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Vita Quotes

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Vita Quotes

“Vita ya Shetani na Mungu inatuathiri zaidi sisi wanadamu – na hapo baadaye itamuathiri Shetani pia. Vita hii haiwezi kuisha hadi siku ya mwisho, Yesu Kristo atakaporudi kuwachukua wateule wake. Pambana kwa njia ya maombi hadi siku ya mwisho kwa sababu adui tunayepambana naye hana muda wa kupumzika. Pambana kujiombea na kuwaombea wengine waliohai, na hata wale ambao bado hawajazaliwa, kabla mafuta ya dunia hii hayajalipuka. Usiishi kama adui wa msalaba wa Yesu Kristo, badala yake, ishi kama rafiki wa msalaba wa Yesu Kristo. Kuishi kama rafiki wa msalaba wa Yesu Kristo ni kupinga majivuno yote ya Shetani kwa upendo uliotukuka wa kujishusha au kujidharirisha, kutokutetereka hata kidogo na tamaa za ulimwengu huu kwa upendo mkubwa wa umaskini, na kutokuyumba wakati wa matatizo kwa sababu wakati wa amani ulijilimbikizia imani.”

“Palestina ni nchi ya Waisraeli waliyopewa na Mungu wa Yakobo. Hata hivyo, hawakutimiza masharti. Mungu aliwaagiza kuua kila mtu katika nchi ya Kaanani na miji yake yote. Waisraeli, wakiongozwa na Yoshua, waliua watu wengi katika nchi ya Kaanani. Hawakuua kila mtu katika miji ya Ashdodi, Gathi na Ukanda wa Gaza kama walivyoagizwa. Mungu alimwambia Ibrahimu kuwa angempa yeye na uzao wake nchi ya Kaanani kuwa milki yao ya milele, na kuwa Yeye ndiye angekuwa Mungu wao daima. Vita ya Israeli na Palestina itamalizwa na Mungu. Itamalizwa na hekima.”

“Quando le persone dormono, si riescono a cogliere realmente le somiglianze perché hanno i lineamenti rilassati. Allora ci si accorge di tutti i particolari di un viso, si riescono a individuare tratti morfologici infinitesimali, le somiglianze più profonde e nascoste, che basta niente e si perdono, confondendosi nella mimica. Si riesce addirittura a capire come saranno da vecchi, che faccia avranno. Basta saper osservare. È privilegio di pochi saper osservare, essere consapevoli nel momento; dopo sono capaci tutti, o quasi. Io lo chiamo il senso dell’orientamento, metafora di quello vero ma con una accezione molto più ampia: la vita.”

“Msamaha si jambo dogo. Watu wadogo, watu wenye uwezo mdogo wa kufikiri, hawawezi kupambana na changamoto za msamaha. Msamaha ni kwa ajili ya watu wenye macho kama ya tai wanaoweza kuona mbali ambao wako tayari kushindwa vita ili washinde vita. Hewa inaingia ndani ya mapafu na kutoka; chakula kinaingia ndani ya mwili na kutoka; mwanamasumbwi anapigana bila kugombana; injini ya gari haiwezi kusukuma gari mbele au nyuma bila kutoa hewa katika paipu ya ekzosi. Lakini kile kinachoingia moyoni mwako hakitoki! Maumivu yanapoingia ndani ya moyo yanapaswa kutoka nje kama yalivyoingia kwa sababu, yasipotoka yatatengeneza sumu ndani ya moyo wako na yatatengeneza sumu ndani ya roho yako pia. Sumu hiyo itahatarisha safari yako ya mbinguni na Mungu hatakusamehe tena. Badala ya yule aliyekukosea kuumia, utaumia wewe uliyekosewa. Yesu anaposema samehe saba mara sabini hatanii. Usiposamehe, hutasamehewa.”

