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Vivere Quotes

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Vivere Quotes

“La vita non è ricerca di esperienze, ma di se stessi. Scoperto il proprio strato fondamentale ci si accorge che esso combacia col proprio destino e si trova la pace. L'amore ha la virtù di denudare non i due amanti, l'uno di fronte all'altro, ma ciascuno dei due davanti a sé. Una beffarda legge della vita è la seguente: non chi dà ma chi esige, è amato. Cioè, è amato chi non ama, perché chi ama dà. E si capisce: dare è un piacere più indimenticabile che ricevere; quello a cui abbiamo dato, ci diventa necessario, cioè lo amiamo. Il dare è una passione, quasi un vizio. La persona a cui diamo, ci diventa necessaria. Soltanto seguendo l'istinto, il modo d'essere iniziale, spontaneo, si può sentirsi giustificati e in pace con se stessi e la propria misura. Ma chi ha nell'istinto il dividersi in due, l'attaccar lite con se stesso? Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola. Vivere tra la gente è sentirsi foglia sbattuta. Viene il bisogno d'isolarsi, di sfuggire al determinismo di tutte quelle palle da biliardo. da "Il mestiere di vivere”

“Quand'è che quello spirito ha cominciato a cambiare? Quando hanno cominciato a cambiare loro? O hanno semplicemente smesso di essere come avrebbero voluto essere, E sono tornate a essere come sono? A che punto il gioco dell'invenzione si è trasformato in sforzo di costruzione, impegno dopo impegno, vincolo dopo vincolo? Quand'è che la leggerezza si è trasformata in peso?”

“«Ma non potevo vivere col vuoto che si era impadronito di me. A un tratto ho capito che non era la mancanza di una donna a provocare quel vuoto, ma la mancanza di ciò che provavo allora. Paradossale, vero? Non credo sia necessario che finisca, intuirai il seguito. Sono divenuto un mago. Per odio. E solo allora ho capito quanto ero stato sciocco. Avevo confuso il cielo con le stelle riflesse di notte sulla superficie di uno stagno.»”

“Non devo rendere conto a nessuno. Faccio il mio mestiere di madre e moglie. Do sicurezza. Do tutta me stessa senza fare calcoli, da anni, do il mio tempo, le mie viscere, la mia pazienza, la mia costanza, la mia diplomazia, la mia energia. Senza risparmiarmi. Avrò pure diritto a un piccolo momento di libertàAvrò pure diritto a un piccolo momento di libertà, no? A cambiare aria, planare, sentirmi leggera, alzarmi in volo con un battito d'ali alzarmi in volo con un battito d'ali. A decidere dove posarmi. Giuro che poi torno e richiudo la gabbia. E addirittura cinguetto.”

“Gli uomini amano inventare mostri e mostruosità. Così hanno l'impressione di essere loro stessi meno mostruosi. Quando bevono come spugne, imbrogliano, rubano, picchiano le donne con le briglie, fanno morire di fame la vecchia nonna, colpiscono con la scure una volpe presa in trappola o riempiono di frecce l'ultimo unicorno rimasto sulla terra, amano pensare che più mostruosa di loro c'è sempre la Mora che s'intrufola nelle casupole all'alba. Allora si sentono in qualche modo il cuore più leggero. E trovano più facile vivere.”

“Sul campo la difficoltà è lasciarsi coinvolgere e nel frattempo prendere le distanze, cogliere la spontaneità anticipandola e farsi da parte pur essendo nel centro della vita. Ci si destreggia di continuo, per abbandonarsi all'emozione, mantenendo la mente fredda per trasmettere quella sensazione. Una foto non ha il rumore della festa, gli odori dell'incenso, l'euforia di un bicchierino... Bisogna sempre mantenersi un po' distanti, nel proprio angolo, per stabilire se è meglio dimenticarsi della fotografia e vivere fino in fondo la festa, salvo scriverne dopo, oppure se vivere meno intensamente la festa per meglio fotografarla.”

“E' divorando la vita che si diventa fotografi, viaggiando fino a trovare il proprio villaggio, la famiglia d'adozione, quella di cui si ha voglia di raccontare la storia. Non esitate a investire sugli altri, unitevi al genere umano. Diventate traghettatori, create ponti da una riva all'altra. Non c'è bisogno di andare lontano. La bellezza di una storia non dipende dai chilometri percorsi, ma dall'intensità dello scambio, del vissuto e da come, con gli occhi lucidi, si comunica dall'intimo più profondo. Se ci si esprime col cuore, si parla al cuore degli altri. Non è inseguendo il mai visto che si trova il proprio posto nella fotografia. E' semplicemente offrendo un altro sguardo fotografico, sensibile, sincero. Profondo.”

“Mi rendo conto che non riesco a smettere di elaborare le cose che vivo come se le stessi scrivendo, nemmeno nei momenti più significativi. Soprattutto nei momenti più significativi. Come se fosse un modo per proteggermi, per raffreddare la realtà. Forse scrivere mi serve proprio a questo, ad allontanare la realtà, a contenerla. Prendere le distanze per raccontare aiuta a non farsi ferire o spaventare da quel che accade.”

“Non siamo nati solo per mangiare, né per guadagnare denaro, né per starcene senza far nulla, né per lasciare eredi, né tantomeno per invecchiare. Non siamo invece venuti al mondo perché dentro di noi brucia la fiamma di una passione? Non siamo qui, adesso, per amare i nostri cari e creare tanti bei ricordi, e portarli con noi fino a quando moriremo, senza rimpianti?”

