Quotessence
Home / Topics / Destino Quotes

Destino Quotes

Browse 212 quotes about Destino.

Destino Quotes

“Y en otros momentos me parece que aquella época está a sólo un palmo de distancia, casi al alcance de la mano, y que si pudiera rodearte con los brazos o tocar tu mejilla o tu nuca, podría transportarte conmigo a un futuro diferente donde no existirían el dolor ni la oscuridad ni las opciones amargas. Bueno, todos hacemos lo que podemos, y eso debe bastarnos..., y si no nos basta, debemos resignamos. Sólo espero que tengas el mejor recuerdo posible de mí.”

“A volte la vita ti serve la risposta ai tuoi dubbi – o una via d’uscita dall’autodistruzione – su un piatto d’argento. Se sei abbastanza consapevole da cogliere l’opportunità che ti è offerta prenderai una scorciatoia verso la meta più ambita dall’essere umano dall’inizio dei secoli: la serenità. Ma se quell’opportunità non la vedi, prenderai il sentiero degli errori, che è molto più lungo e tortuoso.”

“Si existiera un gran ser al que no le costase ningún esfuerzo abarcar de una sola mirada el espacio que desde los Alpes se extiende hasta el mar, vería todo aquel trajín como una graciosa batalla de hormigas, como un suave martilleo en una misma obra. Pero nosotros vemos únicamente una parcela minúscula, y por eso nuestro pequeño Destino nos aplasta y la Muerte se nos aparece con una figura terrible. Tan sólo podemos conjeturar que estas cosas que aquí ocurren forman parte de un gran orden, y que en algún lugar se anudan, para formar un sentido cuya unidad se nos escapa, esos hilos de los cuales pendemos y en cuyo extremo realizamos contorsiones aparentemente absurdas e incoherentes.”

“CAMBIO Podría ser Deseo Pasión; Podría ser El llamado Destino Podrías tú, Alma, Estar anhelando, Un Impulso Chispa Coraje El momento Luz divina Cambio divino Con Estaciones Planetas Estrellas El infinito Y verdadero Paraíso en la Tierra Espera Escucha Vete adentro El corazón Sabe El camino ¿Escucharemos nosotros? Ten cuidado Mira alrededor En todas partes Está el amor Ten cuidado Ábrete al cambio y revela tu corazón al mundo. ¿Qué estás esperando? Pues, tú serás recibido.”

“A veces, cuando estamos muy tristes, nuestros sueños caen al suelo como pedacitos de estrellas que poco a poco se apagan, nuestro corazón llora en silencio para no hacer ruido. Los ojos del corazón ven mas allá de lo que la vista nos permite... Y cuando las lagrimas caen, hiela todo el cuerpo y el corazón de tanto amar se convierte en hielo para no sufrir mas, para ya no llorar... Pero que equivocado esta, al final habrá alguien para encender la llama de tu alma, que derrita el hielo que el dolor formo en tu interior. Y si volteas al cielo, te darás cuenta que quedan millones de estrellas y cada una es un sueño por cumplir. Aunque algunas se apaguen, habrán muchas que apenas empiezan a brillar. Y también te darás cuenta que hay estrellas que brillan, pero su luz no es mas que un eco, un espejismo de lo que algún día fue su verdadera luz, pero ahora ya no existen. Tu decides en que creer, solo no abandones tus sueños porque son la única puerta hacia la eternidad.”

