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Miecz przeznaczenia

Book by Andrzej Sapkowski · 6 quotes · Bene, Destino, Fantasy

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Miecz przeznaczenia Quotes

“Tu dici che qualcosa sta finendo, ma non è vero. Ci sono cose che non finiscono mai. Mi parli di sopravvivenza? Io lotto per la sopravvivenza. Perché Brokilon dura grazie alla mia lotta, perché gli alberi vivono più a lungo degli uomini, basta solo proteggerli dalle vostre scuri. Mi parli di re e principi. Chi sono? Quelli che conosco io sono scheletri bianchi che giacciono nelle necropoli di Craag An, nel fitto del bosco. In sepolcri di marmo, su mucchi di metallo giallo e ciottoli luccicanti. Ma Brokilon dura, gli alberi stormiscono sulle rovine dei palazzi, le radici spezzano il marmo. Il tuo Venzlav ricorda chi erano questi re? E tu lo ricordi, Gwynbleidd? In caso contrario, come puoi affermare che qualcosa stia finendo? Come fai a sapere chi è destinato allo sterminio e chi all'eternità? Cosa ti autorizza a parlare di destino? Sai almeno che cos'è il destino?”

“«Signore, avete tutta la coscia gonfia. E la febbre vi consuma...» «Vada a farsi fottere la febbre. Yurga?» «Sì, signore?» «Ho dimenticato di ringraziarti...» «Non siete voi che dovete ringraziare, signore, ma io. Siete stato voi a salvarmi la vita, a ridurvi così per difendermi. E io? Io che cosa ho fatto? Ho medicato un uomo ferito e privo di sensi, l'ho caricato sul carro, non l'ho lasciato crepare? È una cosa normale, signor strigo.» «Non poi così normale, Yurga. Sono già stato abbandonato... in simili situazioni... come un cane...» Il mercante, la testa bassa, rimase in silenzio. «Eh, sì, viviamo in un mondo schifoso. Ma non è una buona ragione perché facciamo tutti gli schifosi. Abbiamo bisogno del bene. A me lo ha insegnato mio padre e io lo insegno ai miei figli.»”

“«Che ne dite? Sul ponte mi avete strappato una promessa. Vi premeva avere un bambino da prendere con voi come apprendista strigo, nient'altro. Perché quel bambino dovrebbe essere inatteso? Perché non potrebbe essere il contrario? Io ne ho due, che uno dei due studi da strigo. È un mestiere come un altro. Né migliore né peggiore.» «Sei sicuro che non sia peggiore?» chiese piano Geralt. Yurga socchiuse gli occhi. «Difendere la gente, salvare loro la vita, a vostro parere è una cosa buona o cattiva? Quei quattordici sull'altura, e voi sul ponte, che cosa avete fatto, del bene o del male?» «Non lo so, Yurga. A volte mi sembra di saperlo. Vorresti che tuo figlio avesse certi dubbi?» «Che li abbia pure. Perché sono una cosa umana e buona», rispose il mercante con aria seria. «Che cosa?» «I dubbi. Solo il male, signor Geralt, non ne ha mai. Ma nessuno sfugge al proprio destino.»”