“Le passioni umane sono una cosa molto misteriosa e per i bambini le cose non stanno diversamente che per i grandi. Coloro che ne vengono colpiti non le sanno spiegare, e coloro che non hanno mai provato nulla di simile non le possono comprendere. Ci sono persone che mettono in gioco la loro esistenza per raggiungere la vetta di una montagna. A nessuno, neppure a se stessi, potrebbero realmente spiegare perché lo fanno. Altri si rovinano per conquistare il cuore di una persona che non ne vuole sapere di loro. E altri ancora vanno in rovina perché non sanno resistere ai piaceri della gola, o a quelli della bottiglia. Alcuni buttano tutti i loro beni nel gioco, oppure sacrificano ogni cosa per un’idea fissa, che mai potrà diventare realtà. Altri credono di poter essere felici soltanto in un luogo diverso da quello dove si trovano e così passano la vita girando il mondo. E altri ancora non trovano pace fino a quando non hanno ottenuto il potere. Insomma, ci sono tante e diverse passioni, quante e diverse sono le persone. Per Bastiano Baldassare Bucci la passione erano i libri.”

“«Sott'acqua è un'esplosione di vita, come se il mondo fosse rovesciato e ciò che è fuori si fosse trasferito dentro: pesci e coralli che riempiono ogni spazio, come se improvvisamente ti trovassi nel centro di una metropoli sovraffollata. Colori impossibili e suoni che non hai mai sentito prima, perché il mare non è affatto silenzioso come pensi: è vivo» proseguì Diego con entusiasmo. Guardò Alice che lo fissava con l'espressione di una bambina che mentre presta attenzione a una favola non sta realmente ascoltando: vive in quella storia. «Sei sospeso: non avverti più il tuo peso, acquisti una nuova consapevolezza del tuo spazio. L'aria che hai nei polmoni e la dimensione del tuo torace, braccia e gambe si muovono per trovare equilibrio prima di generare movimento». Diego sentì crescere in sé la memoria di quelle sensazioni. «Compare uno squalo o una murena. Ti ricordano che non sei al cinema dove il debole innocente trionfa sul forte e astuto colpevole. Sopravvive il più forte o il più veloce… il più scaltro. Non c'è nulla che ti protegga: c'è il mare, la sua bellezza e il suo pericolo. Sei da solo senti solo... Sei semplicemente libero».”

“Kolonia Santita imesambaa dunia nzima. Hapa Meksiko wana magenge rafiki zaidi ya mia moja yakiwemo makubwa kabisa katika Latino ya Matamolos na Baja California. Nikitekwa nyara na memba yoyote wa magenge hayo, kuna uwezekano mkubwa wasinifanye chochote au nisilipe chochote kwa sababu ya Wanda. Fadhila ya uhalifu. Kwa sababu ya fadhila ya uhalifu; baba, au viongozi wengine wa serikali ambao watoto wao wamo ndani ya 'mpango' huo, wanatakiwa wawakingie kifua (kwa namna yoyote wanayoweza) pindi wanapoanguka katika mikono ya dola na sheria. Wasipofanya hivyo kutakuwa na vita ya ndani kwa ndani … kama unanielewa. Hivyo, kuna mtu anaitwa El Tigre – baba yake Wanda – ndiye ninayetaka unisaidie. Amemuua Marciano, na watu wengi wa Meksiko. Nataka kumlipia kisasi Marciano, na marafiki zangu wengi ambao El Tigre amewaua, hata kwa njia isiyodhahiri.”

