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Quote image editor Natsume Sōseki

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“Lì dinanzi c’è una grande magnolia. Il tronco è tanto grosso che un uomo stenterebbe a circondarlo con le braccia. È più alta del tetto del monastero. Alzo lo sguardo e vedo i suoi rami protesi sulla mia testa. E sopra a quelli altri rami. E sopra tutti i rami la luna. Di solito guardando dal basso in un simile intrico, non si riesce a scorgere il cielo. Ancor più se sono fioriti. Ma i rami di magnolia, per quanto si sovrappongano, mantengono tra l’uno e l’altro un nitido spazio. Quest’albero non protende vanamente sottili ramificazioni che confondono la vista di chi si trova a guardare dal basso. Persino i fiori sono ben spaziati. Si distinguono corolla per corolla, nettamente, anche se contemplati da lontano. Non s’intuisce fin dove la fioritura delle corolle si estenda e si raduni. Posseggono un’identità ben definita e tra l’una e l’altra s’intravvede distintamente il limpido azzurro del cielo. Naturalmente non sono fiori candidi. Un bianco immacolato sarebbe un colore troppo freddo. Soprattutto il bianco uniforme possiede un fascino astuto che incanta gli occhi umani. Non è questo il colore delle magnolie. Si sono elegantemente umiliate indossando un caldo color crema ed evitando intenzionalmente un estremo candore. Fermo sul lastricato contemplo con estasi questi soavi fiori, tentando di indovinare fin dove si estendano nel cielo tutti questi rami. Vedo solo fiori. Neanche una foglia. Sorgono nel mio animo i versi: Contemplo il cielo colmo solo di fiori di magnolia.” — Natsume Sōseki

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Lì dinanzi c’è una grande magnolia. Il tronco è tanto grosso che un uomo stenterebbe a circondarlo con le braccia. È più alta del tetto del monastero. Alzo lo sguardo e vedo i suoi rami protesi sulla mia testa. E sopra a quelli altri rami. E sopra tutti i rami la luna. Di solito guardando dal basso in un simile intrico, non si riesce a scorgere il cielo. Ancor più se sono fioriti. Ma i rami di magnolia, per quanto si sovrappongano, mantengono tra l’uno e l’altro un nitido spazio. Quest’albero non protende vanamente sottili ramificazioni che confondono la vista di chi si trova a guardare dal basso. Persino i fiori sono ben spaziati. Si distinguono corolla per corolla, nettamente, anche se contemplati da lontano. Non s’intuisce fin dove la fioritura delle corolle si estenda e si raduni. Posseggono un’identità ben definita e tra l’una e l’altra s’intravvede distintamente il limpido azzurro del cielo. Naturalmente non sono fiori candidi. Un bianco immacolato sarebbe un colore troppo freddo. Soprattutto il bianco uniforme possiede un fascino astuto che incanta gli occhi umani. Non è questo il colore delle magnolie. Si sono elegantemente umiliate indossando un caldo color crema ed evitando intenzionalmente un estremo candore. Fermo sul lastricato contemplo con estasi questi soavi fiori, tentando di indovinare fin dove si estendano nel cielo tutti questi rami. Vedo solo fiori. Neanche una foglia. Sorgono nel mio animo i versi: Contemplo il cielo colmo solo di fiori di magnolia.
— Natsume Sōseki