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Perdono Quotes

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Perdono Quotes

“L’amore dovrebbe essere silenzio e accettazione, donazione totale. Invece lasciamo entrare paure, insicurezze, gelosia, senso del possesso. L’amore è una cosa seria. In questo libro (La voce degli uomini freddi) do speranza, perché se c’è, dura, ma lo dobbiamo far durare noi. Eliminando, scrollandoci via queste scorie di ruggini paurose come il cane si scrolla l’acqua di dosso e allora rimane l’osso di questo amore. Ci possono essere scontri, ma vanno aggiustati, va detta quella parolina ‘perdono’ che non si sente più.”

“Nei riguardi dei condannati a morte, la tradizione prescrive un austero cerimoniale, atto a mettere in evidenza come ogni passione e ogni collera siano ormai spente, e come l'atto di giustizia non rappresenti che un triste dovere verso la società, tale da potere accompagnarsi a pietà verso la vittima da parte dello stesso giustiziere. Si evita perciò al condannato ogni cura estranea, gli si concede la solitudine, e, ove lo desideri, ogni conforto spirituale, si procura insomma che egli non senta intorno a sé l'odio o l'arbitrio, ma la necessità e la giustizia, e, insieme con la punizione, il perdono. Ma a noi questo non fu concesso, perché eravamo troppi, e il tempo era poco, e poi, finalmente, di che cosa avremmo dovuto pentirci, e di che cosa venir perdonati?”

“Se fosse ancora vivo, tornerei da lui a chiedergli perdono; perché so cosa significa essere vecchi e soli e amareggiati. Sì, cara, perché più invecchiamo, più finiamo col somigliare ai nostri antenati. Ogni giorno che passa, la sua ferocia cresce dentro di me. Da giovani crediamo di essere tanto speciali, siamo convinti che nessuno possa capirci; ma la natura ce l'abbiamo nel sangue, e resta sempre qui, in attesa, come il nostro scheletro.”

“Il pensiero che mi aveva quasi fatto svenire - che anche chi aveva ucciso Gigi non era solo un assassino - era diventato una certezza. Che diritto avevo io , allora, di relegare i responsabili della morte di mio marito a quell'unico ruolo, a quell'unico istante della loro esistenza? Quegli uomini erano stati anche altre cose, sicuramente buone. Il periodo orribile della loro vita in cui avevano immaginato, organizzato e poi realizzato l'omicidio di Gigi non poteva definirli per sempre. Mi sono resa conto che quello che stavo facendo con loro era l'esatto contrario di quello che loro avevano fatto con mio marito. Mentre loro avevano disumanizzato Gigi, con gli slogan, gli articoli, le scritte sui muri, riducendolo a un simbolo da abbattere, io staccavo le loro figure dall'album della storia, le mettevo nella vita, nel mondo, nelle relazioni con gli altri. Li rendevo, e vedevo, esseri umani.”

“Avevo chiesto di parlare con quei tre uomini, detenuti per gravi reati di sangue, perchè mi interessava capire che cosa avesse mosso il loro cambiamento. Tutti e tre, con parole diverse, mi hanno raccontato di aver provato la disperazione nera e feroce e la sensazione di non avere una via d'uscita. Ascoltando le loro parole ho provato una grande vergogna: avevo creduto che Dio fosse venuto da me perchè ero una povera vedova, una vittima. E invece era andato anche da loro, gli assassini, i carnefici. Mi hanno parlato poi del perdono che si stavano preparando a chiedere alle famiglie delle vittime dei loro crimini. Quell'incontro mi ha fatto capire che tra il mio perdono e il loro non c'è nessuna differenza, perchè il perdono è come un ponte, c'è chi lo percorre partendo da una parte e chi dall'altra, ma a metà strada ci si incontra e ci si riconosce.”