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Oblio Quotes

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Oblio Quotes

“Per liquidare i popoli (..) si comincia col privarli della memoria. Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia. E qualcun altro scrive loro altri libri, li fornisce di un'altra cultura, inventa per loro un'altra Storia. Dopo di che il popolo comincia lentamente a dimenticare quello che è e quello che è stato. E il mondo attorno a lui lo dimentica ancora più in fretta”

“Per dirla con un paragone: l'organismo umano isola il proiettile che non si è riusciti a estrarre, formandogli intorno uno strato di calcio, in modo che non costituisca più un fastidioso elemento estraneo, ma finisca semplicemente per sparire nel suo involucro protettivo. L'anima umana funziona allo stesso modo: crea gradualmente intorno ai nostri errori, alle nostre delusioni e ai nostri dolori gli strati protettivi dell'oblio, isolandoli così dalle azioni e dai pensieri della vita quotidiana.”

“E il peso di ogni libro è di quelli che ti tirano verso il basso. Si era seduto relativamente leggero sulla sedia - la leggerezza delle decisioni prese. Ma dopo qualche pagina si è sentito invaso da quella pesantezza dolorosamente familiare, il peso del libro, il peso della noia, l'insopportabile fardello dello sforzo che non ha portato a niente. Le palpebre gli annunciano l'imminenza del naufragio. Lo scoglio della pagina 48 ha aperto una falla sotto la sua linea di risoluzioni. Il libro lo trascina. Affondano.”

“È stato allora che ho capito il significato magico del cerchio. Quando si è allontanati da una fila, è ancora possibile reinserirsi. La fila è una formazione aperta. Ma il cerchio si richiude e non ci si può tornare. Non per caso i pianeti si muovono in cerchio, e la pietra che se ne stacca si allontana inesorabilmente, spinta dalla forza centrifuga. Simile a un meteorite staccatosi da un pianeta, io sono precipitato dal cerchio e non ho finito, ancora oggi, di cadere.”

“Non ho scritto questo libro per raccontare storie di ieri. È un discorso che faccio OGGI basandomi sul materiale dell’occupazione di Kiev, di cui casualmente sono stato testimone. Ma fenomeni analoghi accadono sulla Terra anche oggi, e non c’è nessunissima garanzia che non si ripresentino in forme ancor più sinistre domani. Non c’è la minima garanzia. Vogliamo contare quanta parte della popolazione della Terra vive oggi sotto sistemi basati sulla violenza? Il mondo non ha imparato niente. Il mondo è diventato più cupo. Si sta riempiendo di marionette ingannate, di automi programmati che con occhi estatici sono pronti a sparare contro qualsiasi bersaglio indichino i loro leader, a calpestare qualsiasi paese dove li mandino, ed è terrificante pensare alle armi che hanno in mano oggi. Se si grida loro in faccia: “Vi hanno ingannati, siete solo carne da macello e strumenti nelle mani di farabutti”, non sentono. Dicono: “Malevole calunnie”. Se si portano loro i fatti, semplicemente non ci credono. Dicono: “Non c’è mai stato nulla del genere”.”