“Così lei aveva visto mentre egli non vedeva, e così lei continuava ancora a ribadire la verità. Verità, vivida e mostruosa; la sua lunga attesa: quella era stata la sua sorte. La compagna della sua vigilia aveva a un certo momento capito, gli aveva offerto la possibilità di eludere la sorte. La propria sorte, però, non si elude mai, e il giorno in cui gli aveva detto che la sua si era compiuta, l'aveva soltanto veduto fissare stupidamente la scappatoia che gli offriva. La scappatoia sarebbe stata amare lei; allora, allora sì egli avrebbe vissuto. Ella aveva vissuto - chi avrebbe ora potuto dire con quale passione? - giacché l'aveva amato per se stesso; mentre egli non aveva mai pensato a lei (ah, con quale evidenza la verità fiammeggiava davanti ai suoi occhi, ora!) se non nel gelo del suo egoismo e al lume di utilità pratica in cui egli la vedeva. Le parole di May tornavano a lui; la catena si allungava all'infinito. La Belva era stata in agguato davvero, e la Belva, al momento giusto, era balzata; era balzata nel crepuscolo di quel freddo aprile quando, pallida, consunta, ma bella, e forse ancora in grado di guarire, si era alzata dalla sua sedia per rizzarsi in piedi davanti a lui e lasciarlo immaginosamente indovinare. Era balzata, la Belva, quando egli non aveva saputo capire; era balzata mentre ella si allontanava disperata da lui, e il marchio, quando oramai egli l'aveva lasciata, era caduto dove doveva cadere. Egli aveva giustificato il suo presentimento e compiuto il suo fato; era fallito, con assoluta esattezza, in tutto quello in cui doveva fallire; e un gemito gli salì ora alle labbra nel ricordare come May aveva supplicato di non voler mai sapere. Quell'orrore del risveglio -quella era la conoscenza, e sotto quel fiato le stesse lacrime sembrarono gelarsi. Attraverso le lacrime, nondimeno, egli cercava di fissarla e trattenerla: la teneva lì davanti a sé così da sentirne tutto il dolore. Almeno questo, in ritardo e con amarezza, aveva un poco il sapore della vita. Ma l'amarezza improvvisamente lo nauseò, e fu come se, orribilmente, avesse veduto, nella verità, nella crudeltà della raffigurazione, ciò che era stato scritto e compiuto. Vide la Giungla della sua vita, e vide la Belva in agguato; poi, mentre guardava, la senti in un fremito dell'aria ergersi, enorme e laida, per il balzo che doveva finirlo.”

“Eppure, per una di quelle intuizioni dell'animo, apparentemente assurde, che magari al momento non ci si bada ma rimangono dentro, per poi ridestarsi a distanza di mesi e di anni, quando il meccanismo del destino scatterà, Antonio ebbe un presentimento: come se quell'incontro avesse importanza nella sua vita, come se il coincidere rapidissimo degli sguardi avesse stabilito fra loro due un legame che non si sarebbe spezzato mai più, a loro stessa insaputa. Già in passato, più di una volta, aveva constatato la incredibile potenza dell'amore, capace di riannodare, con infinita sagacia e pazienza, attraverso vertiginose catene di apparenti casi, due sottilissimi fili che si erano persi nella confusione della vita, da un capo all'altro del mondo. Ma poi i giorni, il lavoro, i viaggi, la gente. Antonio non ci aveva pensato più, la conturbante figuretta dimenticata e sepolta nei profondi sotterranei della memoria.”

“Ci sono corpi destinati ad incastrarsi. Non importa come, dove, perché. Non si spiega. Puoi far finta di niente, dire che non è vero. Ma sai di mentire. Sono corpi che si chiamano anche in mezzo ad un salone pieno di gente. Tu parli, conversi concentrata, ma senti le viscere pulsare. La chimica ti attira come una calamita. Il desiderio. E quando ci si incontra. Si sa già tutto I'uno dell'altro. L'odore, il sapore, dove è sensibile, dove vuole farsi toccare. Come baciarlo, quanto stringerlo. Due libri aperti che si sfogliano, per arrivare allo stesso finale.”

