Quotessence
Home / Topics / Economia Quotes

Economia Quotes

Browse 65 quotes about Economia.

Economia Quotes

“Hoje, os grandes ativos económicos consistem em conhecimentos tecnológicos e institucionais, e não em searas, minas, nem sequer poços de petróleo, e não é possível conquistar conhecimento através da guerra. (…) As guerras nucleares e a ciberguerra, por seu lado, são tecnologias de grandes danos e poucos lucros. Podemos usar essas ferramentas para destruir países inteiros, mas não para construir impérios lucrativos.”

“Ecco, è inutile che ti spieghi di cosa si tratti. Non voglio fare il fenomeno, non voglio dirti di aver avuto un’intuizione geniale. Ti dico la verità: sono stato maledettamente fortunato. Perchè, senza entrare nei dettagli tecnici, il Bitcoin è la valuta alla base di un sistema finanziario completamente opposto a quello tradizionale. Per questo motivo, quando lavoravo, dai piani alti ricevevamo regolarmente la direttiva di non parlare né tantomeno consigliare investimenti in criptovalute. Pensa che era vietato da contratto, detenere Bitcoin e simili. Si rischiava il licenziamento.”

“La apertura económica de China, en la que la internacionalización de la educación jugó un rol importantísimo, dió lugar al mayor crecimiento económico y ---lo que es más importante--- la mayor reducción de la pobreza en la historia reciente de la humanidad.”

“Entonces Rodolfo dijo: "Estoy convencido de que esta gran prueba en la que el Señor os tiene qe querida por El, para bien. Os impedirá a todos ser ricos, como realmente corriais el riesgo de ser". El padre estuvo a punto de protestar:"¿Pero no sabes que para crear un puesto de trabajo hoy hacen falta alrededeor de cinco millones? Si uno no reúne el capital necesario, ¿cómo puede crear nuevos puestos de trabajo? Y nosotros los industriales si no damos trabajo, ¿qué hacemos en el mundo?". Esto más o menos hubiera querido objetar Gerardo. Pero no dijo nada. En las palabras del hijo, fraile, que se dirigía a él con una nueva autoridad, sentía que había un fondo de verdad: se comportó, ante él, como si estuviese en la iglesia delante del confesor. "Lo sé", dijo el joven "sé que tú, papá, no has trabajado nunca por el dinero, y que toda tu vida ha sido un servicio. Esto lo he tenido delante de los ojos desde que estoy en el mundo. Es más, si hoy me voy donde me voy, es porque he aprendido tu lección: por el mismo motivo, me parece, también Pino es médico, misionero en Tanganica. Pero existía el peligro, no para ti, quizá, pero un poco para todos nosotros sí, de que tomásemos el gusto por la riqueza, que pegásemos el corázon a la abundancia material, esto es. Quisiera que este dato entrase a formar parte de vuestra consideración de las cosas". Se dirigió a la madre: "Mamá, si es así, no tenemos que consumirnos, no tenemos que angustiarnos por esta prueba. Quería decir esto, nada más".”

“Così, il mondo imprenditoriale dovrebbe rendersi conto dell’aspetto anacronistico che assume, nei nostri tempi, la riaffermazione di una concezione assolutisticamente «monarchica» della gestione aziendale. Le autorità monetarie avrebbero pienezza di motivi per riflettere sul reale fondamento dell’arroganza intellettuale con la quale si atteggiano, sempre e ovunque, a depositari della saggezza economica; mentre, in realtà, non vi è settore, come quello creditizio-finanziario, in cui il comportamento asociale e antisociale abbia raggiunto vette più elevate di pubblico scandalo. Le unioni sindacali dovrebbero, a loro volta, riflettere su quanto giovi che l’autocritica che esse stesse debbono compiere sia in funzione di strumentali e specifiche esigenze politiche, e non di una convinta presa d’atto della frattura che anch’esse hanno contribuito a determinare nel mondo del lavoro, tra gli occupati protetti e i lavoratori allo sbando nelle zone sommerse della disoccupazione e delle attività precarie. Taccio del mondo accademico, la cui unilateralità nella denuncia delle responsabilità «univoche» delle unioni sindacali è profondamente mortificante. Spetterebbe, infatti, soprattutto agli intellettuali di combattere le tendenze superficiali a soffermare l’esame su un lato solo delle questioni, contraddicendo quella «interdipendenza» dei fenomeni che pure viene riaffermata di continuo con enfasi retorica. In questo campo, le responsabilità particolari degli statistici non sono né lievi, né poco numerose.”

