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Quote by J.R. Ward

“Wrath sapeva di aver stampato in faccia uno stupido sorriso soddisfatto e che per questo i fratelli lo avrebbero sfottuto alla grande. Ma non gli importava. Stava per avere una shellan. Stava per sposarsi. E loro potevano andare all’inferno.”

Quote by J.R. Ward

Work

Black Dagger Brotherhood Collection

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Author

J.R. Ward
J.R. Ward

J.R. Ward is an American novelist known for her vampire series novels. Her works blend romance, suspense, and fantasy elements, and have gained widespread popularity among readers. more

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“Il paziente, intanto, fece un bel respiro tutto da solo. Poi un altro. E un altro ancora. Poi quegli inquietanti occhi di diamante si posarono su di lei, e Jane smise di divincolarsi come soggiogata dalla sua forza di volontà. Ci fu un attimo di silenzio. Poi, in tono aspro, l'uomo a cui lei aveva salvato la vita pronunciò quattro parole che cambiarono tutto, cambiarono la sua vita, cambiarono il suo destino: «Lei. Viene. Con. Me.»”

“Cristo, il fato ci sapeva fare quando doveva darti una lezione, anche se ti accorgevi sempre troppo tardi di averne bisogno: aveva passato decisamente troppo tempo ripiegato su se stesso, a rimuginare sul suo difetto fisico e sulla delusione che rappresentava per la sua famiglia e per la società. Per un sacco di tempo era stato un casino ambulante, un groviglio inestricabile, e Blay, che gli voleva bene, era stato risucchiato nel vortice.”

“«Ehilà, reginetta di bellezza, sei pronta?» la voce di Rhage lo raggiunse in bagno. «O hai in mente di depilarti le sopracciglia?» Qhuinn diede una rapida controllata alle basette con la mano. A posto. «Vaffanculo, Hollywood», strillò al di sopra del getto d'acqua. Chiuse il rubinetto e uscì dalla doccia, asciugandosi mentre tornava in camera da letto. Ritto accanto a un Tohr tutto sorridente, Rhage teneva le braccia dietro la schiena. «Bel modo di parlare al tuo cazzo di stilista.» Qhuinn li guardò torvo. «Se lì dietro avete un tessuto hawaiano vi uccido.» Rhage guardò Tohr, sogghignando. Quando l'altro fratello annuì, Hollywood tirò fuori quello che nascondeva dietro il corpo mastodontico. Qhuinn rimase impietrito. «Un momento… quello è uno…» «Smoking, credo che si chiami così», lo interruppe Rhage. «S–M–O–K–I–N–G.» «È della tua taglia», disse Tohr. «E Butch dice che lo stilista è il migliore su piazza.» «Ha lo stesso nome di un'automobile», bofonchiò Rhage. «Non ci si crede… uno tutto pieno di sé, con la puzza sotto il naso…» «Ehi, avete visto anche voi Honey Boo Boo?» chiese Lassiter, piombando nella stanza. «Woooow, bello smoking…» «Solo perché insisti ad accendere la tele su quell'orrore di reality nella sala del biliardo.» Hollywood si voltò proprio mentre V entrava dietro l'angelo. «Qhuinn non sapeva nemmeno cos'era, Vishous.» «Lo smoking?» V si accese una delle sue sigarette rollate a mano. «Per forza. È un vero maschio.» «Allora vuol dire che Butch è una ragazza», fece notare Rhage. «Perché l'ha comprato lui.» «Ehi, quanta gente, siamo già nel pieno della festa», esclamò Trez, sopraggiungendo insieme ad iAm. «Oh, bello smoking. Non è un Tom Ford?» «Non era un Dick Chrysler?», scherzò Rhage. «O un Harry GM… no, aspetta, questa suona come una battutaccia…» «Meglio che ti vesti, Raperonzolo.» V controllò l'orologio. «Non abbiamo molto tempo.» «Questo sì che è un signor smoking», sentenziò Phury, spalancando la porta insieme a Z. «Ne ho uno identico.» «Fritz ha già acceso le candele», annunciò Rehv alle spalle dei gemelli. «Ehi, bello smoking. Ne ho uno identico.» «Anch'io», ribadì Phury. «Il taglio è fantastico, vero?» «Le spalle, giusto? Tom Ford è il migliore…» Un pandemonio. Totale. Assoluto. Osservando la scena, con tutti quei vampiri che parlavano uno sopra l'altro, dandosi il cinque e scambiandosi pacche sul sedere, Qhuinn rimase per un attimo senza fiato. Poi abbassò gli occhi sull'anello che gli aveva regalato Blay. Avere una famiglia era… proprio, incredibilmente meraviglioso. «Grazie», disse piano. Tutti si bloccarono di colpo, voltandosi verso di lui e guardandolo, immobili, in perfetto silenzio. Fu Z a prendere la parola, con gli occhi gialli che brillavano. «Mettiti il vestito della festa. Ci vediamo giù di sotto, playboy.» Le pacche sulle spalle si sprecarono via via che tutti, uscendo, lo salutavano. Poi Qhuinn rimase da solo con il suo smoking. «Coraggio, diamoci una mossa», disse all'abito.”

“Più tardi, molto più tardi, lui si sarebbe ricordato di quel momento tra loro…sembrava dover durare per sempre, allungarsi verso l’infinito. Tutti i dettagli si impressero nella sua memoria, dalla scintilla nei suoi occhi alla lucentezza dei capelli, dal modo in cui sorrideva al rossore sulle guance. I ricordi diventano speciali quando sono tutto quello che ti rimarrà dell’amata.”

“Rimasero così per un tempo interminabile, lui a fissare il pavimento, lo sguardo di lei verso il soffitto. Poi, nel silenzio, lui si rese conto che avevano raggiunto il punto più alto della consapevolezza di chi erano come individui e cosa significavano insieme. Era l’essenza di entrambi: i loro sbagli, percepiti e veri, erano sul tavolo, non avevano più segreti, e la loro eternità era ancora intatta.”