Quotessence
Home / Topics / Natura Quotes

Natura Quotes

Browse 66 quotes about Natura.

Natura Quotes

“There will always be those who say you are too young and delicate to make anything happen for yourself. They don't see the part of you that smolders. Don't let their doubting drown out the sound of your own heartbeat. You are the first drop of rain in a hurricane. Your bravery builds beyond you. You are needed by all the little girls still living in secret, writing oceans made of monsters, and throwing like lightning. You don't need to grow up to find greatness. You are so much stronger than the world has ever believed you could be. The world is waiting for you to set it on fire. Trust in yourself and burn.”

“Era l'ora che turba il cuore; quell'ora in cui, mancando la luce, le cose e le anime si sentono libere, quasi, da una vigilanza fastidiosa; i monti paiono coricarsi a grande agio sul piano, le campagne dilagano sopra i villaggi e casali, le ombre pigliano corpo, i corpi sfumano in ombra, nel cuore umano affondano le impressioni, i pensieri del presente, e vien su un movimento confuso di ricordanze lontane, di fantasmi che inteneriscono e fanno sospirare in silenzio.”

“Che la vostra prudenza sia la vostra guida: adattate l’azione al mondo, la parola all’azione, ma attenti a non oltrepassare la moderazione della natura: qualsiasi esagerazione è estranea allo scopo del dramma, il cui fine, in origine come ora, era ed è porgere uno specchio alla natura, mostrando alla virtù il suo aspetto, al vizio la sua immagine e all’età e al tempo la loro forma e la loro impronta.”

“Humphrey Point era pieno di personaggi bislacchi. Ricordo il vecchio Mortimer, per esempio, che viveva su al faro. Era un vecchio taciturno e dall'aspetto trasandato. Ricordo Melissa, mia cugina di qualche tipo di grado, che di qualcuno era figlia, ma certamente non di un McCarthy, visti i capelli neri come la pece e la carnagione caffè-latte. Ricordo la vecchia Ester, la più anziana del villaggio, che mi accolse quando nacqui, in un simbolico passaggio di consegne. Ricordo le persone. Tutte. Ma la cosa che più ricordo di Humphrey Point è la natura. Il verde della terra. Il blu del cielo. I colori di un mondo che non esiste più.”

“Frumuseţea naturii nu trebuie să simpatizeze numaidecat cu omul. Punctul lui de vedere că nisipul este un rebut al stării staţionare nu era nebunie... un fluid de 1/8 mm... o lume a cărei existenţă era o serie de stări succesive. Cu alte cuvinte, frumuseţea nisipului aparţinea morţii. Frumuseţea morţii marca măreţia ruinelor lui şi marea-i putere de distrugere.”

“E io, solitario sciatore, abituato però a trattare con gli altri, ai libri, alla musica, alle poesie e ai viaggi, io che sono giunto quassù con ferrovie e corriere, con gli sci e a piedi, mi commuovo al lieve innocente profumo del legno che si riscalda al sole, è una sensazione che mi penetra nell'anima e la soggioga e desta il ricordo di infanzie lontane e intensamente vissute più di quanto lo possa tutto ciò che il regno dell'uomo mi ha dato da gran tempo. (tratto da Il viandante)”

“Anche se la spudorata devastazione di quel luogo tanto speciale mi rattristava molto, ho optato per parole che tutti potessero considerare sensate e adeguate. Ho usato il linguaggio predominante del liberismo, dell'innovazione, dell'utilitarismo e del marketing. Ho parlato dell'importanza di quella zona per l'immagine dell'Islanda, delle sue potenzialità per il mercato turistico, del suo valore per la ricerca scientifica e della possibilità che gli altipiani interni fossero utilizzati come set cinematografici o pubblicitari, attirando così valuta straniera. [...] Ma viviamo in tempi in cui è il denaro a misurare la realtà. Non potevo giustificare il diritto della natura all'esistenza e il suo valore argomentando che lì si trovavano i vasti silenti spazi degli dei.”