“La “Crisi Esistenziale” di chi ama l’amore e ha il coraggio di amare. Nell’epoca dove tante cose sembrano andate perse, e dove molti valori sembrano pian piano scomparsi, si trova spazio e l’ispirazione di far nascere una nuova canzone, con la quale si vuole comunicare i tanti disagi che il mondo attuale si appresta a vivere, le tante problematiche che spesso attanagliano l’essere umano, sempre preso da se stesso, e molto spesso distratto da tutte le cose che il mondo e la vita offrono. E' cosi che nasce “Crisi Esistenziale” il nuovo brano che dà il via al nuovo album di Savio De Martino, cantautore dalle mille risorse artistiche, un brano scritto dallo stesso Cantautore, sia per la parte letteraria, che per la parte musicale, un brano voluto, un testo ricercato, una canzone necessaria, una sorta di protesta, un modo di gridare e poter dire, BASTA !!! Questo stesso brano è stato anche proposto alla candidatura per le nuove proposte di Sanremo Giovani 2015, proprio perche’ i giovani possano valorizzare la propria vita e il futuro, trovando stimoli nuovi, trovando aiuto in chi ha potere, costruirsi un domani fatto di sogni da poter realizzare, Savio De Martino ancora una volta riesce a regalare nuove emozioni, il suo essere cosi poliedrico, rende questo artista, seppur giovane, capace di mettersi sempre in gioco e in discussione con vari generi musicali. Le sue tendenze variano dal Pop al Jazz, dal Blues alla buona Musica Leggera, in tanti anni di gavetta e di carriera è sempre riuscito a dire la sua, regalando al pubblico che lo segue con affetto e stima, tante emozioni e soprattutto tanta energia positiva. Lui innamorato della vita, innamorato della musica, e speranzoso che le cose e il mondo puo’ cambiare, una crisi cosi mondiale, dovrebbe far riflettere molte persone, e sensibilizzare chi ha il potere di essere a capo di tutto, ecco perché nasce questo nuovo brano per il 2015, dal titolo "Crisi Esistenziale". Genesi di Crisi Esistenziale di Savio De Martino Testo, Musica e Produzione sono di Savio De Martino attraverso la S.D.M. Production, la distribuzione avviene grazie alla Zeus Record S.R.L., gli arrangiamenti sono di Giuseppe Balsamo e Savio De Martino, le riprese video di “Pino Baylon Video” e la registrazione e mixaggio sono stati effettuati presso lo studio SG SOUND MUSIC ITALY di Savio De Martino. Il video è già disponibile su YouTube.”

