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Amélie Nothomb Quotes

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Famous Amélie Nothomb Quotes

“Il existe depuis très longtemps une immense secte d'imbéciles qui opposent sensualité et intelligence. C'est un cercle vicieux : ils se privent de volupté pour exalter leurs capacités intellectuelles, ce qui a pour résultat de les appauvrir. Ils deviennent de plus en plus stupides, ce qui les conforte dans leur conviction d'être brillants - car on n'a rien inventé de mieux que la bêtise pour se croire intelligent. La délectation rend humble et admiratif envers ce qui l'a rendue possible, le plaisir éveille l'esprit et le pousse tant à la virtuosité qu'à la profondeur. C'est une si puissante magie qu'à défaut de volupté, l'idée de volupté suffit. Du moment qu'existe cette notion, l'être est sauvé. Mais la frigidité triomphante se condamne à la célébration de son propre néant. On rencontre dans les salons des gens qui se vantent haut et fort de s'être privés de tel ou tel délice pendant vingt-cinq ans. On rencontre aussi de superbes idiots qui se glorifient de ne jamais écouter de musique, de ne jamais ouvrir un livre ou de ne jamais aller au cinéma. Il y a aussi ceux qui espèrent susciter l'admiration par leur chasteté absolue. Il faut bien qu'ils en tirent vanité : c'est le seul contentement qu'ils auront dans leur vie.”

“Humanity’s elite were little girls. Humanity existed so that they could exist. ¶ Women and buffoons were crippled. Their bodies contained errors of construction that could inspire no other reaction but laughter. ¶ Only little girls were perfect. Nothing stuck out from their bodies, no grotesque appendages, no idiotic protuberances. They were of marvelous design, streamlined to present no resistance to life. ¶ Of no material utility, they were the most necessary of all because they embodied humanity’s beauty – its real beauty, that which makes living a summer breeze, where nothing clashes and the body is pure celebration from head to foot. One has to have been a little girl to know how exquisite it is to have a body.”

“Ante el descubrimiento de este futuro expolio, sólo existen dos actitudes posibles: o bien uno decide no encariñarse con las personas y las cosas, con el fin de que la amputación no resulte tan dolorosa; o, por el contrario, uno decide amar todavía más a las personas y las cosas, poner toda la carne en el asador, «ya que no estaremos mucho tiempo juntos, te voy a dar en un año todo el amor que te habría podido dar en una vida»”

“The war began in 1972. That was the year I awoke to a profound truth: no one on this earth is indispensable, except the enemy. ¶ Without an enemy, human beings are poor things indeed. Their lives are ordeals, crushed between insignificance and boredom. ¶ The enemy is the Savior. His mere existence is enough to revitalize humanity. Thanks to the enemy, that unfortunate accident called life becomes epic.”

“…this story happened in China to the extent that it was permitted to do so—which is to say very little. ¶ It is a ghetto story, a tale of double exile: exile from our native country (which for me was Japan, since I was convinced that I was Japanese), and exile from China which surrounded us but from which we were cut off, by virtue of our status as profoundly unwanted guests. ¶ Make no mistake, however, in the end, China has the same weight in these pages as the Black Death had in Bocaccio’s Decameron: though hardly mentioned, it RAGES throughout.”

“Lei non è particolarmente sveglio, eh? Crede dunque che siano i libri 'a messaggio' a poter cambiare un individuo? Invece sono quelli che lo cambiano di meno. No, i libri che segnano e che trasformano sono gli altri, i libri di desiderio, di piacere, i libri di genio e soprattutto i libri di bellezza. [...] Non si è mai più gli stessi dopo aver letto un libro, anche se modesto.”

“I libri scritti per pura bontà sono rarissimi. Sono opere che si creano in abiezione e in solitudine, ben sapendo che dopo averle scagliate in faccia al mondo si sarà ancora più soli e più abietti. È normale, la principale caratteristica della gentilezza disinteressata è di essere irriconoscibile, inconoscibile, invisibile, insospettabile, perché un beneficio che dica il suo nome non è mai disinteressato.”

“Uno se cruza a veces con gente que, en voz alta y fuerte, presume de haberse privado de tal o cual delicia durante veinticinco años. También conocemos a fantásticos idiotas que se alaban por el hecho de no haber escuchado jamás música, por no haber abierto nunca un libro o no haber ido nunca al cine. También están los que esperan suscitar admiración a causa de su absoluta castidad. Alguna vanidad tienen que sacar de todo eso: es la única alegría que tendrán en la vida.”

