l'intimo dovere di obbedire alla legge universale. Chi si uccide, uccide e non solo se stesso, ma anche un altro essere. Perché l'uomo non è un'isola. Questa morte, ne sono profondamente convinto, non è una liberazione come quella naturale e incolpevole. Ogni violenza nel mondo ha delle conseguenze, come ogni azione. Esistiamo per prendere su di noi un po' del dolore del mondo offrendo il nostro petto, non per moltiplicarlo facendo a nostra volta violenza. So che lei soffre e io soffro con Lei. Sia indulgente con questo dolore, ed esso sarà indulgente con lei. I desideri e la collera lo accrescono; con la dolcezza esso si addormenta come un bambino. Lei è cosi ricca di amore, lo rivolga tutto agli esseri umani, ai bambini, alle cose e alle sue sofferenze. Non si chiuda nella solitudine, non voglia essere sola. Superi l'ostacolo, lo guardi negli occhi: non è nulla”.”

“Continuo a pensare, a pensare, e comincia a sembrarmi che le persone sensibili e intelligenti che vivranno dopo di noi, se poi ce ne saranno, faticheranno a capire come tutto ciò sia potuto accadere, stenteranno a capire la nascita dell’idea stessa dell’omicidio, e a maggior ragione dell’omicidio di massa. Uccidere. In che senso? Perché? Come può annidarsi, questa idea, negli oscuri anfratti delle circonvoluzioni cerebrali di un comune essere umano, nato da una madre, un essere che è stato un bambino che succhiava al seno, che andava a scuola?… Comune come milioni di altri, con mani e piedi sui quali crescono le unghie, mentre sulle guance - se per esempio si tratta di un uomo - cresce la barba, un essere che si affligge, sorride, si guarda allo specchio, ama teneramente una donna, si brucia con un fiammifero, e per quel che lo riguarda non ha nessuna voglia di morire - insomma, comune in tutto, tranne che per una patologica mancanza di immaginazione. Un essere umano normale capisce che non solo lui, ma anche gli altri vogliono vivere. Alla vista, o anche solo al pensiero delle altrui sofferenze, s’immedesima, in ogni caso prova almeno un dolore morale. E alla fine non riuscirà ad alzare la mano per colpire”.”

“L'amore non corrisposto E' sempre amore Anche se non ha "quando" E non ha "dove" Questo vuol dire Che il suo spazio è immenso E' limpido il suo mare Di un azzurro intenso La barca mia Si perde all'orizzonte Tornerà indietro Ormai non ha più senso La terra ferma Quasi si confonde E poi scompare Lasciandomi sognare C'è qualche cosa di romantico Di appassionante ed incredibile E so che mi travolgerà E' come l'onda che mi riempirà L'anima… C'è qualche cosa di romantico D'immateriale e incomprensibile Che fa soffrire quando c'è Non lo credevo più possibile Non per me L'amore amaro e puro Che mi trascina fino a te In nessun luogo, mai, però per sempre Sento che ti amerò perdutamente Coltiverò così la mia speranza Il mare che si chiude in una stanza C'è qualche cosa di romantico D'immateriale e incomprensibile Che mi trascina fino a te Non lo credevo più possibile Non per me L'amore amaro e puro, sincero amaro e vero Che fa soffrire quando c'è L'amore non corrisposto è sempre amore”

“Dedicato a tutti quelli che hanno sofferto, a quelli che soffrono e, perché no, anche a quelli che soffriranno. Queste pagine io le dedico a coloro che le leggeranno male e a coloro ai quali non piaceranno! Carl William Brown”

“L'umano è un corridoio stretto, bisogna andarci dentro per sperare di conoscerlo. Bisogna avanzare nel buio, sentire gli odori di tutti gli animali morti, udire gli urli, i pianti e lo stridore di denti. Bisogna camminare, affondare le zampe in una melma di sangue e risalire lungo il filo d'oro abbandonato lì dall'umano stesso, quando non era altro che infanzia e non aveva nessun tetto sulla testa a impedire il volo dei suoi pensieri. Animale fra gli animali, non conosceva ancora la sofferenza. L'umano è un corridoio e ogni umano piange il suo cielo scomparso.”

“Una volta una ammalata mi appioppò un sonoro ceffone. Il mio primo istinto fu quello di renderglielo. Ma poi presi quella vecchia mano e la baciai. La vecchia si mise a piangere. «Tu sei mia figlia», mi disse. E allora capii che cosa aveva significato quel gesto di violenza. Di fatto, non esiste pazzia senza giustificazione e ogni gesto che dalla gente comune e sobria viene considerato pazzo coinvolge il mistero di una inaudita sofferenza che non è stata colta dagli uomini.”

“Non avevo mai pianto tanto in tutta la mia vita. Prima di quel momento, non sapevo che cosa significasse davvero, piangere. Piangere a singhiozzi, senza riuscire a smettere, piangere in macchina, nel traffico, piangere in autobus, piangere mentre cammini tra la gente, con le cuffie nelle orecchie, piangere al lavoro, mentre tagli i pomodori, da solo nel letto fino a che il cuscino diventa una pozzanghera. Piangere sotto la doccia, nel mare, al bar, seduto al ristorante. Piangere, iniziare e non riuscire a smettere. Pensare: è impossibile che mi rimangano ancora lacrime, e continuare a piangere. Piangere era diventata un'abitudine, e potevo sempre dire alla gente: sono un tipo emotivo, il che era vero. Ma la gente sapeva che non piange così chi è emotivo, piange così chi soffre. E io soffrivo.”