“Crisi Esistenziale” - (Testo e Musica : Savio De Martino) CHI SONO IO PER SENTIRMI UN DIO, E CHI SEI TU PER DECIDERE, CHI SIAMO NOI NON LO SAPREMO MAI, MA CERTO STA’ CHE NON SIAMO EROI, IL MONDO VA’ CONSUMANDOSI, LA TERRA E’ ORMAI FUOCO E CENERE, LA GIOVENTU’ NON LAVORA PIU’, L’ECONOMIA NON PRODUCE.. RIT. FERMATI, NON COMMETTERE ALTRI DANNI, BASTA METTERSI NEI PANNI, DI CHI HA PERSO OGNI RAGIONE, E VORREBBE QUALCOSA DI PIU’, RITROVANDO QUEI VALORI, QUI SI MUORE PER UN NIENTE, TUTTI SANNO MA SI MENTE, E LA GENTE NON CE LA FA’ PIU’… A PAGARE GLI ERRORI DI CHISSA’, A PARLARE DI COSE CHE NON SA’, NON C’E’ PIU’ SENSO DI DOVERE E SENSO DI MORALITA’, NON C’E’ VITA CHE POSSA TOGLIERE IL DIRITTO DI VIVERE PERCHE’, OGNI ANIMA E’ UN DONO E VA VISSUTA E UN’OPPORTUNITA’.. CHI SONO IO FRA MILIARDI NOI, SEMBRIAMO ORMAI SOLO NUMERI, E CHI SEI TU CHE HAI SETE DI POTERE, CHE PENSI DI DOVER COMANDARE, E NON E’ MAI TARDI PER CAMBIARE, LA LIBERTA’ STA ANCHE NELLO SPERARE, IL MONDO E’ LIBERO DI AMARE, E LO SI FA’ SENZA GUERRE.. RIT. FERMATI, NON COMMETTERE ALTRI DANNI, BASTA METTERSI NEI PANNI, DI CHI HA PERSO OGNI RAGIONE, E VORREBBE QUALCOSA DI PIU’, RITROVANDO QUEI VALORI, QUI SI MUORE PER UN NIENTE, TUTTI SANNO MA SI MENTE, E LA GENTE NON CE LA FA’ PIU’… NON CE LA FA PIU’… NOI SIAMO UNA GENERAZIONE, CHE NON SA’ PIU’ DOVE ANDARE, COLPA DI UNA CONFUSIONE, CHE CI PORTA A SBAGLIARE QUI C’E’… CRISI ESISTENZIALE..CRISI ESISTENZIALE..CRISI ESISTENZIALE…!”

“A ideia de que extrair os maiores lucros possíveis e em seguida distribuir o dinheiro pelos gestores da empresa, grandes investidores e outros acionistas é bom para a sociedade tornou-se tão profundamente enraizada que durante demasiado tempo tem sido difícil ver os efeitos destrutivos para a nossa sociedade quando se dá prioridade aos acionistas sobre os trabalhadores, as comunidades e os clientes. Este é um mapa nocivo que levou a nossa economia por maus caminhos.”

“As pequenas empresas são a base da economia, proporcionando quase metade do emprego de todo o setor privado. Os decisores políticos têm de compreender o papel das plataformas que trazem as pequenas empresas para o século XXI, avaliar o seu impacto económico e elaborar políticas fiscais para encorajar a criação de um valor económico mais amplo e não apenas o valor que as empresas extraem para si próprias.”

“Não é possível gerir adequadamente um país se as elites não entendem a tecnologia da mesma forma que entendem a economia, a ideologia ou a propaganda… Uma boa governação e uma boa sociedade estão agora indissociavelmente ligadas a uma compreensão da realidade digital. - Tom Steinberg”

“O conceito de produtividade é fundamental. No longo prazo é ela que determina a riqueza das nações. Não entender isso é condenar um país à pobreza. Infelizmente, (…) a classe política portuguesa faz um péssimo trabalho a esse nível, ao alimentar os sonhos de que é possível manter indefinidamente um aumento dos rendimentos com base no crédito.”

“Para que as políticas sejam eficazes, temos de desglobalizar a ecologia, a economia e a marcha da ciência – ou então temos de globalizar a política. Não sendo possível desglobalizar a ecologia e a marcha da ciência, e dado que o desglobalizar da economia teria custos proibitivos, a única solução viável é globalizar a política. (…) Se alguns dos políticos não compreender estas questões, ou se falarem constantemente do passado, sem serem capazes de formular uma visão significativa do futuro, não vote neles.”

“A oposição à prensa teve consequências óbvias para a literacia, a educação e o êxito económico. (…) Os livros difundem ideias e tornam muito mais difícil controlar a população. Algumas dessas ideias podem ser maneiras novas e valiosas de aumentar o crescimento económico, mas outras podem ser subversivas e contestar o status quo político e social.”