“Forse la verità è che i sogni non s'infrangono, si sgretolano, e il più delle volte succede per distrazione, perché per qualche ragione ci si dimentica proprio di averli, dei sogni. Allo stesso modo, non c'è un momento in cui i sogni si avverano. Semplicemente si costruiscono, e col tempo ci si accorge che non sono affatto sogni, sono progetti concreti, tutto qui.”

“Stavo pulendo una stanza e, girovagando, mi avvicinai al divano e non mi ricordavo se lo avevo spolverato o no. Dato che si tratta di gesti abitudinari e inconsapevoli, non riuscivo a ricordare e avevo la sensazione che ricordare fosse impossibile... Se l'intera complessità delle vite di tante persone procede inconsapevolmente, allora è come se vite del genere non fossero mai esistite.”

“Tu dici che qualcosa sta finendo, ma non è vero. Ci sono cose che non finiscono mai. Mi parli di sopravvivenza? Io lotto per la sopravvivenza. Perché Brokilon dura grazie alla mia lotta, perché gli alberi vivono più a lungo degli uomini, basta solo proteggerli dalle vostre scuri. Mi parli di re e principi. Chi sono? Quelli che conosco io sono scheletri bianchi che giacciono nelle necropoli di Craag An, nel fitto del bosco. In sepolcri di marmo, su mucchi di metallo giallo e ciottoli luccicanti. Ma Brokilon dura, gli alberi stormiscono sulle rovine dei palazzi, le radici spezzano il marmo. Il tuo Venzlav ricorda chi erano questi re? E tu lo ricordi, Gwynbleidd? In caso contrario, come puoi affermare che qualcosa stia finendo? Come fai a sapere chi è destinato allo sterminio e chi all'eternità? Cosa ti autorizza a parlare di destino? Sai almeno che cos'è il destino?”

“A mezza strada tra i miei due cari amici, finisco i miei bicchieri con in testa il ritornello di mio nonno, che per trent'anni aveva allenato la squadra di baseball della base americana: il vero talento, mi ripeteva scuotendo la testa come davanti a un'inevitabilità biblica, sta quasi sempre nelle mani degli ignari, degli incuranti, dei disgraziati, di coloro che sono pronti a svenderlo senza ricavarne nessun profitto, che se ne dimenticano come di una bicicletta con cui si è tanto corso in quell'ultima estate. Pochissimi sono capaci di costruire una carriera sul puro talento, diceva, di solito sono i mediamente dotati ad andare avanti, E determinati, quelli abituati al sacrificio e familiari con la delusione, gli ostinati e i pedanti. Gli ambiziosi, senza dubbio. Raramente un grande talento si accompagna a una grande ambizione. I benedetti dal talento arrivano molto in alto con troppa naturalezza, non imparano sotterfugi e colpi bassi, E poi si trovano impreparati: ci restano male appena subiscono un fallo o sono derubati di un'idea o li atterrano in modo sleale, finiscono per abbandonare il campo con quella grazia stupida che è la loro maledizione.”

“Per morire non è necessario fare nulla. Possiamo restare nascosti tutta la vita in un armadio sotto le scale e ci troverà comunque, la morte: si presenterà avvolta in un mantello che la rende invisibile e agiterà una bacchetta magica, portandoci via in un lampo quando meno ce lo aspettiamo. Cancellerà ogni traccia della nostra esistenza su questa Terra e lo farà gratuitamente. Non chiederà nulla in cambio. Si inchinerà al nostro funerale e accetterà gli elogi per aver compiuto bene il suo lavoro, poi scomparirà. Vivere è un po' più complicato. C'è una cosa che dobbiamo sempre fare. Respirare. Inspira ed espira: ogni singolo giorno, in ogni ora, minuto e secondo dobbiamo farlo, che ci piaccia o meno. Anche mentre pensiamo di soffocare speranze e sogni, comunque respiriamo. Anche mentre appassiamo e vendiamo la nostra dignità all'uomo nell'angolo, comunque respiriamo. Respiriamo quando abbiamo torto, respiriamo quando abbiamo ragione, respiriamo perfino mentre precipitiamo nel baratro verso una fine prematura. Non si può evitare.”

“Resistere. Nessun singolo istante di quel dolore era insopportabile. Eccolo qua un secondo: lo aveva sopportato. Insopportabile era il pensiero di tutti gli istanti in fila, uno dietro l'altro, splendenti. E la proiezione della paura futura [...]. Ma niente di tutto questo è vero, ora. [...] Poteva accovacciarsi nello spazio tra due battiti del cuore e fare di ogni battito un muro e vivere là dentro. Non permettere alla sua testa di guardare sopra il muro. La cosa insopportabile è cosa ne penserebbe la sua testa. Cosa potrebbe raccontargli la sua testa se guardasse al di là del muro. Ma potrebbe scegliere di non ascoltarla.”

“È stata una sua scelta... E non ti sbagliare: scegliere non vuol dire rinunciare. Al contrario. Scegliere vuol dire essere liberi, liberi anche di non essere quello che gli altri vogliono che siamo, liberi anche di sciupare il talento con cui siamo nati, liberi anche di lasciar fuggire gli amori che la vita liberi anche di lasciar fuggire gli amori che la vita ci sventola sotto il naso.”

“Non capii mai che cosa mi avesse lasciato quel contatto. A volte le persone riescono a toccarsi così tanto, a guardarsi dentro con delle lenti di ingrandimento che lasciano vedere tutto quello che accumulano, con la cura dei collezionisti e il fetore delle discariche, montagne di spazzatura e librerie piene di storie incredibili da raccontare.”