“Ci sono vite che si tengono per mano. Vite, legate ad un elastico, che si avvicinano e si allontanano, si allontanano e si avvicinano. Vite incatenate cosi forte da mischiarsi la pelle! E poi... poi ci sono vite che unite da un filo sottilissimo, spezzato dagli errori e dal dolore, riannodato con pazienza in più punti. Vite speciali, le chiamo io, perché hanno unto quel filo dell'incertezza di speranza e dedizione. Perché non hanno avuto paura di perdersi ma hanno rispettato il modo difficile aversi. L'amore annoda e ripara.”

“Il paziente, intanto, fece un bel respiro tutto da solo. Poi un altro. E un altro ancora. Poi quegli inquietanti occhi di diamante si posarono su di lei, e Jane smise di divincolarsi come soggiogata dalla sua forza di volontà. Ci fu un attimo di silenzio. Poi, in tono aspro, l'uomo a cui lei aveva salvato la vita pronunciò quattro parole che cambiarono tutto, cambiarono la sua vita, cambiarono il suo destino: «Lei. Viene. Con. Me.»”

“Cristo, il fato ci sapeva fare quando doveva darti una lezione, anche se ti accorgevi sempre troppo tardi di averne bisogno: aveva passato decisamente troppo tempo ripiegato su se stesso, a rimuginare sul suo difetto fisico e sulla delusione che rappresentava per la sua famiglia e per la società. Per un sacco di tempo era stato un casino ambulante, un groviglio inestricabile, e Blay, che gli voleva bene, era stato risucchiato nel vortice.”

“Magari qualcosa, una moneta che cade, un piccolo braccialetto che si impiglia alla maglia di qualcuno, uno scontrino che scivola via, cambia il destino di una persona. E quella persona, per un piccolo, banalissimo gesto, non farà più le stesse cose che avrebbe fatto invece se quel gesto non si fosse verificato. E la sua vita prende un altro binario. Magari per sempre. Magari per un po' soltanto. Chissà.”

“No es justo que la historia se escriba con la sangre de uno o con la sangre de los demás.”

“La libertad y quienes andamos tras ella me recuerdan a las aves migratorias, porque siempre llegan a su destino por más que traten de derribarlas.”

“El destino, es decir, lo que sucede y creemos que tenía que suceder, es como un tejido. Sólo que no lo hilan o tejen, como parecían creer los antiguos, unas cuantas divinidades hacendosas como las Parcas, sino que todos contribuimos a tejerlo. En este sentido es verdadero que todos hacemos la historia y todos hacemos la biografía. El destino es un poco como la biografía que, entre nosotros y los demás, hacemos de nosotros mismos.”

“Come lo que te haga feliz, habla de lo que te haga feliz, quiere a quien te haga feliz, corre si te hace feliz, no te muevas si eso te hace feliz, fuma si te da tranquilidad, no fumes si fumar te disgusta. No te quites la sal, ni el azúcar, ni el amor, ni la poesía, ni el mar, ni el colesterol, ni los sueños, y quiere a tus amigos y déjalos quererte, y no te opongas a tu destino, porque esa enfermedad no la sé curar. Teodoro Césarman.”

“Penso a me stessa, alla fine del mio percorso di studi, a tutto quello che so che mi attende, a tutto quello che mi sembra ovvio accada e a tutto quello che non mi chiedo se sia necessario o vitale per me. Non ho fatto nessun lavoretto estivo, a differenza delle mie amiche, non ho messo soldi da parte con cui mi sarei potuta liberare dal fiato materno, mi sono concentrata solo sugli esami e i libri, ho seguito il filo rosso che mi sono ritrovata tra le dita, per anni, per lunghi mesi e ore, l’ho seguito scrupolosamente, quando l’ho perso di vista l’ho rimpianto, me ne sono rammaricata, e adesso sono fuori dal labirinto, ho la testa del Minotauro in una mano e mi guardo intorno: sono pronta, indosso la mia corazza da eroe, qualcuno dovrà notarmi, qualcuno mi preparerà un cantuccio nel mondo, troverà un luogo adatto al mio scintillio, alle mie gesta e ai miei duelli vinti.”