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Futuro Quotes

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Futuro Quotes

“Cuidado em viver hoje cometendo os erros de ontem e atraindo os perigos que tenta evitar amanha.”

“Cuando uno tiene que estar irremediablemente fijo, es impresionante la movilidad mental que es posible adquirir. Se puede ampliar el presente tanto como se quiera, o lanzarse vertiginosamente hacia el futuro, o dar marcha atrás que es lo más peligroso porque ahí están los recuerdos, todos los recuerdos, los buenos, los regulares y los execrables. Ahí está el amor, o sea estás vos, y las grandes lealtades y también las grandes traiciones. Ahí está lo que uno pudo hacer y no hizo, y también lo que pudo no hacer y sí hizo. La encrucijada en la que el camino elegido fue el erróneo. Y ahí empieza la película, es decir, cómo habría sido la historia si se hubiera tomado el otro rumbo, aquel que entonces se descartó. Generalmente, después de varios rollos uno suspende la proyección y piensa que el camino elegido no fue tan equivocado y que acaso, en igual encrucijada, hoy la elección sería la misma. Con variantes, claro. Con menos ingenuidad, por supuesto. Con más alertas, por las dudas. Pero eso sí manteniendo el rumbo primordial.”

“No tengo luz sobre el pasado y tengo terror del futuro, pero tengo un presente. Y mi presente es esto: lavar un plato para un hermano mío. Lo puedo hacer bien. Es todo lo que tengo. Algo se quebró dentro de mí. Lavé ese plato con cuidado. Luego otro más. Había entrado en la realidad. Había descubierto mi capacidad. Comencé a experimentar una nueva paz, a entrar en las cosas. Era tan pobre que no tenía otra cosa que cada instante.”

“In casa mia c’è un regime di non belligeranza e indifferenza reciproca, io sono diventata la figlia a carico che non produce, non moltiplica, non incassa, non cucina e non ha tesori o dispense, la figlia mai cacciata e mai tornata, la statua di sale che a tutti tocca vedere all’ora di cena, eppure vorrei interrogare mia madre, chiederle cosa dovrei fare, perché lei sempre ha trovato soluzioni sul da farsi, sul mettersi in moto e risolvere, mentre io ho solo preso armi e carrarmati e ho attaccato le altrui barricate, il suo agire è progetto, il mio agire è guerra, nel primo caso l’obiettivo è noto, nel secondo ciò che si sa è solo che conviene distruggere prima che siano gli altri a pensarci.”

“C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L'angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta.”

“Che cosa è un ritorno? Una cosa che, per qualche ora, scioglie i groppi duri che separano l’oggi dall’ieri e fonde il passato e il presente con sicurezza fresca, dove il male non ha luogo. La mia anima di oggi, la mia anima dell’anno passato, si sono ritrovate senz’urto e restano ancora abbracciate, stasera, in questo mio studio strano, fatto di mobili vecchi, accattati un po’ dappertutto; lo zoccolo di legno, l’armadio a muro, odoroso di pino, la finestra bassa e larga, il soffitto e le pareti irregolari gli danno l’aspetto di una baita alpestre. È tanto lontano dalle altre stanze, che non vi giunge nessun rumore della casa. Solo, dal giardino, dei brusii monotoni: oggi, nell’afa pomeridiana, era il ronzio delle api sui tigli fioriti; ora, è l’indolenza di una pioggerellina abulica. Qualche ora fa, quando sono entrata, l’odore caratteristico di queste pareti mi ha investito e contorto il cuore come uno strappo brusco di redini… Da questo tavolo, l’anno scorso, non ho mai pensato a Dio. Quest’anno ci penserò. A Carnisio, ho tanto studiato: con calma, senza affanno. Sono contenta. Sono anche abbastanza buona. Prima di venire a scriverle, ho sonato le Fontane di Roma, per levigarmi l’anima. E’ terribile essere una donna, ed avere diciassette anni. Dentro non si ha che un pazzo desiderio di donarsi.”

“Quando il connubio tra uomini, donne e macchine sarà completo, questo genere di letteratura diventerà obsoleto perché allora ci comprenderemo troppo bene. Abiteremo una comunità di intelligenze a cui avremo accesso immediato. La connessione avrà raggiunto livelli tali che i grumi isolati di soggettività si dissolveranno in un oceano di pensieri, di cui internet, per come la conosciamo, non è che la rudimentale anticipazione. Arrivando a poter dimorare nella mente gli uni degli altri, perderemo la capacità di mentire. I nostri racconti cesseranno di essere interminabili cronache di malintesi. La letteratura perderà la propria malsana fonte di nutrimento. E l'haiku, nella sua lapidaria, immobile e tersa percezione e celebrazione delle cose per quello che sono, rimarrà l'unica forma imprescindibile. Sono sicuro che faremo tesoro della letteratura del passato, per quanto possa inorridirci. Ci guarderemo indietro, meravigliandoci della bravura con cui individui di tempi remoti hanno saputo descrivere i loro difetti, di come hanno ideato geniali favole non senza speranza, a partire dai loro conflitti, dalle loro mostruose inadeguatezze e dalla reciproca incomprensione.”

