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Storia Quotes

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Storia Quotes

“Continuo a pensare, a pensare, e comincia a sembrarmi che le persone sensibili e intelligenti che vivranno dopo di noi, se poi ce ne saranno, faticheranno a capire come tutto ciò sia potuto accadere, stenteranno a capire la nascita dell’idea stessa dell’omicidio, e a maggior ragione dell’omicidio di massa. Uccidere. In che senso? Perché? Come può annidarsi, questa idea, negli oscuri anfratti delle circonvoluzioni cerebrali di un comune essere umano, nato da una madre, un essere che è stato un bambino che succhiava al seno, che andava a scuola?… Comune come milioni di altri, con mani e piedi sui quali crescono le unghie, mentre sulle guance - se per esempio si tratta di un uomo - cresce la barba, un essere che si affligge, sorride, si guarda allo specchio, ama teneramente una donna, si brucia con un fiammifero, e per quel che lo riguarda non ha nessuna voglia di morire - insomma, comune in tutto, tranne che per una patologica mancanza di immaginazione. Un essere umano normale capisce che non solo lui, ma anche gli altri vogliono vivere. Alla vista, o anche solo al pensiero delle altrui sofferenze, s’immedesima, in ogni caso prova almeno un dolore morale. E alla fine non riuscirà ad alzare la mano per colpire”.”

“C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L'angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta.”

“Tutte le relazioni sono fatte di storie, non di verità. Da soli, come individui, abbiamo una nostra mitologia personale, le storie che ci raccontiamo per capire noi stessi. In generale questo funziona, a patto di restare sani di mente e single, ma nell'istante in cui stringiamo un rapporto intimo con un'altra persona scatta una dissonanza automatica tra la nostra storia su noi stessi E la storia dell'altro su di noi.”

“È del tutto naturale che chiunque detenga il potere desideri sopprimere la ricerca "incontrollata". Il perseguimento senza restrizioni del sapere ha una lunga storia e ha sempre prodotto una concorrenza non voluta. I potenti vogliono una "linea sicura di indagini", in grado di dare origine soltanto a quei prodotti e a quelle idee che possono venir controllati e, cosa più importante, a cose che consentano alla maggior parte dei profitti di venir rastrellati appunto da chi vi ha investito mezzi e uomini "dall'alto". Sfortunatamente, un universo aleatorio e pieno di variabili relative non può assicurare una simile "linea sicura d'indagine”

“Il Passato mi incuriosisce più del Futuro e non mi stancherò mai di sostenere che il Futuro è un’ipotesi, una congettura, una supposizione, cioè una non realtà. Tutt’al più, una speranza alla quale tentiamo di dar corpo coi sogni e le fantasie. Il Passato invece è una certezza, una concretezza, una realtà stabilita. Una scuola dalla quale non si prescinde perché, se non si conosce il Passato, non si capisce il Presente e non si può tentare d’influenzare il Futuro coi sogni e le fantasie. E poi ogni aspetto sopravvisuto al passato è prezioso perchè porta in sè un’illusione di eternità. Perchè rappresenta una vittoria sul Tempo che logora e appasisce e uccide, una sconfitta della Morte.”

“Ti rendi conto che il passato, compreso quello più recente, è stato abolito? Se mai sopravvive da qualche parte, è in oggetti concreti e privi di un nome che li definisca, come quel pezzo di vetro. Noi già non sappiamo praticamente nulla della Rivoluzione e degli anni che l'hanno preceduta. Tutti i documenti sono stati distrutti o falsificati, tutti i libri riscritti, tutti i quadri dipinti da capo, tutte le statue, le strade e gli edifici cambiati di nome, tutte le date alterate, e questo processo è ancora in corso, giorno dopo giorno, minuto dopo minuto. La storia si è fermata. Non esiste altro che un eterno presente nel quale il Partito ha sempre ragione.”

