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Leggere Quotes

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Leggere Quotes

“En resolución, él se enfrascó tanto en su lectura, que se le pasaban las noches leyendo de claro en claro, y los días de turbio en turbio, y así, del poco dormir y del mucho leer, se le secó el cerebro, de manera que vino a perder el juicio. Llenósele la fantasía de todo aquello que leía en los libros, así de encantamientos, como de pendencias, batallas, desafíos, heridas, requiebros, amores, tormentas y disparates imposibles, y asentósele de tal modo en la imaginación que era verdad toda aquella máquina de aquellas soñadas invenciones que leía, que para él no había otra historia más cierta en el mundo.”

“Quel che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre a una persona cara. Ed è a una persona cara che subito ne parleremo. Forse proprio perché la peculiarità del sentimento, come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire. Amare vuol dire, in ultima analisi, far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo. E queste preferenze condivise popolano l'invisibile cittadella della nostra libertà. Noi siamo abitati da libri e da amici.”

“L’orgasmo scoppiò d’improvviso, come una ventata bollente di scirocco capace di ustionarmi ogni centimetro di pelle. Mossi il bacino contro il suo per prendermi fino all’ultima goccia di quel piacere e lo strinsi a me per nascondere il viso nell’incavo fra il suo collo e la spalla. L’odore di fresco m’invase, prolungando di qualche istante quell’attimo intenso.”

“Le passioni umane sono una cosa misteriosa. Coloro che ne vengono colpiti non le sanno spiegare, e coloro che non hanno mai provato nulla di simile non le possono comprendere. Ci sono persone che metto in gioco la loro esistenza per raggiungere la vetta di una montagna. A nessuno, neppure a se stessi, potrebbero realmente spiegare perchè lo fanno. Altri si rovinano per conquistare il cuore di una persona che non vuole sapere nulla di loro. Altri ancora vanno in rovina perchè non sanno resistere ai piaceri della gola o alla bottiglia. Alcuni buttano i loro beni nel gioco oppure sacrificano ogni cosa per un'idea che mai potrà diventare realtà. Altri credono di poter essere felici sono in un posto diverso da quello in cui vivono e così passano la vita girando il mondo. Insomma ci sono tante e diverse passioni, quante e diverse sono le passioni. Per lei la passione erano i libri.”

“Ho da poco scoperto che la mia amica Mary, quando finisce un libro, fa passare qualche giorno prima di cominciarne un altro - vuole dare all'ultima lettura un po' più di respiro, prima che venga soffocata dalla prossima. È una cosa sensata, e mi sembra una linea di comportamento assolutamente lodevole. Noi che leggiamo nevroticamente, tuttavia - per scongiurare la noia e il timore dell'ignoranza e della nostra morte imminente - non possiamo permetterci di farlo.”

“Il libro si adatta alla mano, si adatta all'individuo. Il modo in cui tieni in mano un libro e giri le pagine, mani e occhi, i movimenti meccanici per rastrellare la ghiaia su una calda strada di campagna, i segni sulla pagina, e come una pagina è uguale alla successiva eppure completamente diversa, le vite nei libri, le colline che diventano verdi, vecchie colline ondulate che ti facevano sentire che stavi diventando un altro.”

“Per lui siamo diventati narratori. Dal primo sbocciare in lui del linguaggio abbiamo incominciato a raccontargli delle storie. Era un talento che ignoravamo di avere. Ma il suo piacere ci ispirava, la sua felicità ci dava le ali. Per lui abbiamo moltiplicato i personaggi, concatenato gli episodi, raffinato gli accorgimenti. Come il vecchio Tolkien con i suoi nipotini, gli abbiamo inventato un mondo. Al confine fra il giorno e la notte, siamo diventati il suo romanziere. Se invece non abbiamo avuto questo talento, se gli abbiamo raccontato le storie degli altri, e anche piuttosto male, cercando le parole, storpiando i nomi propri, confondendo gli episodi, unendo l'inizio di un racconto con la fine di un altro, poco importa... E anche se non abbiamo raccontato affatto, se ci siamo limitati a leggere a voce alta, eravamo il suo romanziere, il narratore unico grazie al quale ogni sera lui si infilava nel pigiama del sogno prima di scomparire sotto le lenzuola della notte. O meglio eravamo il Libro. Ricordatevi di quell'intimità così ineguagliabile.”

“Ti do un consiglio: quando sei giovane e ti capita di leggere qualcosa che non ti piace affatto, mettilo da parte e rileggilo tra tre anni dopo. Se ancora non ti piace, rileggilo dopo altri tre anni. E quando sei giovane - quando arrivi ai cinquant'anni come me - rileggerai il libro che ti è piaciuto in assoluto di meno.”

