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Ecologia Quotes

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Ecologia Quotes

“Molte persone hanno avuto negli ultimi mesi la sensazione di vivere un'apocalisse, ma occorre ricordare che il significato della parola greca apokálypsis è «rivelazione». In questo senso i fatti recenti sono stati un'apocalisse: hanno rivelato la nsotra vulnerabilità, lo smog, le nostre catene di distribuzione, la competenza o incompetenza dei governi, le disparità e i privilegi. Ci hanno mostrato che la salute non è una questione individuale, perché la salute di ogni individuo del pianeta è legata alla salute di ogni altro individuo del pianeta ― e che la salute di tutti dipende a sua volta dalla salute degli ecosistemi della Terra.”

“Para que as políticas sejam eficazes, temos de desglobalizar a ecologia, a economia e a marcha da ciência – ou então temos de globalizar a política. Não sendo possível desglobalizar a ecologia e a marcha da ciência, e dado que o desglobalizar da economia teria custos proibitivos, a única solução viável é globalizar a política. (…) Se alguns dos políticos não compreender estas questões, ou se falarem constantemente do passado, sem serem capazes de formular uma visão significativa do futuro, não vote neles.”

“Anche se la spudorata devastazione di quel luogo tanto speciale mi rattristava molto, ho optato per parole che tutti potessero considerare sensate e adeguate. Ho usato il linguaggio predominante del liberismo, dell'innovazione, dell'utilitarismo e del marketing. Ho parlato dell'importanza di quella zona per l'immagine dell'Islanda, delle sue potenzialità per il mercato turistico, del suo valore per la ricerca scientifica e della possibilità che gli altipiani interni fossero utilizzati come set cinematografici o pubblicitari, attirando così valuta straniera. [...] Ma viviamo in tempi in cui è il denaro a misurare la realtà. Non potevo giustificare il diritto della natura all'esistenza e il suo valore argomentando che lì si trovavano i vasti silenti spazi degli dei.”

“No esta región ya no nos pertenece. Primero dejó de ser de los indios, luego dejó de ser de los negros, después dejó de ser de los costarricenses en general. Eso lo vi en los ojos del policía de Puerto Viejo cuando vino a esposarme y a meterme en prisión por oponerme a los destrozos que hacía una francesa que no tiene ni un año de vivir aquí. "No obstucalice la inversión extranjera, señora, circule, circule.”

“...cerca del 10% de genoma de Homo Sapiens corresponde a retrovirus que se fueron integrando en el de nuestros ancestros. Por tanto, cuando afirmemos con orgullo que somos humanos deberíamos vernos como un mosaico metabólico y genético formado por piezas provenientes de muchos otros compañeros de viaje en este pequeño punto azul pálido que es nuestro planeta. Tal vez así, además, sintiésemos una fuerza interior que nos obligara a respetar la biodiversidad de la que formamos parte.”

“Che razza di Paese è quello che trasforma i campi di mirtilli in proprietà privata? Quando passo accanto a quei terreni lungo la strada, avverto nel petto un tuffo al cuore. Vedo la rovina incombere sulla terra. In quel luogo un velo si è steso sulla Natura. Mi allontano veloce dal posto maledetto. Niente può sfigurare maggiormente il suo bel volto. Non posso fare a meno d'immaginarlo per sempre come un luogo dove attraenti e gradevoli bacche si convertono in denaro, dove il mirtillo viene oltraggiato. È vero, esiste il diritto di trasformare le bacche in proprietà privata così come esiste quello di fare altrettanto dell'erba e degli alberi - un gesto non più grave di migliaia di altre pratiche accettate dall'uso - ma questa è la peggiore di tutte perché indica quanto esse siano negative e verso quale obiettivo la nostra civiltà e la divisione del lavoro tendano naturalmente, e cioè ad attribuire un prezzo a tutto.”

