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Quote by Willa Cather

“Se fosse ancora vivo, tornerei da lui a chiedergli perdono; perché so cosa significa essere vecchi e soli e amareggiati. Sì, cara, perché più invecchiamo, più finiamo col somigliare ai nostri antenati. Ogni giorno che passa, la sua ferocia cresce dentro di me. Da giovani crediamo di essere tanto speciali, siamo convinti che nessuno possa capirci; ma la natura ce l'abbiamo nel sangue, e resta sempre qui, in attesa, come il nostro scheletro.”

Quote by Willa Cather

Work

My Mortal Enemy

My Mortal Enemy is a novel by Willa Cather that delves into the psychological dynamics of a relationship between a man and a woman, focusing on the gradual erosion of love and the emergence of deep-seated animosity. The story follows the couple through their life together, revealing how initial passion gives way to bitterness and conflict. Cather's narrative examines themes of pride, sacrifice, and the often-unspoken tensions that can define intimate partnerships, offering a poignant reflection on the human capacity for both devotion and enmity within the closest of bonds. more

Author

Willa Cather
Willa Cather

American author known for her depictions of the American Midwest. Cather's works often feature female protagonists, showcasing their resilience and growth in challenging environments. Her notable works include 'My Ántonia' and 'O Pioneers!' more

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“Il pensiero che mi aveva quasi fatto svenire - che anche chi aveva ucciso Gigi non era solo un assassino - era diventato una certezza. Che diritto avevo io , allora, di relegare i responsabili della morte di mio marito a quell'unico ruolo, a quell'unico istante della loro esistenza? Quegli uomini erano stati anche altre cose, sicuramente buone. Il periodo orribile della loro vita in cui avevano immaginato, organizzato e poi realizzato l'omicidio di Gigi non poteva definirli per sempre. Mi sono resa conto che quello che stavo facendo con loro era l'esatto contrario di quello che loro avevano fatto con mio marito. Mentre loro avevano disumanizzato Gigi, con gli slogan, gli articoli, le scritte sui muri, riducendolo a un simbolo da abbattere, io staccavo le loro figure dall'album della storia, le mettevo nella vita, nel mondo, nelle relazioni con gli altri. Li rendevo, e vedevo, esseri umani.”

“Avevo chiesto di parlare con quei tre uomini, detenuti per gravi reati di sangue, perchè mi interessava capire che cosa avesse mosso il loro cambiamento. Tutti e tre, con parole diverse, mi hanno raccontato di aver provato la disperazione nera e feroce e la sensazione di non avere una via d'uscita. Ascoltando le loro parole ho provato una grande vergogna: avevo creduto che Dio fosse venuto da me perchè ero una povera vedova, una vittima. E invece era andato anche da loro, gli assassini, i carnefici. Mi hanno parlato poi del perdono che si stavano preparando a chiedere alle famiglie delle vittime dei loro crimini. Quell'incontro mi ha fatto capire che tra il mio perdono e il loro non c'è nessuna differenza, perchè il perdono è come un ponte, c'è chi lo percorre partendo da una parte e chi dall'altra, ma a metà strada ci si incontra e ci si riconosce.”

“In melodies of longing, my heart does play, A saxophonist's soul, in love's ballet. Our meetings planned, yet fate intervenes, A cosmic dance, behind the scenes. His saxophone whispers in the midnight air, Each note a promise, a love affair. Yet life's interruptions, a relentless rhyme, But through the strains, love stands the test of time. In dreams, I see his star ascending high, Prosperity blooms beneath the sky. His saxophone weaves dreams untold, A symphony of success, a story to unfold. I yearn for his pain to gently sway, In the cadence of a brighter day. For within my love, a healing balm, To soothe his soul, bring tranquil calm. As dreams align, and stars align, May his saxophone play a melody divine. In the crescendo of life, may joy take flight, And love's song serenade the darkest night.”