“-Quello che valeva ai suoi tempi vale ancora e varrà sempre: in ogni tempo, il Bello è assai più redditizio del Bene. - Rifletta. Il Bene non lascia alcuna traccia materiale, e dunque nessuna traccia, perché lei sa quanto valga la gratitudine degli uomini. Nulla si dimentica in fretta quanto il Bene. C'è di peggio: nulla passa tanto inosservato quanto il Bene, perché il vero Bene non pronuncia mai il suo nome e, se lo pronuncia, cessa di essere Bene per diventare propaganda. Il Bello invece può durare per sempre: in sè è la sua stessa traccia. Si parla di lui e di coloro che lo hanno servito. Il che dimostra che il Bello e il Bene sono retti da leggi opposte: più si parla del Bello, più diventa bello; più si parla del Bene, meno esso lo è. Insomma, un individuo responsabile che si voti alla causa del Bene fa un cattivo investimento. -Del Male, però, se ne parla! -Ah, certo: il Male è ancora più redditizio del Bello. Quelli che hanno puntato sul Male hanno fatto l' investimento migliore. I nomi dei benefattori del suo tempo sono stati dimenticati da un pezzo; quelli di Stalin o di Mussolini ci suonano ancora familiari. -Già. Lei è di origine svedese. Se fosse stato di origine ebraica, forse il genocidio nazista le sarebbe sembrato una sfida più interessante. - Non ne sarei così sicuro. I popoli ci tengono ai loro antenati martiri. E' la sola aristocrazia che non viene mai contestata. - Sia gentile, parliamo d'altro. La mia capacità di cinismo ha fatto il pieno.”

“Fut-ce le fruit de mon imagination? Il me sembla voir passer sur le visage de notre voisin une expression que j'aurais pu traduire en ces termes: "Pourquoi te donnes-tu tant de mal? J'ai gagné, tu ne peux pas ne pas le savoir. Le simple fait que j'assiège chaque jour ton salon pendant deux heures n'en est-il pas la preuve? Si brillants que soient tes discours, tu ne pourras rien contre cette évidence: je suis chez toi et je t'emmerde.”

“La gente venera la regolarità, ne fa un culto. Ama credere che l'evoluzione sia il risultato di un processo normale e naturale; la specie umana sarebbe dunque governata da una sorta di fatalità biologica interna che l'ha indotta a smettere di camminare a quattro zampe più o meno all'età, o a muovere i primi passi dopo alcuni millenni. Nessuno vuole credere all'imprevisto. Espressione sia di una fatalità esterna, — di per sé già un incomodo — sia del caso, — che è anche peggio — l'imprevisto è bandito dall'immaginario umano. Se qualcuno osasse dire: "È accaduto per caso che all'età di circa un anno io abbia fatto i miei primi passi" oppure: "È stato per puro caso che un bel giorno l'uomo abbia giocato a fare il bipede", sarebbe immediatamente preso per pazzo. La teoria della casualità è inaccettabile perché lascia supporre che le cose sarebbero potute andare diversamente.”

“C'était un grand mystère que l'insomnie. A priori, quelle souffrance y avait il à séjourner durablement dans un lit confortable, même sans dormir ? Pourquoi t devenait on le siège de pensées atroces ? L'explication était celle-ci : l'insomnie consistait en une incarcération prolongée avec son pire ennemi. Ce dernier était la part maudite de soi. Tout le monde n'en était pas pourvu : ainsi, tout le monde ne connaissait pas l'insomnie. Cette malédiction était d'autant plus redoutable qu'elle s'attaquait à des individus plongés dans l'obscurité et donc privés de l'échappatoire du regard. Les médecins conseillent, en cas d'insomnie, de se lever et de s'occuper : c'est ignorer que le plus souvent, l'insomniaque n'en est pas à sa première nuit sans sommeil, il est trop fatigué pour accepter une diversion.”