“Sin embargo, no hay muchas probabilidades de que ninguno de los que vivimos actualmente dejemos una impronta duradera. Es raro hoy día que alguien quede cubierto con limo, rico en minerales, que a la larga reemplazaría a nuestro tejido óseo hasta convertirnos en rocas con forma de esqueleto. En una de nuestras más extrañas necesidades, nos negamos a nosotros mismos y a nuestros seres queridos, la oportunidad de gozar de un recuerdo auténticamente duradero: el estado fósil,adoptando extravagantes protecciones que al final solo protegerán a la Tierra de que la manchemos.”

“Los seres humanos sólo pueden sobrevivir matando otros organismos. Pero podemos realizar una compensación ecológica cultivando otros organismos; estimulando la plantación de bosques, impidiendo la matanza al por mayor de organismos como las ballenas y la focas, organismos que pueden tener valor comercial o industrial, como asimismo declarando fuera de la ley la caza injustificada, y haciendo que el medio ambiente de la Tierra sea más agradable para todos sus habitantes.”

“Si sentimos profundo respeto por otros seres humanos como iguales receptores de este preciso patrimonio de cinco mil millones de años de evolución, ¿por qué no ha de aplicarse tal identificación también a todos los demás organismos de la Tierra que son, asimismo, el producto del mismo número de años de evolución? Cuidamos de una pequeña fracción de organismos de la Tierra como, por ejemplo, perros, gatos y vacas -porque son útiles o porque nos halagan-. Pero las arañas, las salamandras, el salmón y el girasol son igualmente nuestros hermanos y hermanas.”

“Il biblico "Crescete e moltiplicatevi" è un'esortazione di altri tempi che andava bene sin quando sulle carte geografiche si scriveva hic sunt leones, qui stanno i leoni. Va ancora bene? Per Papa Wojtyla, sì; ma per le persone sensate non può andar bene. Il cupio multiplicandi è oramai una folle voluttà di autodistruzione, un cupio mortis. A che serve e a chi serve la nostra dissennata corsa alla moltiplicazione incessante? In Africa serve a far crescere il numero dei morti per denutrizione o in eccidi tribali; in America Latina e molte altre parti povere del mondo per cancellare la crescita economica con una ancor maggiore crescita di bocche da sfamare. Non sono mai stato in Cina (il solo paese intelligente che cerca davvero di limitare le nascite); ma sono stato in India, e il formicaio umano di esseri scheletrici che ho visto nel Gange e dintorni mi ha terrorizzato. Perché crescere? Perché moltiplicarsi? Per mal vivere e, alla fine, mal morire in un pianeta brucato sino all'ultimo cespuglio da miliardi e miliardi di uomini-capra?”

“I prati, ne sono convinto, sono un sintomo e una metafora del nostro rapporto squilibrato con la terra. Ci insegnano che con l'aiuto della petrolchimica e della tecnologia possiamo piegare la natura alla nostra volontà. I prati alimentano la nostra hybris nei confronti della terra. Qual'è l'alternativa? Trasformarli in orti e giardini. Non sto suggerendo che all'interno di questi ultimi non vi sia spazio per i prati, né che orti e giardini di per sé raddrizzeranno il nostro rapporto con la terra; l'abito mentale che essi alimentano, però, può farci percorrere un poco di strada in quella direzione. Prendersi cura di un orto o di un giardino, rispetto alla manutenzione di un prato, ci guida alla conoscenza dei comportamenti della natura, alimentando un'etica del dai e prendi nel rispetto della terra. Orti e giardini ci insegnano la peculiarità del luogo. Riducono la nostra dipendenza da fonti remote di energia, tecnologia, cibo e, per dirla tutta, interesse. Perché se tosare il prato dà la sensazione di ricopiare in continuazione la stessa frase, in una certa misura il giardinaggio è come scriverne sempre di nuove, in un processo di invenzione e scoperta infinitamente variabile. Orti e giardini ci mostrano anche che fra natura e cultura è possibile un compromesso, che fra prato e foresta - fra chi vorrebbe completare la conquista del pianeta in nome del progresso, e chi crede che per noi sia tempo di abdicare e lasciare la Terra alle cure delle sue specie più innocenti - può esserci una qualche via di mezzo. Il giardino indica che forse esiste un luogo dove noi e la natura possiamo incontrarci a metà strada.”