“A estrutura institucional que gera as falhas do mercado também impede a implementação de intervenções destinadas a melhorar os incentivos ao nível micro. Tentar forjar a prosperidade sem combater a causa profunda dos problemas – as instituições económicas e as circunstâncias políticas que as mantêm – não produzirá, provavelmente, frutos.”

“Os mercados podem ser dominados por umas quantas empresas que cobram preços exorbitantes e impedem a entrada nos mesmos de rivais mais eficientes bem como de novas tecnologias. Entregues a si próprios, os mercados podem deixar de ser inclusivos, sendo cada vez mais dominados pelos poderosos nos planos económico e político.”

“Historicamente, as sociedades liberais têm sido motores de crescimento económico, criadoras de novas tecnologias e produtoras de uma cultura e arte vibrantes. Isto aconteceu precisamente porque eram liberais. (…) É precisamente a capacidade que as sociedades liberais têm de incubar a inovação, tecnologia, cultura e crescimento sustentável que determinarão a geopolítica do futuro. (…) Muita da história do crescimento espantoso da China ao longo das últimas quatro décadas tem sido produto do seu próprio namoro com o liberalismo.”

“Quando as instituições extrativas criam grandes desigualdades na sociedade e uma grande riqueza e um poder sem limitações para os que detêm o controlo, haverá muitos que desejarão lutar para assumir o controlo do Estado e das instituições. Então, as instituições extrativas não só prepararão o caminho para o novo regime, que será ainda mais extrativo, como gerarão lutas intestinas e guerras civis contínuas. Depois, essas guerras civis geram mais sofrimento humano e destroem também a pequena centralização do Estado que essas sociedades atingiram. Amiúde, isto inicia também um processo descendente para a anarquia, a falência do Estado e o caos político, destruindo qualquer esperança de prosperidade económica.”

“As tentativas, por parte de instituições internacionais, de forjar o crescimento económico obrigando prepotentemente os países pobres a adotarem políticas e instituições melhores não resultam porque não envolvem qualquer explicação das razões pelas quais as más políticas e instituições surgiram inicialmente, a não ser que os líderes desses países pobres são ignorantes. Daqui resulta que as políticas não são adotadas nem implementadas, ou são apenas implementadas nominalmente.”

“Usually it is said that periodic droughts cause bad crops and therefore starvation. But it is the elites of starving countries that propagate this idea. It is a false idea. The unjust or mistaken allocation of funds and national property is the most frequent source of hunger. There was a lot of grain in Ethiopia, but it had first been hidden by the rich and then thrown on the market at a doubled price, inaccessible to peasants and the poor.”

“O progresso da tecnologia da informação tem o seu próprio lado negro, e se resultar no desemprego generalizado ou ameaçar a segurança económica de uma grande parte da nossa população, os perigos apresentados pelas alterações climáticas passarão a ser politicamente ainda mais difíceis de tratar.”

“Para qualquer negócio racional, a adoção de tecnologia redutora de mão de obra vai inevitavelmente mostrar-se irresistível. Para mudar isso seria preciso mais do que um apelo para os engenheiros e designers: exigiria a modificação dos incentivos básicos existentes na economia de mercado.”

“As novas tecnologias tornam obsoletos os conhecimentos técnicos e máquinas já existentes. O processo de crescimento económico e as instituições inclusivas em que assenta criam perdedores e vencedores, tanto no campo político como no mercado económico. O medo da destruição criativa está, muitas vezes, na origem da oposição às instituições económicas e políticas inclusivas. (…) Não obstante o êxito e o fracasso de grupos específicos, uma lição é bem clara: os grupos poderosos rejeitam, com frequência, o progresso económico e os motores da prosperidade.”

