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Fantascienza Quotes

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Fantascienza Quotes

“È del tutto naturale che chiunque detenga il potere desideri sopprimere la ricerca "incontrollata". Il perseguimento senza restrizioni del sapere ha una lunga storia e ha sempre prodotto una concorrenza non voluta. I potenti vogliono una "linea sicura di indagini", in grado di dare origine soltanto a quei prodotti e a quelle idee che possono venir controllati e, cosa più importante, a cose che consentano alla maggior parte dei profitti di venir rastrellati appunto da chi vi ha investito mezzi e uomini "dall'alto". Sfortunatamente, un universo aleatorio e pieno di variabili relative non può assicurare una simile "linea sicura d'indagine”

“Quando lèggi inganni i tuoi occhi, perché raccolgono le parole dalla pagina ma guardano in altri luoghi; inganni le orecchie, perché non riescono più ad ascoltare i rumori che arrivano dall’esterno; solo le voci e i suoni della storia. Quando lèggi il tuo spirito vola, e la cosa esilarante è che lo fa usando le ali di qualcuno che ha volato per te, e ha affrontato la fatica di tradurre in parole ciò che ha visto. Ogni scrittore impara presto a spegnere i sensi e a far volare la storia. Ad ascoltarne il vento.”

“La sopravvivenza di se stessi, della specie, dell' ambiente, queste sono le cose che muovono gli esseri umani. Potete osservare come l'ordine d'importanza cambi nell'arco d'una vita. Quali sono le cose che suscitano una preoccupazione immediata a una certa età? Il clima? Lo stato della digestione? A lei o a lui importa davvero? Tutti quei vari tipi di fame che la carne sente e spera di soddisfare. Che altro può davvero importare?”

“A sei anni i miei genitori mi raccontarono che dentro il mio cranio c’era una gemma piccola e scura, che imparava a essere me. Microscopici ragni avevano tessuto una ragnatela dorata nel mio cervello, perché l’istruttore contenuto nella gemma potesse udire il sussurro dei miei pensieri. La gemma origliava i miei sensi e interpretava i messaggi chimici trasportati dalla circolazione sanguigna: la gemma vedeva, udiva, odorava, gustava e toccava il mondo esattamente come me, mentre l’istruttore monitorava i suoi pensieri e li confrontava con i miei. Ogni qualvolta questi pensieri erano sbagliati, l’istruttore, più veloce del pensiero, dava una risistemata alla gemma, facendo una piccola modifica qua e là, apportando i cambiamenti necessari per correggere i suoi pensieri. Perché? Perché quando non avessi più potuto essere me, la gemma avrebbe potuto esserlo al posto mio. Io pensai: “Se ciò che sento mi fa sentire strano e mi dà le vertigini, cosa deve provare la gemma?”. Esattamente la stessa cosa, riflettei; non sa di essere la gemma e anch’essa si domanda cosa può provare la gemma, rispondendosi poi: “Esattamente la stessa cosa, non sa di essere la gemma, e anch’essa si domanda cosa può provare la gemma”. E anch’essa si chiede... (Ne ero certo, visto che io me lo domandavo.) ... anch’essa si interroga se è l’Io reale o se semplicemente è la gemma che sta imparando a essere me. Divenuto un dodicenne pieno di superbia e di scherno, mi presi gioco di quelle preoccupazioni infantili. Tutti avevano la gemma, salvo i membri di oscure sette religiose, e sprecare tempo su una banalità simile mi appariva una perdita di tempo. La gemma era la gemma, un fatto universale della vita, una cosa comune come una cacca. Io e i miei amici vi costruivamo battute stupide, come facevamo con le cose del sesso, per provare a noi stessi quanto eravamo saputi in quel campo. In realtà, però, non eravamo saputi e imperturbabili come pretendevamo di essere. Un giorno, mentre giocavamo nel parco chiacchierando del più e del meno, uno della banda, il suo nome l’ho dimenticato, ma lo ricordo come una persona troppo intelligente per il suo stesso bene, si mise a domandare a ciascuno di noi: — Chi sei tu? La gemma o l’essere umano? Noi tutti rispondemmo indignati, senza esitare: — L’essere umano! Quando tutti ebbero risposto, lui rise e affermò: — Bene, io no. Io sono la gemma. Siete degli stronzi perdenti e mangerete merda, perché voi tutti finirete spazzati via nel cesso cosmico, ma io, io vivrò per sempre. Lo picchiammo fino a fargli colare il sangue dal naso. Dal racconto Imparare a essere me.”

“Un vento gelido spazza il ballatoio che corre esternamente allo spazio-porto. Ne copre l’intera circonferenza e da lì, al riparo di un’immensa bolla di vetro, si può osservare la Terra. Fa un certo effetto a stare là fuori: l’impressione è quella di camminare nell’infinito, circondati da milioni di punti luminosi conficcati su uno sfondo scuro del quale non è possibile scorgere i limiti. Come un’isola in mezzo a quel silenzioso paesaggio astrale, il pianeta di Roland spicca inconfondibile, variegato di verde e blu, avvolto in un’aura che alla vista appare impalpabile e quasi malinconica.”

“Voi tutti sapete cos'hanno fatto. Hanno dichiarato illegale l'uso di impulsi subsonici nella pubblicità audio. Ma noi abbiamo ribattuto con un elenco di parole chiave, semanticamente collegate con ogni trauma o nevrosi presenti nella moderna vita americana. Hanno dato retta ai fissati della sicurezza stradale e ci impediscono di proiettare i nostri messaggi sul parabrezza delle macchine, ma noi ci difendiamo. Il laboratorio mi informa — e indicò il direttore del nostro Reparto Scientifico — che presto sperimenteremo un sistema capace di proiettare la pubblicità direttamente sulla retina.”

“SUPERLUMEN [Laboratorio Sperimentale D] — Mi ha convocato d'urgenza, professor Oppenahimher. Allora avanti, mi dica. — Alle 11:09 abbiamo trasferito con successo un oggetto dotato di massa attraverso l’ambiente Iperspazio 9. Lo spostamento è avvenuto tra le due stazioni terminali dell’anello di prova, distanti tra loro 970 metri. Abbiamo verificato i dati. — Eccellente! Non speravo in una notizia tanto buona! Ma perché mai non me ne ha fatto cenno nel messaggio? Sono assolutamente favorevole ai protocolli di riservatezza, ma questa volta la situazione meritava certo un’eccezione! — Sì, ecco… a questo proposito… — Allora è possibile! Mio Dio… ho passato gli ultimi tre anni a dubitare di ogni cosa. Sarò sincero, iniziavo a disperare. Tutto questo tempo, professore… tutti i nostri sforzi ora sono ripagati! Mi perdoni, devo sedermi, l’emozione è troppo forte, mi dà il capogiro! — Sì, ecco, è meglio che si sieda… — Possiamo dunque arrivare alle stelle? Abbiamo finalmente il mezzo per spostarci più veloci della luce? L'umanità è in salvo dal pericolo che incombe? Racconti! Mi dica! Voglio i dettagli! Forse è il caso che prenda appunti. Dovrei stendere un breve comunicato stampa, lei che ne dice? — Ehm, temo che il comunicato dovrà aspettare, signore… — Certo, certo, capisco benissimo il suo punto di vista da scienziato. Naturalmente! Forse ha ragione, aspetteremo, ma almeno mi dia qualche dato! La curiosità mi uccide! — Sì, ecco, abbiamo fatto e rifatto i calcoli. L’oggetto dotato di massa ha viaggiato a 48 km/h. — … — Praticamente come un antico Garelli. — Oh...”