“Così, il mondo imprenditoriale dovrebbe rendersi conto dell’aspetto anacronistico che assume, nei nostri tempi, la riaffermazione di una concezione assolutisticamente «monarchica» della gestione aziendale. Le autorità monetarie avrebbero pienezza di motivi per riflettere sul reale fondamento dell’arroganza intellettuale con la quale si atteggiano, sempre e ovunque, a depositari della saggezza economica; mentre, in realtà, non vi è settore, come quello creditizio-finanziario, in cui il comportamento asociale e antisociale abbia raggiunto vette più elevate di pubblico scandalo. Le unioni sindacali dovrebbero, a loro volta, riflettere su quanto giovi che l’autocritica che esse stesse debbono compiere sia in funzione di strumentali e specifiche esigenze politiche, e non di una convinta presa d’atto della frattura che anch’esse hanno contribuito a determinare nel mondo del lavoro, tra gli occupati protetti e i lavoratori allo sbando nelle zone sommerse della disoccupazione e delle attività precarie. Taccio del mondo accademico, la cui unilateralità nella denuncia delle responsabilità «univoche» delle unioni sindacali è profondamente mortificante. Spetterebbe, infatti, soprattutto agli intellettuali di combattere le tendenze superficiali a soffermare l’esame su un lato solo delle questioni, contraddicendo quella «interdipendenza» dei fenomeni che pure viene riaffermata di continuo con enfasi retorica. In questo campo, le responsabilità particolari degli statistici non sono né lievi, né poco numerose.”

“Senza nulla togliere al sacrificio di sangue sovietico, sicuramente decisivo per sconfiggere il nazifascismo, bisognerebbe avere la serenità di riconoscere che l’Armata rossa non combatteva per liberare l’Europa dalla dittatura, ma per vincere la Grande guerra patriottica, e che Auschwitz fu liberata dall’esercito di uno Stato che aveva due milioni e mezzo di internati nei Gulag. Stalin non liberò l’Europa orientale: la sottomise a una nuova schiavitù.”

“In Italia, le reazioni al dibattito sull’equiparazione di nazismo e comunismo e il significato del patto Hitler-Stalin sono arrivate con qualche ritardo, stimolate per lo più da misure e iniziative portate avanti a livello locale da formazioni politiche di destra, che hanno confermato i timori di chi presagiva una strumentalizzazione per polemiche politiche di bassa lega delle risoluzioni europee sui totalitarismi (che invece invitavano esplicitamente a commemorare con «dignità e imparzialità»).”

“Mussolini ha combattuto la massoneria, cioè il grande ordine d'oriente d'Italia, più o meno nei termini pagani del progetto del signor José Cabral. Non so se abbia perseguitato molta gente, né mi interessa saperlo. Quello che so con assoluta certezza è che il Grande Ordine d'Oriente d'Italia è uno di quei morti che godono di ottima salute, Permane, si riunisce, si è depurato, e sta ad aspettare; se ci sia qualcosa da aspettare è un'altra questione. Il piccone del duce può distruggere l'edificio del comunismo italiano, ma non è abbastanza potente per abbattere colonne simboliche, fuse in un metallo che proviene dall'alchimia. Primo de Rivera ha combattuto la massoneria spagnola in modo più blando, secondo la sua indole fidalga. Anche qui so per certo che risultato ottenne: il grande sviluppo, numerico e politico, della massoneria in Spagna. Non so se alcuni fenomeni secondari, come ad esempio la caduta della monarchia, abbiano avuto qualche relazione con questo fatto. Hitler, dopo essersi appoggiato alle tre grandi logge cristiane di Prussia, ha agito secondo il lodevole costume ariano di mordere la mano che gli aveva dato da mangiare. Ha lasciato in pace le altre grandi logge, quelle che non lo avevano sostenuto e che non erano cristiane, e tramite un certo Göring ha intimato alle prime tre di sciogliersi. Esse hanno detto di sì - ai Göring si dice sempre di sì - e hanno continuato a esistere. Per una coincidenza, è stato dopo l'adozione di questa misura che sono cominciati a sorgere in seno al partito nazista contrasti e altre difficoltà. Nella storia, come il signor José Cabral saprà bene, ci sono molte coincidenze del genere.”

“Ebrei, rom e certi hanno una cosa in comune: la loro cultura è sopravvissuta per migliaia di anni senza mai avere confini nazionali da difendere o dietro cui proteggersi. È davvero una questione a cui gli storici dovrebbero interessarsi e cercare di spiegare. E che attualmente potrebbe avere molto da insegnarci.”