“Perché non per astratto ragionamento, ma per un’esperienza che brucia attraverso tutta la mia vita, per una adesione innata, irrevocabile, del più profondo essere, io credo, Tullio, alla poesia. E vivo della poesia come le vene vivono del sangue. Io so che cosa vuol dire raccogliere negli occhi tutta l’anima e bere con quelli l’anima delle cose e le povere cose, torturate nel loro gigantesco silenzio, sentire mute sorelle al nostro dolore. Perché per me Dio è e non può essere altro che un Infinito, il quale, per essere perennemente vivo e quindi più Infinito, si concreta incessantemente entro forme determinate che ad ogni attimo si spezzano per l’urgere del fluire divino e ad ogni attimo si riplasmano per esprimere e concretare quella Vita che, inespressa, si annienterebbe. Ora Lei vede che un Dio così non si può né chiamare né pregare né porre lungi da noi per adorarLo; Lo si può soltanto vivere nel profondo, poi che è Lui l’occhio che ci fa vedere, la voce che ci fa cantare, l’amore, ed il dolore che ci fa insonni. E questa nostra vita irrimediabile, questo nostro cammino fatale, in cui ad ogni istante noi realizziamo, noi creiamo, per così dire, Dio nel nostro cuore, altro non può essere che l’attesa del gran giorno in cui l’involucro si spezzerà e la scintilla divina balzerà nuovamente in seno alla grande Fiamma. Ora, di questo Dio che non si lascia staccare dalla vita, dove possiamo avere più immediato il senso che nei momenti in cui più la lotta si acuisce tra lo spirito e le forme che inceppano il suo fluire? E non è la poesia uno di questi momenti? L’estasiata gioia del sogno non si sconta forse nel bisogno e nella fatica di gettare quel sogno in parole? e un po’ dell’assolutezza divina non riluce forse nell’atto di quella fatica? Io credo che il nostro compito, mentre attendiamo di tornare a Dio, sia proprio questo: di scoprire quanto più possiamo Dio in questa vita, di crearLo, di farLo balzare lucendo dall’urto delle nostre anime con le cose (poesia e dolore), dal contatto delle nostre anime fra di loro (carità e fraternità). Per questo, Tullio, a me è sacra la poesia; per questo mi sono sacre le rinunce che mi hanno tolto tanta parte della giovinezza, per questo mi sono sacre le anime ch’io sento, di là dalla veste terrena, in comunione con la mia anima.”

“Watu wanaohatarisha maisha yao kwa kudharau sheria wakati mwingine hawatakiwi kudharauliwa. Ni sawa na mtu aliyepoteza kila kitu katika maisha yake. Wana uwezo wa kufanya chochote. Serikali ya Meksiko ilipokataa kukidhi matakwa ya El Tigre ya kubadili katiba ya nchi – kuondoa kipengele cha mkataba wa kubadilishana watuhumiwa na washtakiwa – ili akikamatwa asipelekwe Marekani ambako atafungwa na kufia gerezani, El Tigre aliilaani Serikali ya Meksiko. Kujibu mapigo, ya laana ya maluuni, Serikali ya Meksiko ikawakabidhi makamanda 7 wa Kolonia Santita kwa mamlaka za Marekani, na kuongeza juhudi za kumsaka El Tigre mpaka nje ya Amerika ya Kusini na Kaskazini. El Tigre, kuikomoa serikali na kuwalipia kisasi makamanda wote waliouwawa na kufungwa na shirikisho, akamuua Mwanasheria Mkuu wa Serikali (PGR) na maafisa 7 wa Jeshi la Polisi la Nchi (PJF) kulinganisha idadi ya makamanda wake waliopelekwa Marekani – halafu 'akapotea', kabisa; baada ya kutangaza vita na Serikali ya Meksiko!”

“Ho visto qualcosa di diverso in te! Sei intrappolata in questa guerra che non ti appartiene, c'è un conflitto tra tua mente e il tuo cuore, una sfida tra bene e il male. La voce della tua natura ha un potere immenso sulla tua vita, e ti fa sentire completamente diversa dagli altri. Il tuo carattere ribelle,il tuo istinto,il tuo cuore, ti dicono di vivere per te stessa ed essere te stessa. Ti è stato insegnato a vivere una vita che non hai scelto!-Innocent Demons(Legami di Sangue#1) di B.Tiana Lorena”

“Tutti e due pensavano ai giovani – i loro fratelli, i loro amici – le cui ossa erano in decomposizione sotto terra, nelle innumerevoli fosse comuni. Loro, i sopravvissuti, adesso lo sapevano, di essere mortali. È una lezione che di solito si impara da adulti, ma quelli che hanno dovuto apprenderla a vent’anni non la scordano più. Ah, com’era importante affrettarsi a respirare, baciare, bere, fare l’amore!”

