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Cambiamento Quotes

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Cambiamento Quotes

“Quando incontri dopo tanto tempo una persona con la quale hai condiviso un pezzo di vita, della quale hai addirittura creduto di essere innamorato, è inevitabile che ti sembra diversa. È cambiata, come cambiamo tutti, e questo ti appare normale. Poi, a volte, se osservi con attenzione, se non distogli lo sguardo, ti rendi conto con sgomento che quella persona non è diversa. È la stessa, almeno nei tratti sostanziali. Era nel passato in cui vi eravate incrociati, che ti era sembrata diversa. Proiettavi su di lei i tuoi desideri, le tue aspirazioni e i tuoi bisogni. In un certo senso te l’eri inventata, l’avevi creata, ti eri raccontato una bugia complessa, articolata e difficile, molto difficile da svelare.[...] A pensarci bene, i cambiamenti si producono solo nei momenti in cui incontri davvero un’altra persona. Di solito sono attimi, tempi minimi, ma con una importanza decisiva nelle nostre autobiografie. Quasi mai ne siamo consapevoli. Anche se ricordiamo quei momenti per la loro perfezione, non capiamo quanto siano importanti per il nostro cambiamento. Pensiamo che sia il tempo, lentamente e ostinatamente, a cambiarci. Invece il tempo in sé non cambia nulla, al massimo invecchia. Le persone incapaci di incontrare davvero gli altri, come Lorenza, non cambiano. Mi chiesi quanto questo potesse riguardare anche me. Cosa sono adesso che ero anche a quel tempo? Non una singola cellula del mio corpo esisteva allora; nessuna cellula di allora esiste adesso. Ma l’identità? Era uguale o era mutata? Mentre io pensavo, lei parlava e beveva.”

“Lavorava al computer portatile da ore ma non era riuscito a trovare nessun luogo che accendesse la fantasia. Sebbene vi fossero molti paradisi sommersi, ogni destinazione gli sembrava scontata. Non era questione del dove, ad attirarlo era l'inesplorato. Non desiderava semplicemente cambiare residenza o abitudini: voleva dare un significato diverso alla sua esistenza.”

“Se il mondo non mi voleva, sarei stata ombra, se il mondo non vedeva, sarei stata assenza. Invisibilità, silenzio, morte. Sarei stata la solitudine, la vera solitudine, quella che cerchiamo di zittire distraendo le nostre menti con ogni mezzo possibile. Sarei stata la consapevolezza della fine, la certezza di non essere visti, sentiti, memorizzati. Il resto faceva troppo male. Non si poteva dire, tantomeno pensare. Il resto era il baratro che mi avrebbe spinta sempre più in basso, fino alla pazzia più totale. Forgiai ciò che restava di me stessa, la rabbia, e con quella decisi di proteggermi. Con quella decisi di reagire. Volevo bene a Scott e a Christabel. Volevo bene Jared qualunque fosse il sentimento che mi legava a lui. Li avrei protetti a costo della vita, perché loro erano il presente, il vincolo, la famiglia. Meritavano la mia lucidità, meritavano la mia ribellione.”

“Adesso è arrabbiata con se stessa: non avrebbe dovuto affezionarsi a quell'appartamento. Non avrebbe dovuto distribuire i colori in ogni stanza. Il nero è più forte di tutti gli altri e li ha risucchiati. O forse il nero è il più debole di tutti e ha bisogno degli altri colori per sopravvivere. La materia oscura è in grado di deviare la luce.”

“Al di là dell'illusione, si finisce col comprendere che non è possibile trasformarsi in un altro, smettere di essere quello che si è. Fino a quando dura l'illusione, però, si vive. Che cos'è la vita se non un'illusione fatta di infinite piccole illusioni, minuscoli deliri, fantasie irrealizzabili, immagini, incoerenze ad ogni istante?”