“E così, mentre la grande parte del patrimonio artistico nazionale é abbandonata a se stessa, un marketing implacabile costruisce continuamente "eventi" mediatici intorno a pochi oggetti-simbolo capaci di assicurare consenso ai politici locali e nazionali, ritorno di immagine agli sponsor, pubblicità ai giornali ed "evasione culturale" al grande pubblico. Il più eloquente simbolo di questa situazione è Pompei. Invece di rafforzare le competenze tecniche capaci di assicurarne la tutela, si è preferito affidare gli scavi a commissari che ne rilanciassero l'immagine attraverso "eventi" e campagne mediatiche: il risultato è stato il clamoroso crollo della Schola armatorum avvenuto 6 novembre 2010. Se non capiremo che quel crollo si deve a una catastrofe culturale, saremo condannati a vederne molti altri. Il degrado del tessuto artistico e paesaggistico che abbiamo ereditato è infatti direttamente connesso al degrado del ruolo che la storia dell'arte gioca nel nostro discorso pubblico: non più sapere critico, strumento di riscatto morale, di liberazione culturale e di crescita umana, ma invece fiorente settore dell industria dell'intrattenimento "culturale", e dunque fattore di alienazione, di regressione intellettuale e di programmatico ottundimento del senso critico.”

“Quella macchia laggiù, che rosseggiava al tramonto e che questo crepuscolo fa buia, riempie a volte il mio animo di un'indicibile angoscia. Eppure sappiamo con certezza che il Male, qualunque sia la sua astuzia, la sua potenza, non prevarrà. Tutto è possibile a Dio. Una forza dolce, paterna, può intervenire negli avvenimenti decisivi, perfino il miracolo, cioè un intervento visibile di Dio. Noi cristiani e credenti se sappiamo che una persona è in pericolo di morte,siamo pronti ad intervenire, e se non sarà la terra a smuoversi, muoveremo il cielo. Ecco cosa significa credere in Dio. L'eternità e il suo mistero d'amore. Respingere con tutte le proprie forze l'idea del nulla. É terribile, apre abissi l'idea del nulla.”

“Non ho scritto questo libro per raccontare storie di ieri. È un discorso che faccio OGGI basandomi sul materiale dell’occupazione di Kiev, di cui casualmente sono stato testimone. Ma fenomeni analoghi accadono sulla Terra anche oggi, e non c’è nessunissima garanzia che non si ripresentino in forme ancor più sinistre domani. Non c’è la minima garanzia. Vogliamo contare quanta parte della popolazione della Terra vive oggi sotto sistemi basati sulla violenza? Il mondo non ha imparato niente. Il mondo è diventato più cupo. Si sta riempiendo di marionette ingannate, di automi programmati che con occhi estatici sono pronti a sparare contro qualsiasi bersaglio indichino i loro leader, a calpestare qualsiasi paese dove li mandino, ed è terrificante pensare alle armi che hanno in mano oggi. Se si grida loro in faccia: “Vi hanno ingannati, siete solo carne da macello e strumenti nelle mani di farabutti”, non sentono. Dicono: “Malevole calunnie”. Se si portano loro i fatti, semplicemente non ci credono. Dicono: “Non c’è mai stato nulla del genere”.”

“La narrazione di una serie di eventi, anche quando viene rielaborata da uno storico, contiene sempre una selezione arbitraria che propone un contenuto non riducibile alla verità dei singoli fatti raccontati. Per quanto si tenti di tenere l'interpretazione separata dagli elementi fattuali, la narrazione intreccia inevitabilmente il significato che si vuole dare agli eventi, alla loro selezione e giustapposizione. A maggior ragione una narrazione dal forte e intenzionale carattere ideologico, com'è necessariamente quella che cercano di divulgare i diversi attori all'indomani di un evento contrastato come l'Ottobre, contiene in sé un elemento di giudizio che prevale sui fatti stessi riordinandoli in modo coerente. Paradossalmente, anche due narrazioni diverse e contrapposte possono mantenere un livello di verità storica convincente o accettabile, perché la fonte della sua legittimazione è comunque l'interpretazione, al di là del modo più o meno veritiero o verosimile con cui gli eventi sono stati raccontati.”

“Sei capace di dipingere dèi ed eroi, cittadino pittore? è un'assemblea di eroi quella che ti chiediamo. Dipingili come dèi o come mostri, o anche come uomini, se te ne viene l'estro. Dipingi Il Grande Comitato dell'anno II. Il Comitato di salute pubblica. Fanne quello che vuoi: santi, tiranni, briganti, principi. Ma mettili tutti insieme, in una bella riunione di famiglai, come fratelli.”

“Tony Soprano esiste, e continuerà a esistere, a differenza di James Gandolfini, l’attore che lo interpretava. Tony Soprano, creato per rappresentare un’emblematica figura paterna positiva-negativa al centro di una versione allarmante, distruttiva e disordinata dell’umanità, continua a vivere molto tempo dopo la morte della cornice fisica che lo conteneva: lui è Dio, più o meno.”