“Smettila di tormentarti tanto. Ogni cosa segue comunque il suo corso, e per quanto uno possa fare del suo meglio, a volte è impossibile evitare che qualcuno rimanga ferito. È la vita. Faccio un po' il grillo parlante ma è ora che tu cominci a imparare certi meccanismi della vita. A volte tu ti sforzi troppo di adattare la vita ai tuoi meccanismi. Se non vuoi finire anche tu in una clinica psichiatrica cerca di essere un po' più aperto e di abbandonarti di più alla vita così come viene. Anche una donna debole e imperfetta come me ogni tanto arriva a rendersi conto di quanto meravigliosa sia la vita.”

“Sono stata io a versare il caffè alla mamma. Non poteva cancellare quel fatto. E con il passare dei giorni cominciò a pensare: "Sono stata io a uccidere la mamma". Un giorno era ferma a un passaggio a livello. Non aveva l'aria di una che volesse uccidersi. Dietro Kazu, in attesa che si alzasse la sbarra, c'era anche una mamma con il figlio e un gruppo di studenti di ritorno a casa. A un certo punto si sentì una voce. "Mamma, mi dispiace", disse il bambino. Era una semplice conversazione tra madre e figlio, niente di che. Kazu si girò a guardarli, e poi sussurrando "Mamma..." si avviò verso il passaggio a livello, quasi attirata da un polo magnetico. E in quel preciso momento... "Mi porti con te?" Era Kinuyo. Con quelle parole, intendeva dirle che voleva starle accanto perchè vedeva quanto fosse grande la sua sofferenza. La reazione di Kazu fu del tutto inaspettata. I suoi occhi si rimpirono per la prima volta di lacrime ep rese a singhiozzare velocemente. Kinuyo non sapeva spiegarsi cos'avesse finalmente perforato il cuore di quella bimba. Sapeva solo che fino a quel momento aveva sofferto da sola e che non voleva morire.”

“Se c'è una cosa che mi fa impazzire del cinema, è la terapia del dolore. La rimozione dell'infelicità. La censura della fatica di uscirne. La vita che ricomincia solo quando è tornata sopportabile. Non so che darei per praticare il «sei mesi dopo» nella vita non filmica. Oh, lo so cosa state pensando. Sento già l'obiezione: «Sì, d'accordo, ma anche quel tempo intermedio è vita: se lo salti, è come se morissi nell'intervallo». Sentite questa, allora: «Meglio aggiungere vita ai giorni che giorni alla vita». Bella, eh? E sapete chi l'ha detta? Rita.Levi.Montalcini. Ecco chi. Per cui, al diavolo la retorica dela vita che vale la pena anche quando è sofferenza. Io,se posso, la sofferenza la evito.”

“Ormai non mi è rimasto più nulla da fare. Ho esaurito tutte le cose che avevo scritto nella lista. A cosa potrei dedicarmi da qui in avanti?" "Dovresti fare quello che ti piace. Avrai qualche hobby, no?" "Sì, ascoltare musica, leggere libri... Ma a pensarci ora, entrambe le cose erano solo un mezzo per poter continuare a vivere. Li usavo solo per venire a compromessi con una vita altrimenti insostenibile. E ora che non devo più prolungarla a tutti i costi, la musica e i libri non sono più così importanti per me". "Dovresti apprezzarli in modo diverso, sotto un altro punto di vista. Godere della loro bellezza pura e semplice." "Però poi alla fine ricado sempre sulla stessa questione. Qualsiasi cosa ascolti o legga, si crea in me un senso di mancata appartenenza, come se io non c'entrassi nulla. A mio parere, sono opere create nella stragrande maggioranza per chi ha ancora una vita davanti. Del resto è naturale, nessuno scriverebbe per chi sta per morire". [...] Stavo per morire senza lasciare alcuna traccia. Una volta sognavo di essere immortale, ma ora non era più necessario coltivare simili speranze. Non mi interessava più che qualcuno si ricordasse di me. Perchè ora avevo lei accanto, e con lei il suo sorriso. "Allora, caro Kusunoki..." disse a un certo punto Miyagi con un sorriso strepitoso in volto. "Come vogliamo trascorrere i prossimi tre giorni?" Avevo la sensazione che quei tre giorni sarebbero stati per me molto più preziosi dei trent'anni di vita miserabile, e anche di quegli ultimi trenta giorni pur significativi, che avrei altrimenti potuto vivere. Alla fine non ero diventato nè famoso nè ricco. Ma in effetti qualcosa di meraviglioso mi era successo. Ero arrivato a pensare, dal profondo del cuore, che era valsa la pena di vivere.”