“A mudança tecnológica atual requer que tanto o inovador como o trabalhador sejam instruídos. (…) A capacidade das instituições económicas para aproveitar o potencial dos mercados inclusivos, incentivar a inovação tecnológica, investir nas pessoas e mobilizar os talentos e conhecimentos especializados de um grande número de indivíduos é decisivo para o crescimento económico.”

“Este desequilíbrio demográfico global crescente está a criar uma das maiores oportunidades no campo da robótica; o desenvolvimento de máquinas economicamente acessíveis que possam prestar assistência nos cuidados aos mais idosos. (…) Mas a produção de um robô economicamente acessível, capaz de desempenhar múltiplas tarefas e que consiga cuidar autonomamente de pessoas que dependam quase totalmente de outros continua provavelmente a estar num futuro distante. Uma das ramificações desta intimidante barreira tecnológica é que, apesar da teoricamente enorme oportunidade de mercado, há relativamente poucas empresas start-up dedicadas à conceção de robôs para cuidados geriátricos e pouco capital de risco a fluir para este campo.”

“A automatização do colarinho branco irá traduzir-se em grande medida em histórias de consultores de tecnologia da informação a caírem sobre grandes organizações e a construírem sistemas completamente personalizados com o potencial de revolucionar a maneira como funciona o negócio, enquanto ao mesmo tempo eliminam a necessidade de centenas ou até milhares de trabalhadores de elevada qualidade.”

“Os trabalhos de rotina são eliminados por razões económicas durante uma recessão, mas depois as organizações descobrem que a tecnologia da informação em constante progresso lhes permite operar com sucesso sem voltarem a contratar os trabalhadores quando a retoma de inicia.”

“I veicoli elettrici sono meccanicamente molto più semplici da progettare. La maggior parte del loro valore aggiunto - e il profitto che consentono - deriva dal software che le governa e connette l'auto al cloud e dai dati che derivano da questo. La grande inflazione, in altre parole, sta costringendo l’industria tedesca a produrre beni che si affidano molto di più al capitale cloud che a quello tradizionale. Il problema allora è questo: paragonati ai loro corrispettivi americani e cinesi, i capitalisti tedeschi non sono riusciti a capire abbastanza in fretta i benefici dell’ investire nel capitale cloud- del diventare cloudalisti- e sono rimasti molto indietro in questa nuova partita. In termini pratici, si stanno mettendo fuori da una posizione competitiva. Incapaci di raccogliere sufficienti rendite cloud, i plusvalori tedeschi soffriranno e così sarà per l’economia dell’ Unione Europea - e la sua cittadinanza- dipendente dai plusvalori tedeschi.”

“Las civilizaciones no mueren por invasiones externas, sino por fallas orgánicas. Cuando el corazón político deja de bombear justicia, cuando el hígado económico intoxica la sangre social, cuando el cerebro filosófico pierde su oxígeno altruista — entonces comienza la autofagia histórica. Lo que llamamos 'decadencia' no es más que el sistema inmunológico moral atacándose a sí mismo. En su apogeo, una civilización es un cuerpo en plenitud: sus arterias comerciales laten con vigor, sus músculos militares se tensan con precisión, sus nervios artísticos transmiten impulsos de belleza. El Renacimiento no fue un 'periodo histórico': fue la adolescencia dorada de Europa, cuando todo el organismo civilizatorio crecía en armonía violenta. Hoy palpamos los síntomas de la senectud: huesos institucionales que crujen, articulaciones sociales inflamadas de resentimiento, pupilas culturales dilatadas por sobredosis de pantallas. No es el fin —todavía—, pero sí la fiebre que anuncia la infección fuerte que viene. El Forastero diagnostica lo que otros niegan: hemos dejado de ser organismo para convertirnos en cadáver en descomposición lenta. Hay un momento en la vida de todo cuerpo —y de toda civilización— donde la energía disponible alcanza su cenit. Los griegos lo llamaron akmé; los romanos, pax romana; los renacentistas, uomo universale. Es el instante fugaz donde potencia y orden se besan, donde la fuerza no es brutalidad ni la ley es tiranía. Duró treinta años en Atenas, dos siglos en Roma, un suspiro en Venecia. Nunca aprendemos a perpetuarlo. La gran paradoja: las civilizaciones mueren por los mismos órganos que las hicieron grandes. El comercio que enriqueció se vuelve avaricia; el arte que elevó degenera en entretenimiento; la filosofía que iluminó se convierte en dogma. Como un cuerpo que envejece, la civilización termina ahogada por sus propios éxitos fosilizados. El destino de toda civilización es convertirse en el cadáver del que se alimentará la siguiente. Cuando una civilización olvida que es un cuerpo viviente, pronto aprenderá que también es alimento…”