“Lì dinanzi c’è una grande magnolia. Il tronco è tanto grosso che un uomo stenterebbe a circondarlo con le braccia. È più alta del tetto del monastero. Alzo lo sguardo e vedo i suoi rami protesi sulla mia testa. E sopra a quelli altri rami. E sopra tutti i rami la luna. Di solito guardando dal basso in un simile intrico, non si riesce a scorgere il cielo. Ancor più se sono fioriti. Ma i rami di magnolia, per quanto si sovrappongano, mantengono tra l’uno e l’altro un nitido spazio. Quest’albero non protende vanamente sottili ramificazioni che confondono la vista di chi si trova a guardare dal basso. Persino i fiori sono ben spaziati. Si distinguono corolla per corolla, nettamente, anche se contemplati da lontano. Non s’intuisce fin dove la fioritura delle corolle si estenda e si raduni. Posseggono un’identità ben definita e tra l’una e l’altra s’intravvede distintamente il limpido azzurro del cielo. Naturalmente non sono fiori candidi. Un bianco immacolato sarebbe un colore troppo freddo. Soprattutto il bianco uniforme possiede un fascino astuto che incanta gli occhi umani. Non è questo il colore delle magnolie. Si sono elegantemente umiliate indossando un caldo color crema ed evitando intenzionalmente un estremo candore. Fermo sul lastricato contemplo con estasi questi soavi fiori, tentando di indovinare fin dove si estendano nel cielo tutti questi rami. Vedo solo fiori. Neanche una foglia. Sorgono nel mio animo i versi: Contemplo il cielo colmo solo di fiori di magnolia.”

“Ei exista, simultan, in doua lumi – lumea aparentelor si lumea adevarului. Firele care conecteaza aceste lumi pot lua multe forme. Atunci cand am ajuns prima oara aici, nu am inteles anumite lucruri. Spre exemplu, nu intelegeam de ce hainele sunt atat de importante. Sau de ce o vaca moarta devenea carne de vita, sau de ce iarba taiata intr-un anumit fel pretinde sa nu se calce pe ea, sau de ce animalele de companie ale unei gospodarii erau atat de importante pentru ei. Umanii se tem de natura si ii linisteste intr-o mare masura atunci cand pot sa isi demonstreze lor inisisi ca detin stapanirea asupra ei. De aceea exista peluzele, si de aceea lupii au evoluat devenind caini, si de aceea arhitectura lor se bazeaza pe forme care nu sunt naturale. Dar, cu adevarat, natura natura pura e doar un simbol pentru ei.”

“«Così tutta la mia vita, e quella di coloro nelle cui vene scorrerà il mio sangue, verrà consacrata alla scoperta e alla vigilanza del Potere naturale di cui il mondo è colmo. Non ci sarà uomo o donna che impedirà ai miei discendenti di seguire le mie orme, poiché verranno aiutati dal cielo e dalla terra e da tutto quello che li forma.»”

“Che razza di Paese è quello che trasforma i campi di mirtilli in proprietà privata? Quando passo accanto a quei terreni lungo la strada, avverto nel petto un tuffo al cuore. Vedo la rovina incombere sulla terra. In quel luogo un velo si è steso sulla Natura. Mi allontano veloce dal posto maledetto. Niente può sfigurare maggiormente il suo bel volto. Non posso fare a meno d'immaginarlo per sempre come un luogo dove attraenti e gradevoli bacche si convertono in denaro, dove il mirtillo viene oltraggiato. È vero, esiste il diritto di trasformare le bacche in proprietà privata così come esiste quello di fare altrettanto dell'erba e degli alberi - un gesto non più grave di migliaia di altre pratiche accettate dall'uso - ma questa è la peggiore di tutte perché indica quanto esse siano negative e verso quale obiettivo la nostra civiltà e la divisione del lavoro tendano naturalmente, e cioè ad attribuire un prezzo a tutto.”