“Solo dopo aver perso la propria mamma per sempre si può capire l’essenza del vero amore e lo straziante dolore per la vita che se ne va.”

“La vita è come una treccia, ogni ciocca è importante e ha un significato. La prima è quella del dovere, che abbiamo tutti e che significa obbedienza; la seconda è quella della roba – chi l'ha deve stare attento a non farsela arrubbare e chi non l'ha ha soltanto la fame nelle budella e la vulissi assai – e la terza è quella dell'amore. E se una ha tutte e tre le ciocche belle forti, la treccia è bellissima e vive felice. Ma assai fimmine hanno la prima ciocca bella folta, mentre le altre due sono sottili. Se riescono a intrecciarsi la treccia bella non è, ma tiene, e la vita continua. Se invece la ciocca dell'amore addiventa troppo forte e quella del dovere è debole, la treccia non regge e si disfa: tre devono essere le ciocche, così è”

“- Qualunque cosa debba essere, - ella concluse chiaramente, -non è avvenuta ancora. Egli scosse la testa, arreso del tutto ormai. - Non è avvenuta ancora. Soltanto, sappiatelo, non è qualche cosa ch'io debba fare, compiere nel mondo, e che mi darà reputazione e onori. Non sono asino sino a questo punto. Sarebbe molto meglio, senza dubbio, se lo fossi. - Sarà qualche cosa che dovrete soltanto subire? - Ebbene, diciamo attendere, una cosa che devo incontrare, affrontare, veder esplodere all'improvviso nella mia vita; distruggendo probabilmente ogni ulteriore coscienza, e probabilmente annientandomi; che d'altra parte, potrà alterare ogni cosa, colpendo alla radice tutto il mio mondo e abbandonandomi alle conseguenze, quali esse siano. Ella lo ascoltò con attenzione, ma la luce nei suoi occhi continuava per lui a non essere quella della beffa. - Quanto descrivete non è forse soltanto l'attesa, o in ogni modo il senso del pericolo, ben noto a tanta gente, di innamorarsi?”

“Fu un vero raccoglimento il mio, uno di quegl’istanti rari che l’avara vita concede, di vera grande oggettività in cui si cessa finalmente di credersi e sentirsi vittima. In mezzo a quel verde rilevato tanto deliziosamente da quegli sprazzi di sole, seppi sorridere alla mia vita ed anche alla mia malattia. La donna vi ebbe un’importanza enorme. Magari a pezzi, i suoi piedini, la sua cintura, la sua bocca, riempirono i miei giorni. E rivedendo la mia vita e anche la mia malattia le amai, le intesi! Com’era stata più bella la mia vita che non quella dei cosidetti sani, coloro che picchiavano o avrebbero voluto picchiare la loro donna ogni giorno salvo in certi momenti. Io, invece, ero stato accompagnato sempre dall’amore. Quando non avevo pensato alla mia donna, vi avevo pensato ancora per farmi perdonare che pensavo anche alle altre. Gli altri abbandonavano la donna delusi e disperando della vita. Da me la vita non fu mai privata del desiderio e l’illusione rinacque subito intera dopo ogni naufragio, nel sogno di membra, di voci, di atteggiamenti più perfetti.”

“Fuori cominciava a calare la notte e subito mi venne da chiedermi se anche noi, fedeli al nostro spartito, seduti tra le fila della grande orchestra umana, stessimo suonando quella sinfonia rozza e un po' sgraziata, che altro non era se non il rumore della città di notte. Facevamo, dunque, il rumore delle cose buone? Meritavamo d'essere protetti? Eravamo visibili dallo spazio? Quanto eravamo luminosi?”