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Quote by Frank Herbert

“La sopravvivenza di se stessi, della specie, dell' ambiente, queste sono le cose che muovono gli esseri umani. Potete osservare come l'ordine d'importanza cambi nell'arco d'una vita. Quali sono le cose che suscitano una preoccupazione immediata a una certa età? Il clima? Lo stato della digestione? A lei o a lui importa davvero? Tutti quei vari tipi di fame che la carne sente e spera di soddisfare. Che altro può davvero importare?”

Quote by Frank Herbert

Work

Heretics of Dune

In this science fiction novel, readers are taken on a journey through the intricate universe of Frank Herbert's Dune series. The narrative delves into the formation of a new religious movement, offering a unique perspective on the established power structures and the quest for spiritual enlightenment. The story is rich with political intrigue, philosophical musings, and the exploration of the human condition in a futuristic setting. more

Author

Frank Herbert
Frank Herbert

Frank Herbert, born on October 8, 1920, was an influential science fiction author from the United States. His masterpiece 'Dune' is considered a classic in the science fiction genre and has had a profound impact on literature and society. more

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“Oh, the irony of life's little theatrics! I cracked a grin while my tears lined up for their grand performance, and my tongue played hide-and-seek with all those words eager to escape my lips. It's like a comedy of manners, where my emotions put on a masquerade, teasing me with their hidden truths. But fear not, for someday, this wordless mime will take center stage, and the spotlight will shine on my untold tales!”

“[...] la selezione naturale ci ha foggiati - dalla struttura delle cellule cerebrali alla struttura dell'alluce - per una vita di viaggi stagionali a piedi in una torrida distesa di rovi o di deserto. Se era così, se la "patria" era il deserto, se i nostri istinti si erano forgiati nel deserto, per sopravvivere ai suoi rigori - allora era facile capire perché i pascoli più verdi ci vengono a noia, perché le ricchezze ci logorano e perchè l'immaginario uomo di Pascal considerava i suoi confortevoli alloggi una prigione.”

“Cose che capitano nella solitudine di un'isola. Pensieri nuovi. Voci che ti dicono che il peggio non è tanto essere sull'orlo del disastro, ma il non accorgersi di esserci. Qualsiasi animale sente l'approssimarsi del pericolo. Noi non più. Siamo così narcotizzati e distanti dalla natura da non sentire che cemento e discariche, camorra e veleni ci assediano. Viaggiamo tranquilli in mezzo a penitenziari di animali pazzi e pieni di antibiotici, gabbie di reclusi pigolanti dove non fa mai notte, e non vediamo Nacht un Nebel che avanzano, a passi misurati, come Gog e Magog. Capiremo solo quando non ci sarà più niente da fare. Se domani il cielo fosse vuoto di passeri, ci metteremmo settimane a realizzarlo. Se un giorno il fiume sparisse da sotto i ponti del nostro paese, non lo noteremmo. Siamo pieni di paure, certo, ma paure di cose senza significato, e le paure a vuoto si chiamano paranoie. Ci manca il timore vero, quello supremo. L'orrore di noi stessi, incapaci di sentire il grido della natura che boccheggia e dice: "Basta".”

“In quest'epoca in cui tutto è ritenuto lecito purché sia fatto in piena libertà, e in cui il corpo è considerato un semplice strumento della volontà razionale e autonoma, la repulsione potrebbe essere l'unica voce rimasta in difesa del nucleo centrale della nostra umanità. Le anime che hanno dimenticato come si fa a rabbrividire sono superficiali.”

“Brian ebbe un attimo di illuminazione. Guardò tutta quella spazzatura in perenne aumento e per la prima volta capì in cosa consistesse il suo lavoro. Non in progettazione o trasporto o riduzione alla fonte. Lui si occupava di comportamento umano, delle abitudini e degli impulsi della gente, dei loro incontrollabili bisogni e innocenti desideri, forse delle loro passioni, sicuramente dei loro eccessi e delle loro debolezze ma anche della loro gentilezza, della loro generosità, e la domanda era come impedire questo metabolismo di massa di sopraffare l'umanità. La discarica gli mostrava senza mezzi termini come finiva il torrente dei rifiuti, dove sfociavano tutti gli appetiti e le brame, i grevi ripensamenti, le cose che si desideravano ardentemente e poi non si volevano più.”