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Quote by Cinzia Tomassini

“Dalla raccolta: La neve non m’appartiene, 2010 Quanta pena nell’inchiostro che scivola e lascia la penna come una giovane la casa paterna Inventa già tutto il futuro si veste di sogni e s’abbandona infine alla pagina che l’attende I cassetti delle parole sono tutti aperti addirittura chiacchierano E l’inchiosto ascolta mentre scivola sulle pagine su quei campi bianchi dove le risa possono diventare storie d’amore”

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Cinzia Tomassini

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“Z czasem udaje nam się do pewnego stopnia kierować tym, co nas opanowało, w każdym razie ginie poczucie odrębności osoby i atakującego ją żywiołu i wówczas staje się oczywiste, że to my jesteśmy tym żywiołem przebudzonym, a wcześniejsze wrażenie oddzielenia osoby od natury było złudzeniem, które niknie wobec gwałtowności uderzeń porodu. Jego brutalnej silne nie sposób dłużej przeciwstawiać fikcji. Poród pozwala zrozumieć, jak bardzo rozdęta jest nasza świadomość indywidualna. A odrzucenie tej fałszywej świadomości, choć dokonane pod biologicznym przymusem, pozwala doświadczyć przeżycia zwycięstwa, nie klęski. A także umożliwia odnalezienie dna egzystencjalnej niecki i osadzenie się w najniższym punkcie równowagi. Na pewien czas.”

“Come scrittore, trovo che i giardini siano essenziali per il processo creativo: come medico, ogni volta che è possibile, porto i miei pazienti in un giardino. Tutti abbiamo avuto l'esperienza di vagabondare in un giardino rigoglioso o in un deserto senza tempo, di camminare lungo le sponde di un fiume o di un oceano, o di arrampicarci su una montagna, e di trovarci al tempo stesso rasserenati e rinvigoriti, mentalmente coinvolti, rigenerati nel corpo e nello spirito. L'importanza di questi stati fisiologici per la salute dell'individuo e della comunità è fondamentale e di vasta portata; in quarant'anni di esercizio della medicina, ho riscontrato che solo due tipi di «terapia» non farmacologica sono di vitale importanza per i pazienti con neuropatologie croniche: la musica e i giardini.”

“La geografia dell'aridità è un prisma da cui emergono i più insoliti e complessi accostamenti di colore. I sederti hanno questo in comune, i colori. E sono loro a farci sentire a casa in luoghi simili, a darci l'impressione che il mondo non sia poi così grande.”