“- Cóż jest dobrego w piciu, paleniu, bezsensownym i zgubnym trawieniu takiej ogromnej ilości mięsa zwierząt, skoro tyle rosnących wspaniałości stworzono specjalnie jako pożywienie człowieka? - Sama jedz to swoje roślinne pożywienie, jeżeli ci smakuje. A w moje życie się nie mieszaj. Nam przyjemność sprawia palenie, picie i siedzenie za suto zastawionym stołem. U nas jest tak przyjęte, rozumiesz? Przyjęte! - Ale wszystko, co wymieniłeś jest złe i zgubne. - Złe? Zgubne? Ale większość moich przyjaciół i znajomych tak właśnie żyje. Jeżeli goście przyjdą do mnie na przyjęcie, usiądą do stołu, a ja do nich: "Oto orzeszków przegryźcie, jabłuszko zjedzcie, wodusi łyknijcie i nie palcie" - wtedy to dopiero będzie źle. - Czy najważniejsze, gdy z przyjaciółmi się gromadzisz to od razu usiąść za stołem, pić, jeść i palić? - Najważniejsze czy nie, to nieistotne. Tak jest przyjęte na całym świecie przez wszystkich ludzi. W niektórych krajach są nawet dania jakby rytualne, na przykład indyk pieczony. - Nie wszyscy ludzie w waszym świecie to akceptują. - Wprawdzie nie wszyscy, ale ja żyję wśród normalnych. - Dlaczego uważasz otaczających cię za najbardziej normalnych? - Dlatego, że jest ich większość. - To niewystarczający argument.”

“Dalla raccolta: La neve non m’appartiene, 2010 Quanta pena nell’inchiostro che scivola e lascia la penna come una giovane la casa paterna Inventa già tutto il futuro si veste di sogni e s’abbandona infine alla pagina che l’attende I cassetti delle parole sono tutti aperti addirittura chiacchierano E l’inchiosto ascolta mentre scivola sulle pagine su quei campi bianchi dove le risa possono diventare storie d’amore”

“Z czasem udaje nam się do pewnego stopnia kierować tym, co nas opanowało, w każdym razie ginie poczucie odrębności osoby i atakującego ją żywiołu i wówczas staje się oczywiste, że to my jesteśmy tym żywiołem przebudzonym, a wcześniejsze wrażenie oddzielenia osoby od natury było złudzeniem, które niknie wobec gwałtowności uderzeń porodu. Jego brutalnej silne nie sposób dłużej przeciwstawiać fikcji. Poród pozwala zrozumieć, jak bardzo rozdęta jest nasza świadomość indywidualna. A odrzucenie tej fałszywej świadomości, choć dokonane pod biologicznym przymusem, pozwala doświadczyć przeżycia zwycięstwa, nie klęski. A także umożliwia odnalezienie dna egzystencjalnej niecki i osadzenie się w najniższym punkcie równowagi. Na pewien czas.”

“Come scrittore, trovo che i giardini siano essenziali per il processo creativo: come medico, ogni volta che è possibile, porto i miei pazienti in un giardino. Tutti abbiamo avuto l'esperienza di vagabondare in un giardino rigoglioso o in un deserto senza tempo, di camminare lungo le sponde di un fiume o di un oceano, o di arrampicarci su una montagna, e di trovarci al tempo stesso rasserenati e rinvigoriti, mentalmente coinvolti, rigenerati nel corpo e nello spirito. L'importanza di questi stati fisiologici per la salute dell'individuo e della comunità è fondamentale e di vasta portata; in quarant'anni di esercizio della medicina, ho riscontrato che solo due tipi di «terapia» non farmacologica sono di vitale importanza per i pazienti con neuropatologie croniche: la musica e i giardini.”

“La geografia dell'aridità è un prisma da cui emergono i più insoliti e complessi accostamenti di colore. I sederti hanno questo in comune, i colori. E sono loro a farci sentire a casa in luoghi simili, a darci l'impressione che il mondo non sia poi così grande.”

“E' un'illusione costruire muri, chiudersi dentro i confini di casa, nel proprio mondo. L'universo e le creature che lo abitano si muovono, si spostano e niente, mai niente sarà solo vostro. E allora dovrete uccidere tutti quelli che, con il loro arrivo, vi faranno percepire il vostro limite, vacillare le vostre sicurezze. [...]E noi avremmo vinto? La paura ha vinto; il lupo ce l'ha addosso, la porta con sè come una pelle scura.”

