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Depressione Quotes

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Depressione Quotes

“Il corpo è solo un involucro che dobbiamo portarci appresso tutta la vita, ma da cui prima o poi ci allontaniamo” rifletté. E così, anticipando i tempi, la Stefania dentro Stefania desiderava involare nella stratosfera e perdersi nel cosmo e diventare il cosmo. Prima ancora di rendersene conto, Stefania era scesa dal letto e aveva scostato le tende, che le ricaddero sulle spalle come la nube che separa il sogno dalla realtà. Il cielo a pastello, la mancanza di confine tra l’azzurro e il rosa e una meteora verde smeraldo che attraversò una costellazione le mozzarono il fiato, la placarono, infine la scossero di nuovo. “Stupide stelle” pensò, “perché brillate se tra poco vi spegnerete?”

“Cristo, il fato ci sapeva fare quando doveva darti una lezione, anche se ti accorgevi sempre troppo tardi di averne bisogno: aveva passato decisamente troppo tempo ripiegato su se stesso, a rimuginare sul suo difetto fisico e sulla delusione che rappresentava per la sua famiglia e per la società. Per un sacco di tempo era stato un casino ambulante, un groviglio inestricabile, e Blay, che gli voleva bene, era stato risucchiato nel vortice.”

“Il pianeta appresso era abitato da un ubriacone. Questa visita fu molto breve, ma immerse il piccolo principe in una grande malinconia. «Che cosa fai?» chiese all'ubriacone che stava in silenzio davanti a una collezione di bottiglie vuote e a una collezione di bottiglie piene. «Bevo», rispose, in tono lugubre, l'ubriacone. «Perché bevi?» domandò il piccolo principe. «Per dimenticare», rispose l'ubriacone. "Per dimenticare che cosa?» s'informò il piccolo principe che cominciava già a compiangerlo. «Per dimenticare che ho vergogna», confessò l'ubriacone abbassando la testa. «Vergogna di che?» insistette il piccolo principe che desiderava soccorrerlo. «Vergogna di bere!» e l'ubriacone si chiuse in un silenzio definitivo. Il piccolo principe se ne andò perplesso. I grandi, decisamente, sono molto, molto bizzarri, si disse durante il viaggio.”

“Io non mento a me stesso per ingannarmi. Mento a me stesso per crederci. So come mi sento e perché. Conosco ogni micromovimento, avvisaglia, sintomo o rumore del mobbing dell’infelicità. Quello smarrimento così caratteristico, che rende l’aria disgustosamente dolciastra, come di pesche andate a male. Quella solitudine definitiva. Quella svalutazione immediata di tutto. Di me stesso, soprattutto.”

“L’opposto della depressione non è la felicità, ma la vitalità, e la mia vita, mentre scrivo, è pregna di vitalità anche quando è triste. Un giorno o l’altro, il prossimo anno, mi capiterà di svegliarmi nuovamente privo di senno: è improbabile che mi mantenga stabile per sempre. Nel frattempo, però, ho scoperto quella che si chiama anima, una parte di me che non avrei mai immaginato esistesse prima che, un giorno di sette anni fa, l’inferno mi facesse una visita inaspettata. È una scoperta preziosa.”