“Ho cominciato a scrivere in un ambiente in cui dovevo farlo con pudore. Scrivere, allora, era un impegno morale. Adesso scrivere sembra spesso non sia più niente. Talvolta me ne rendo conto: scrivere, o è mescolare tutto in un viaggio che ha per destinazione la vanità e il vento, o non è niente ; o si mescola tutto in una unità per sua natura indefinibile, o si fa soltanto della pubblicità. Ma molto spesso non ho un'opinione, vedo che tutti gli spazi sono aperti, come se non ci fossero pareti, come se lo scritto non sapesse più dove andare per nascondersi, per strutturarsi, per leggersi, come se la sua fondamentale sconvenienza non venisse più rispettata, e subito dopo non ci penso più.”

“Se i libri parlassero, non ci sarebbero tanti sordi in giro. Quello che lei deve fare, Fernandito, è cominciare a evitare che gli altri le scrivano i dialoghi. Usi la testa che Dio le ha piazzato sulle cervicali e si scriva da sé il libretto, perché la vita è piena di trafficanti avidi di riempire la testa del rispettabile pubblico con le stupidaggini che gli convengono per continuare a tenersi in groppa all'asino e con la carota in resta.”

“„Leggere vuol dire sottrarsi. Rendersi irreperibili. Sarebbe già diverso» disse Sir Kevin «se come passatempo fosse meno… egoistico». «Egoistico?». «Forse dovrei dire solipsistico». «E allora lo dica». Al che Sir Kevin si lanciò. «Se potessimo veicolare le sue letture per uno scopo più ampio: acculturare il paese, ad esempio, per promuovere la lettura fra i giovani.”

“L’attrattiva della letteratura, rifletté, consisteva nella sua indifferenza, nella sua totale mancanza di deferenza. I libri se ne infischiavano di chi li leggeva; se nessuno li apriva, loro stavano bene lo stesso. Un lettore valeva l’altro e lei non faceva eccezione. La letteratura, pensò, è un commonwealth; le lettere sono una repubblica. In realtà quell’espressione, la repubblica delle lettere, l’aveva già sentita nei discorsi dei rettori, alle lauree ad honorem e simili, senza aver mai capito bene cosa significasse. All’epoca aveva ritenuto leggermente offensivo qualsiasi riferimento a una qualunque repubblica; se poi il riferimento avveniva in sua presenza, come minimo lo considerava una mancanza di tatto. Solo adesso afferrava il senso di quell’espressione. I libri non sono per nulla ossequiosi. Tutti i lettori sono uguali, e questo le risvegliò un ricordo di quand’era bambina.”

“Ma ora che era passata ai libri veri, che non avevano figure, ma lunghe storie che richiedevano settimane per essere lette per intero, aveva capito che era molto difficile, alla fine, tornare alla vita di tutti i giorni, non sapere più niente di tutti i personaggi che li popolavano, non dover rubare ogni minuto libero per scappare da loro e scoprire...quel che sarebbe successo dopo.”

“Per fortuna, alcuni hanno messo nero su bianco quei loro turbamenti. Imparerai da loro… se vuoi. Proprio come un giorno, se tu avrai qualcosa da dare, altri impareranno da te. È una bella intesa di reciprocità. E non è istruzione. È storia. È poesia.”

“Anch'io sento il bisogno di rileggere i libri che ho già letto, ma ad ogni rilettura mi sembra di leggere per la prima volta un libro nuovo. Sarò io che continuo a cambiare e vedo cose di cui prima non m'ero accorto? Oppure la lettura è una costruzione che prende forma mettendo insieme un gran numero di variabili e non può ripetersi due volte secondo lo stesso disegno? Ogni volta che cerco di rivivere l'emozione di una lettura precedente, ricavo impressioni diverse e inattese, e non ritrovo quelle di prima. [...] La conclusione a cui sono arrivato è che la lettura è un'operazione senza oggetto; o che il suo vero oggetto è se stessa. Il libro è un supporto accessorio o addirittura un pretesto.”

“Imparai tutte, o quasi tutte, le cose più importanti che erano state pensate e scritte prima della mia nascita; mi abituai a guardare il mondo con cento occhi, anziché con i miei due soli, e a sentire nella mia testa cento pensieri diversi, anziché il mio solo pensiero. Diventai consapevole di me stesso e degli altri. Gli uomini, senza la lettura, non conoscono che una piccolissima parte delle cose che potrebbero conoscere.”

“Lei non è particolarmente sveglio, eh? Crede dunque che siano i libri 'a messaggio' a poter cambiare un individuo? Invece sono quelli che lo cambiano di meno. No, i libri che segnano e che trasformano sono gli altri, i libri di desiderio, di piacere, i libri di genio e soprattutto i libri di bellezza. [...] Non si è mai più gli stessi dopo aver letto un libro, anche se modesto.”

“Quando lèggi inganni i tuoi occhi, perché raccolgono le parole dalla pagina ma guardano in altri luoghi; inganni le orecchie, perché non riescono più ad ascoltare i rumori che arrivano dall’esterno; solo le voci e i suoni della storia. Quando lèggi il tuo spirito vola, e la cosa esilarante è che lo fa usando le ali di qualcuno che ha volato per te, e ha affrontato la fatica di tradurre in parole ciò che ha visto. Ogni scrittore impara presto a spegnere i sensi e a far volare la storia. Ad ascoltarne il vento.”