“Penso a me stessa, alla fine del mio percorso di studi, a tutto quello che so che mi attende, a tutto quello che mi sembra ovvio accada e a tutto quello che non mi chiedo se sia necessario o vitale per me. Non ho fatto nessun lavoretto estivo, a differenza delle mie amiche, non ho messo soldi da parte con cui mi sarei potuta liberare dal fiato materno, mi sono concentrata solo sugli esami e i libri, ho seguito il filo rosso che mi sono ritrovata tra le dita, per anni, per lunghi mesi e ore, l’ho seguito scrupolosamente, quando l’ho perso di vista l’ho rimpianto, me ne sono rammaricata, e adesso sono fuori dal labirinto, ho la testa del Minotauro in una mano e mi guardo intorno: sono pronta, indosso la mia corazza da eroe, qualcuno dovrà notarmi, qualcuno mi preparerà un cantuccio nel mondo, troverà un luogo adatto al mio scintillio, alle mie gesta e ai miei duelli vinti.”

“«Ho letto tutti i tuoi libri» rispose con entusiasmo. «I tuoi romanzi sono stati una specie di in loco parentis per me» aggiunse, scandendo con cura le parole latine. «Quasi dei genitori, insomma» Ci sorridemmo: aveva detto tutto quello che c’era da dire, e l’aveva detto proprio bene. Suo padre sarebbe stato felice dell’uomo che era diventato, nella misura in cui riusciva a concepire la felicità. Io e Tom eravamo cresciuti con il disprezzo per noi stessi, perché ci avevano insegnato che le differenze sessuali erano sbagliate. Ora mi vergogno di aver sperato che Peter non fosse come Tom, né come me. Forse l’augurio migliore per i ragazzi della sua generazione era che venissero su “come noi”, però orgogliosi di ciò che erano.”

“«Sai niente sulle stelle?» «Intende in astronomia?» Annuì. «Spesso ci dimentichiamo che sono lontane anni luce. La luce delle stelle che ora ammiriamo nel cielo proviene dal passato, è stata emessa migliaia di anni luce fa. Quando le navi solcavano i mari facendosi guidare dalle stelle, i navigatori cercavano letteralmente il futuro studiando il passato.»”

“Dean tirò fuori altre fotografie. Mi resi conto che queste erano tutte le istantanee che i nostri bambini avrebbero guardato un giorno con stupore, convinti che i loro genitori avessero vissuto una vita liscia, ben ordinato, delimitata nella cornice di quelle fotografie e si fossero alzati al mattino per incamminarsi orgogliosi sui marciapiedi della vita, senza mai sognare la stracciata pazzia e la ribellione della nostra vita reale, della nostra notte reale, l’inferno di essa, l’insensata strada piena di incubi. Tutto questo dentro un vuoto senza principio e senza fine. Compassionevoli forme di ignoranza.”

“O amor verdadeiro sempre encontra caminho De espalhar a esperança em qualquer ninho.”

“Não sou um economista, político ou financeiro que disponha de respostas rápidas sobre as razões pelas quais as coisas podem ou não podem mudar. Sou um tecnólogo e um empreendedor habituado a reparar nas discrepâncias entre a forma como as coisas são e a forma como poderiam ser, e a fazer perguntas cujas respostas possam apontar o caminho para futuros melhores.”

“A inteligência artificial não é uma espécie de rutura radical. A inteligência artificial não é uma máquina do futuro, hostil aos valores humanos, que nos levará a todos para o desemprego. A inteligência artificial é o próximo passo na disseminação e utilidade do conhecimento, que é a verdadeira fonte de riqueza das nações. Não devemos receá-la. Devemos fazer com que funcione, de forma intencional e refletida, para que crie mais valor do que perturbações para a sociedade. Já está a ser utilizada para potenciar e não para substituir a inteligência humana.”

“Nada podía separarme de Dios, porque Él estaba en todo. Ningún peligro podía amenazarme, ningún temor podía estremecerme, excepto el de dejar de verle a Él. Por escondido que estuviera el futuro, estaba escondido en su voluntad y, por lo tanto, yo sería capaz de aceptarlo, trajera consigo lo que trajera. El pasado, con todos sus fallos, no estaba olvidado: seguía ahí para recordarme la fragilidad de la naturaleza humana y la necedad de poner la confianza en uno mismo. Pero ya no me pesaba. Ya no confiaba en mi propia guía, ya no dependía de mí mismo, así que no podía volver a fallar. Al renunciar completa y definitivamente a todo control sobre mi vida y mi destino futuro, me liberaba de cualquier responsabilidad. Me liberaba de la angustia y la preocupación, de toda tensión, y podía flotar serenamente, con perfecta paz de espíritu, en la marea de la providencia divina que me sostenía.”

“Perdonar ¿Por qué no puedo perdonar y odio con frenesí abatido? ¿Por qué no puedo parar de escarbar en heridas antiguas? Es tan difícil seguir cuando se vive en el pasado, el presente es sólo un rato, para el futuro tiempo no hay. Y todos los dolores, y todas las angustias pesan como piedra de un ahogado. ¿Adónde buscar una vida nueva? ¿Y cómo empezar de nuevo? ¿Hay sentido en esto? ¿Hay sentido buscar para mi alma paz si sólo soy una estrella fugaz?...”