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Quote by Federica Manzon

“A mezza strada tra i miei due cari amici, finisco i miei bicchieri con in testa il ritornello di mio nonno, che per trent'anni aveva allenato la squadra di baseball della base americana: il vero talento, mi ripeteva scuotendo la testa come davanti a un'inevitabilità biblica, sta quasi sempre nelle mani degli ignari, degli incuranti, dei disgraziati, di coloro che sono pronti a svenderlo senza ricavarne nessun profitto, che se ne dimenticano come di una bicicletta con cui si è tanto corso in quell'ultima estate. Pochissimi sono capaci di costruire una carriera sul puro talento, diceva, di solito sono i mediamente dotati ad andare avanti, E determinati, quelli abituati al sacrificio e familiari con la delusione, gli ostinati e i pedanti. Gli ambiziosi, senza dubbio. Raramente un grande talento si accompagna a una grande ambizione. I benedetti dal talento arrivano molto in alto con troppa naturalezza, non imparano sotterfugi e colpi bassi, E poi si trovano impreparati: ci restano male appena subiscono un fallo o sono derubati di un'idea o li atterrano in modo sleale, finiscono per abbandonare il campo con quella grazia stupida che è la loro maledizione.”

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Work

La nostalgia degli altri

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Author

Federica Manzon

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“Io non avevo scelta. A 22 anni, la mia nazione non mi dava modo di realizzare il mio sogno. Non era il giusto periodo storico. Non allora. Ma sapevo che sarebbe arrivato il giorno giusto prima o poi, per viverlo però, dovevo restare in corsa senza sapere per quanto a lungo, per quanto tempo. Così ho fatto il giro alla lunga. Dall'estero all italia, andando a prendermi il mio turno sulla lunga strada verso la felicita'.”

“From the structure of language comes the explanation of why the human spirit is condemned to an odyssey - why it first finds its way to itself only on a detour via a complete externalization in other things and in other humans. Only at the greatest distance from itself does it become conscious of itself in its irreplaceable singularity as an individuated being.”