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Sopravvivere Quotes

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Sopravvivere Quotes

“Tu dici che qualcosa sta finendo, ma non è vero. Ci sono cose che non finiscono mai. Mi parli di sopravvivenza? Io lotto per la sopravvivenza. Perché Brokilon dura grazie alla mia lotta, perché gli alberi vivono più a lungo degli uomini, basta solo proteggerli dalle vostre scuri. Mi parli di re e principi. Chi sono? Quelli che conosco io sono scheletri bianchi che giacciono nelle necropoli di Craag An, nel fitto del bosco. In sepolcri di marmo, su mucchi di metallo giallo e ciottoli luccicanti. Ma Brokilon dura, gli alberi stormiscono sulle rovine dei palazzi, le radici spezzano il marmo. Il tuo Venzlav ricorda chi erano questi re? E tu lo ricordi, Gwynbleidd? In caso contrario, come puoi affermare che qualcosa stia finendo? Come fai a sapere chi è destinato allo sterminio e chi all'eternità? Cosa ti autorizza a parlare di destino? Sai almeno che cos'è il destino?”

“D’Agata non aveva tempo di sognare, perché era ossessionato dal terrore delle cimici. Queste incomode compagne non piacevano a nessuno, naturalmente; ma tutti avevamo finito col farci l’abitudine. Non erano poche e sparse, ma un esercito compatto, che col sopraggiungere della primavera aveva invaso tutti i nostri giacigli: stavano annidate di giorno nelle fenditure dei muri e delle cuccette di legno, e partivano in scorreria non appena cessava il tramestio del giorno. A cedere loro una piccola porzione del nostro sangue, ci saremmo rassegnati di buon grado: era meno facile abituarsi a sentirle correre furtive sul viso e sul corpo, sotto gli abiti. Potevano dormire tranquilli solo quelli che avevano la fortuna di godere di un sonno pesante, e che riuscivano a cadere nell’incoscienza prima che quelle altre si risvegliassero. D’Agata, che era un minuscolo, sobrio, riservato e pulitissimo muratore siciliano, si era ridotto a dormire di giorno, e passava le notti appollaiato sul letto, guardandosi intorno con occhi dilatati dall’orrore, dalla veglia e dall’attenzione spasmodica. Teneva stretto in mano un aggeggio rudimentale, che si era costruito con un bastoncello e un pezzo di rete metallica, e il muro accanto a lui era coperto di una lurida costellazione di macchie sanguigne. In principio queste sue abitudini erano state derise: aveva forse la pelle più fina di noi altri? Ma poi la pietà aveva prevalso commista con una traccia di invidia; perché, fra tutti noi, D’Agata era il solo il cui nemico fosse concreto, presente, tangibile, suscettibile di essere combattuto, percosso, schiacciato contro il muro.”

“«Perché non è un momento solo della vita a definire una persona», rispose Li Min. «Senza errori, senza sbagliare i calcoli, rimarremmo immobili. Non è una cosa vergognosa essere battuti da numeri superiori, non quando hai avuto almeno abbastanza coraggio da provarci. E una cicatrice o una ferita non devono farti disperare, perché sono il segnale che sei stata abbastanza forte da sopravvivere.»”

“Quello che cerchi è il significato: una vita che abbia un signficato. C'è l'hap, il fato, la giocata che è tua e non è prefissata, ma cambiare il corso del fiume, o dare nuove carte, qualunque sia la metafora che prefirisci usare, richiederà un sacco di energie. Ci saranno volte in cui andrà così male che sopravviverai a malapena e volte in cui capirai che sopravvivere a malapena secondo i tuoi parametri è molto meglio che vivere una pomposa vita a metà secondo i parametri degli altri.”