“A economia americana precisa de criar algo na ordem de um milhão de empregos por ano apenas para fazer face ao crescimento da população. (…) Uma das ideias fundamentais mais infiltrada na ética americana – a convicção de que qualquer um pode triunfar pelo trabalho árduo e pela perseverança – tem realmente pouca expressão na realidade estatística.”

“Insisto, nunca ha sido más fácil ser multimillonario y tan difícil ser millonario. Puede resultar vano, o simplemente incorrecto, combatirlas o etiquetar a estas increíbles empresas como «malas». No lo sé. Sin embargo, estoy seguro de que entender cómo funcionan los Cuatro nos da un buen conocimiento de nuestra era digital y una mayor capacidad para crear seguridad económica para ti y para tu familia. Espero que este libro te ayude a hacer ambas cosas.”

“Me parece irónico que los liberales acepten a Darwin y rechacen el -diseño inteligente- como la explicación del diseño y la adaptación en el mundo natural, pero no aceptan a Adam Smith como la explicación del diseño y la adaptación en el mundo económico. Algunos países a veces prefieren el -diseño inteligente- de las economías socialistas, que en ocasiones suele acabar en desastre desde un punto de vista utilitarista.”

“A Peste Negra é um exemplo vivo de uma conjuntura crítica, um grande acontecimento ou confluência de fatores que perturbam o equilíbrio económico ou político existente numa sociedade. Uma conjuntura crítica é uma arma de dois gumes, que pode causar uma grande viragem na trajetória de uma nação.”

“O sistema de produção privada manipula e intoxica o consumidor. Por requintados mecanismos de alienação publicitários, as aspirações e normas de comportamento das populações são controladas e integradas no sistema. Cria artificialmente, necessidades, modas, marcas, legendas, códigos sociais. O sistema de objectos é organizado como uma linguagem cujas leis nos são impostas pelos mestres do jogo económico, redundando tudo num grande desperdício colectivo, em prejuízo da satisfação de, por vezes, bem evidentes necessidades sociais.”

“I principî che Adriano Olivetti aveva fatto propri, «assumi piú che puoi e non licenziare se non in casi estremi», sono stati insomma ribaltati al presente in «assumi meno che puoi, e se possibile non assumere per nulla. In ogni caso licenzia al primo segno di flessione del ciclo produttivo dell’azienda o del corso delle azioni». Io non credo che questi nuovi principî siano semplicemente e inesorabilmente determinati da un mutamento delle realtà economiche, nazionali e mondiali. È piuttosto cambiata la concezione che le imprese hanno di sé e che i governi occidentali hanno delle imprese. O per dirla con maggiore attenzione alla storia: le imprese contemporanee e i governi occidentali, senza differenze apprezzabili fra centrodestra e centrosinistra, hanno abbracciato tali principî perché sono ritornati alla concezione dell’impresa dominante negli anni Venti, prima della Grande Crisi. Una crisi alla quale tale concezione non poco contribuí. Se si allarga il quadro, vediamo che sono inoltre mutate le visioni dell’economia. Fra politici, imprenditori e studiosi si è affermato un modo di concepire il rapporto fra economia, etica e politica che subordina alla prima le ultime due. La lezione della crisi, messa a profitto nel dopoguerra con i suoi trent’anni di sviluppo sociale non meno che economico, sembra dimenticata.”