“la poesia di Shelley sull’allodola, provo a ripeterla a bassa voce, ma non ne ricordo che qualche verso, tra cui questi: We look before and after And pine for what is not: Our sincerest laughter With some pain is fraught; Our sweetest songs are those that tell of saddest thought5. È vero, per quanto felice possa essere un poeta, non può cantare la sua gioia con l’ardimento, l’abbandono, l’ebbrezza di quell’allodola. Nella poesia occidentale, naturalmente, ma anche in quella cinese, s’incontra spesso l’espressione «infinite lacrime di tristezza».”

“Il più solido piacere di questa vita è il piacere vano delle illusioni. Io considero le illusioni come cosa in certo modo reale state ch’elle sono ingredienti essenziali del sistema della natura umana, e date dalla natura a tutti quanti gli uomini, in maniera che non è lecito spregiarle come sogni di un solo, ma propri veramente dell’uomo e voluti dalla natura, e senza cui la vita nostra sarebbe la più misera e barbara cosa. Onde sono necessari ed entrano sostanzialmente nel composto ed ordine delle cose.”

“Gli osservatori fedeli della natura, per quanto pensino in maniera diversa riguardo altre questioni, concorderanno tuttavia che tutto ciò che si manifesta, tutto ciò che si presenta come fenomeno deve rinviare a una scissione originaria, capace di ricomposizione, o a un'unità originaria capace di scindersi e deve quindi presentarsi in questo modo. Scindere ciò che è unito e unire ciò che è scisso è la vita della natura. È l'eterna sistole e diastole, l'eterna synkrisis e diakrisis, l'inspirare e l'espirare del mondo in cui viviamo, agiamo e siamo.”

“Czy zwróciłeś kiedyś uwagę, jak przyjemnie chodzi się boso po piasku, trawie albo ziemi?Nie bierze się to tylko z ulgi po zdjęciu sztywnych butów albo zrzuceniu wysokich obcasów. Kiedy dotykasz podłoża bosymi stopami, twój organizm otrzymuję dawkę potężnych leczniczych elektronów.”

“Non regnavo più sul mondo; le facciate delle case, gli sguardi indifferenti dei passanti mi esiliavano. Fu per questa ragione che il mio amore per la campagna prese dei colori mistici. Arrivata a Meyrignac, i muri crollavano, l'orizzonte si allontanava. Mi perdevo nell'infinito pur restando me stessa. Sentivo sulle palpebre il calore del sole che brilla per tutti, ma che lì, in quell'istante, non accarezzava che me. Il vento volteggiava intorno ai pioppi: veniva da altri posti, da dovunque, scuoteva lo spazio, e io turbinavo immobile fino ai confini della terra. Quando nel cielo si levava la luna, io comunicavo con le lontane città, con i deserti, i mari, i villaggi che in quel momento si bagnavano nella sua luce. Non ero più una coscienza vacante, uno sguardo astratto, ma l'odore ondoso dei campi di grano, l'odore intimo delle brughiere, il calore spesso del mezzogiorno, o il fremito dei crepuscoli: avevo peso, e tuttavia evaporavo nell'azzurro, non avevo più confini.”

“Andai nei boschi perché desideravo vivere deliberatamente, affrontare solo i fatti essenziali della vita, e vedere se non potessi imparare cosa avesse da insegnare, senza scoprire, giunto alla morte, di non aver vissuto. Non desideravo vivere ciò che non era una vita, per quanto caro mi sia il vivere; né desideravo praticare la rassegnazione, a meno che non fosse necessaria. Volevo vivere in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, vivere in modo così risoluto e spartano da sbaragliare tutto quanto non fosse vita; da aprirmi con la falce un varco ampio e raso terra, da spingere nell'angolo la vita e ridurla ai minimi termini; e, se si fosse dimostrata essere meschina, da arrivare, perché no?, alla sua completa e genuina meschinità, rendendola pubblica al mondo; o se fosse stata sublime, da conoscerla per esperienza; e da essere in grado di darne un resoconto sincero nella mia successiva escursione letteraria. Perché gran parte degli uomini, mi pare, ha una strana incertezza al riguardo, se sia del diavolo o di Dio, e ha _un po' frettolosamente_ concluso che il primo fine dell'uomo su questa terra è "rendere gloria a Dio e goderlo per l'eternità".”