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“Ormai non mi è rimasto più nulla da fare. Ho esaurito tutte le cose che avevo scritto nella lista. A cosa potrei dedicarmi da qui in avanti?" "Dovresti fare quello che ti piace. Avrai qualche hobby, no?" "Sì, ascoltare musica, leggere libri... Ma a pensarci ora, entrambe le cose erano solo un mezzo per poter continuare a vivere. Li usavo solo per venire a compromessi con una vita altrimenti insostenibile. E ora che non devo più prolungarla a tutti i costi, la musica e i libri non sono più così importanti per me". "Dovresti apprezzarli in modo diverso, sotto un altro punto di vista. Godere della loro bellezza pura e semplice." "Però poi alla fine ricado sempre sulla stessa questione. Qualsiasi cosa ascolti o legga, si crea in me un senso di mancata appartenenza, come se io non c'entrassi nulla. A mio parere, sono opere create nella stragrande maggioranza per chi ha ancora una vita davanti. Del resto è naturale, nessuno scriverebbe per chi sta per morire". [...] Stavo per morire senza lasciare alcuna traccia. Una volta sognavo di essere immortale, ma ora non era più necessario coltivare simili speranze. Non mi interessava più che qualcuno si ricordasse di me. Perchè ora avevo lei accanto, e con lei il suo sorriso. "Allora, caro Kusunoki..." disse a un certo punto Miyagi con un sorriso strepitoso in volto. "Come vogliamo trascorrere i prossimi tre giorni?" Avevo la sensazione che quei tre giorni sarebbero stati per me molto più preziosi dei trent'anni di vita miserabile, e anche di quegli ultimi trenta giorni pur significativi, che avrei altrimenti potuto vivere. Alla fine non ero diventato nè famoso nè ricco. Ma in effetti qualcosa di meraviglioso mi era successo. Ero arrivato a pensare, dal profondo del cuore, che era valsa la pena di vivere.” — Sugaru Miaki

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Ormai non mi è rimasto più nulla da fare. Ho esaurito tutte le cose che avevo scritto nella lista. A cosa potrei dedicarmi da qui in avanti?" "Dovresti fare quello che ti piace. Avrai qualche hobby, no?" "Sì, ascoltare musica, leggere libri... Ma a pensarci ora, entrambe le cose erano solo un mezzo per poter continuare a vivere. Li usavo solo per venire a compromessi con una vita altrimenti insostenibile. E ora che non devo più prolungarla a tutti i costi, la musica e i libri non sono più così importanti per me". "Dovresti apprezzarli in modo diverso, sotto un altro punto di vista. Godere della loro bellezza pura e semplice." "Però poi alla fine ricado sempre sulla stessa questione. Qualsiasi cosa ascolti o legga, si crea in me un senso di mancata appartenenza, come se io non c'entrassi nulla. A mio parere, sono opere create nella stragrande maggioranza per chi ha ancora una vita davanti. Del resto è naturale, nessuno scriverebbe per chi sta per morire". [...] Stavo per morire senza lasciare alcuna traccia. Una volta sognavo di essere immortale, ma ora non era più necessario coltivare simili speranze. Non mi interessava più che qualcuno si ricordasse di me. Perchè ora avevo lei accanto, e con lei il suo sorriso. "Allora, caro Kusunoki..." disse a un certo punto Miyagi con un sorriso strepitoso in volto. "Come vogliamo trascorrere i prossimi tre giorni?" Avevo la sensazione che quei tre giorni sarebbero stati per me molto più preziosi dei trent'anni di vita miserabile, e anche di quegli ultimi trenta giorni pur significativi, che avrei altrimenti potuto vivere. Alla fine non ero diventato nè famoso nè ricco. Ma in effetti qualcosa di meraviglioso mi era successo. Ero arrivato a pensare, dal profondo del cuore, che era valsa la pena di vivere.
— Sugaru Miaki