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Black Dagger Brotherhood Collection

Book by J.R. Ward · 14 quotes · Amore, Denti, Innamorato

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Black Dagger Brotherhood Collection Quotes

“Il paziente, intanto, fece un bel respiro tutto da solo. Poi un altro. E un altro ancora. Poi quegli inquietanti occhi di diamante si posarono su di lei, e Jane smise di divincolarsi come soggiogata dalla sua forza di volontà. Ci fu un attimo di silenzio. Poi, in tono aspro, l'uomo a cui lei aveva salvato la vita pronunciò quattro parole che cambiarono tutto, cambiarono la sua vita, cambiarono il suo destino: «Lei. Viene. Con. Me.»”

“Zsadist scese dall'auto e girò intorno al baule. Dopo un secolo in cui per scelta era sempre stato a stecchetto, adesso aveva messo su dodici chili abbondanti sui suoi quasi due metri di altezza. La cicatrice in faccia restava evidente, così come le fasce che gli avevano tatuato intorno al collo e ai polsi quand'era uno schiavo di sangue, ma grazie a Bella, la sua shellan, i suoi occhi non erano più due pozzi neri d'odio. Quasi più.”

“Le si raggelò il sangue nelle vene. Zanne. Due lunghi canini spiccavano in mezzo agli altri denti. Aveva le zanne. Doveva essersi lasciata sfuggire un'esclamazione perché lui farfugliò: «Te l'avevo detto di non guardare.» «Dio santo» mormorò lei. «Dimmi che sono finte.» «No, non lo sono.» Mary indietreggiò lentamente fino a toccare il muro. «Ma tu che cosa... sei?» chiese con voce strozzata. «Niente sole. Strani dentacci.» Rhage trasse un profondo respiro. «Prova un po' a indovinare.»”

“Il timbro tenorile era così terso, così puro da far venire la pelle d'oca, e riempiva i petti di un calore struggente. Le dolci note musicali sollevavano il soffitto con la loro gloriosa magnificenza, trasformando la stanza in una cattedrale e i fratelli in un tabernacolo. Il paradiso era lì, a portata di mano. Sembrava quasi di poter toccare il cielo con un dito. Era Zsadist. A occhi chiusi, con il capo reclinato all'indietro e la bocca spalancata, cantava. Lo sfregiato, quello senz'anima, aveva la voce di un angelo.”

“«Passare del tempo con te è come guardare la vernice che si asciuga.» La voce di Lassiter riecheggiò fino alle stalattiti appese all'alta volta della Tomba. «Senza neanche che la casa migliori. Il che è una tragedia, visto com'è questo posto. Voi ragazzi avete sempre un debole per le tinte fosche? Mai sentito parlare dell'Ikea?» «Noi siamo vampiri», disse Tohr. «Mica fatine.»”

“Guardando il bel viso del suo migliore amico, Qhuinn ebbe la sensazione di conoscere da sempre quei capelli rossi, quegli occhi azzurri, quelle labbra, quella mascella. E fu proprio in virtù della loro lunga storia in comune che cercò qualcosa da dire, qualcosa in grado di riportarli al punto di partenza. Tutto ciò che gli venne in mente fu... Mi manchi. Mi manchi talmente tanto che sto male, ma non so come trovarti, anche se sei qui davanti a me.”