“Anche dalle apocalissi si può tornare indietro, se uno ha il coraggio di guardarci dentro. Ma voi non avete questo coraggio. Parlate di tutte le apocalissi, meno che della vostra. Lasciate pure a noi spiriti l'ultimo colpo di spada. Non posso spiegarle cosa accadrà, Hacarus. Tutto ciò che è troppo diverso da quello che siete soliti pensare, voi lo chiamate nulla. Bene, dopo di noi ci sarà il nulla. E in questo nulla qualcosa ricomincerà.”

“In questi giorni ha appreso la prima lezione: mai crogiolarsi nell'attesa e nella passività. Si ricordi, Camille: lei è l'unica che possadare una scossa alla sua vita. Il movimento deve partire da lei. Io sarò una guida, ma non farò niente al suo posto. Sono l'unica responsabile della mia vita e della mia felicità. I primi giorni le costeranno fatica, poi sempre meno. La vita è come una mongolfiera. Per salire più in alto bisogna lasciar andare la zavorra e liberarsi di tutto ciò che ci impedisce di prendere quota. Il modo più efficace per allenare la sua autoaffermazione è imparare a essere la migliore amica di sè stessa. Deve valorizzarsi, mostrare compassione e indulgenza nei suoi confronti e concedersi dei segni di apprezzamento.”

“Ognuno ha un dovere verso la vita, non crede? Imparare a conoscersi, diventare consapevoli del fatto che il tempo è contato, fare scelte in cui si crede e che abbiano un senso. E soprattutto non sprecare i propri talenti". Non smisi di pensare a quello che la mia vita era diventata: un paravento, un rifugio. Il mio lavoro, i miei amori... Tutti specchietti per le allodole. Tutto mi pesava, avevo l'impressione di non appartenermi più, mi arrabbiavo per un nonnulla. Mi era chiaro: volevo uscire da quella tranquillità letargica, cadenzata secondo uno spartito sempre uguale, smettere di accontentarmi di quella piccola esistenza talmente lisciata da aver perso ormai ogni senso. Trovare il coraggio di dare una scossa al prevedibile, al prestabilito, battere il rassicurante con l'esaltante!”

“Cammino tra le strade che mi conoscono dai tempi del liceo. Quando perdevo l'autobus e andavo da una fermata all'altra per guadagnare tempo e non stare impalata ad aspettare. Al posto degli incroci adesso ci sono rotonde, i marciapiedi si sono allargati per far posto a piste ciclabili, gli alberi sono cresciuti e fanno più ombra. Le loro radici si sono fatte strada sotto al cemento e devo stare attenta a non inciampare. Ma dove sono le mie radici? Sono qui, sono in California davanti a quell'albero enorme che vado sempre ad ammirare? No, le radici sono sotto i miei piedi, come diceva la mia insegnante di yoga. Sono ovunque io le porti.”

“Dare un senso alla vita è il filo rosso del cambiamento. Quando si parla di cambiamento, molte persone pensano a qualcosa di enorme, di radicale; ma i grandi cambiamenti della vita iniziano da piccole trasformazioni, in apparenza insignificanti. L'aspetto più complicato non è fare le cose una volta, è farle tutte i giorni. "Noi siamo quel che facciamo ripetutamente" diceva Aristotele. Diventare persone migliori, più felici ed equilibrate richiede fatica e sforzi costanti. La difficoltà non sta nel sapere cosa bisognerebbe fare meglio, ma nell'impeganrsi con convinzione e nel passare finalmente dalla teoria alla pratica". "Mi fa un po' paura, ma ho davvero voglia che le cose si sblocchino un po'... Sul come, però, ho le idee più confuse". "E' un classico. Le propongo di mettere nero su bianco tutto quello che vorrebbe cambiare nella sua vita. Intendo proprio tutto, dalle cose più insignificanti a quelle più essenziali. Io credo nelle possibilità di riuscita di ciascuno, a patto che rispetti la sua personalità e i suoi valori profondi. Basta costruire un progetto di vita che sia in armonia con ciò che siamo veramente. Questo richiede un grande impegno, metodo e molti sforzi. Ma che ricompensa, alla fine!”