“- Andiamo al British Museum. Detto fatto. Per non perderci, ci demmo appuntamento a mezzogiorno in Mesopotamia. Non è una cosa da tutti i giorni poter fissare un appuntamento in un posto del genere. In quel tipo di edifici, apprezzo ancora di più l’insieme che il dettaglio. Mi piace passeggiare, senza altra logica che il mio piacere, dall’antico Egitto alle Galapagos passando per Sumer. Ingozzarmi di tutta l’assiriologia mi rimarrebbe sullo stomaco, mentre piluccare qualche carattere cuneiforme a mo’ di aperitivo, rune come antipasto, la stele di Rosetta come piatto principale e delle mani a negativo preistoriche come dessert manda in estasi le mie papille. Quello che non sopporto, nei musei, è il passo lento e solenne che le persone si credono obbligate in cuor loro ad adottare. Quanto a me, mi sposto con passo ginnico, abbracciando con lo sguardo vaste prospettive: che si tratti di archeologia o di pittura impressionista, ho notato i vantaggi di questo metodo. Il primo è evitare l’atroce effetto guida turistica: “Ammirate la bonarietà dello sceicco el-Beled: non vi sembra di averlo incrociato ieri al mercato?” oppure: “Una controversia oppone la Grecia e il Regno Unito a proposito del fregio del Partenone.” Il secondo è concomitante al primo: rende impossibili i commenti all’uscita dal museo. I Bouvard e Pécuchet moderni devono chiudere il becco. Il terzo vantaggio, e non il meno importante per quanto mi riguarda, è che impedisce l’insorgere del terribile mal di schiena museale. Intorno a mezzogiorno, mi resi conto di essermi persa. Affrontai un responsabile in questi termini: – Mesopotamia, please. – Third floor, turn to the left – mi venne risposto nel modo più semplice possibile. E questa è la dimostrazione che ci si sbaglia nel ritenere la Mesopotamia tanto inaccessibile.”

“Society conspires against her from early infancy. Her brain is steadily filled with plaster until it sets: ‘If you’re not married by the time you’re twenty-five, you’ll have good reason to be ashamed’; ‘if you laugh, you won’t look dignified’ ; ‘if your face betrays your feelings, you’ll look coarse’; ‘if you mention the existence of a single body hair, you’re repulsive’ ; ‘if a boy kisses you on the cheek in public, you’re a whore’; if you enjoy eating, you’re a pig’; ‘if you take pleasure in sleeping, you’re no better than a cow’; and so on. These precepts would be merely anecdotal if they weren’t taken so much to heart.”

“Na svete oddávna existuje obrovská sekta hlupákov tvrdiacich, že zmyslovosť je v rozpore s inteligenciou. Je to bludný kruh: nedoprajú si rozkoš, ktorou by zveľaďovali svoje intelektuálne schopnosti, takže im zakrnejú. Sú čoraz hlúpejší, a to ich len uisťuje v presvedčení, že sú skvelí - lebo tým najlepším vynálezom, ako uveriť vo vlastnú inteligenciu, je hlúposť. V salóne možno stretnúť ľudí, ktorí sa hlučne vystatujú tým, že na dvadsaťpäť rokov sa vzdali takej či onakej slasti. Možno stretnúť aj úžasných idiotov, čo sa chvália, že nikdy nepočúvajú hudbu, nečítajú knihy alebo nechodia do kina. Sú aj takí, čo chcú v druhých vzbudiť obdiv absolútnou zdržanlivosťou. Musia na to byť namyslení: je to jediné uspokojenie, ktoré v živote majú.”

“Al parecer, huir es poco glorioso. Lástima, porque es una sensación muy agradable. La huida proporc­iona la más formidable sensación de libertad que se pueda experim­entar. Te sientes más libre huyendo que si no tienes nada de lo que huir. [...] Uno debería tener siempre algo de lo que huir, para cultivar esa maravil­losa posibil­idad. De hecho, siempre hay algo de lo que huir. Aunque sólo sea de uno mismo.”

“Sin duda cada ser tiene, en el universo de lo escrito, una obra que le convertirá en lector, suponiendo que el destino favorezca su encuentro. Lo que Platón dice de la mitad amorosa, ese otro ser que circula por alguna parte y que conviene encontrar a riesgo de permanecer incompleto hasta el día de tu muerte, es todavía más auténtico en el caso de los libros.”

“Che differenza c'è fra occhi che possiedono uno sguardo e occhi che ne sono sprovvisti? Questa differenza ha un nome: si chiama vita. La vita inizia laddove inizia lo sguardo. [...] Lo sguardo è una scelta. Chi guarda decide di soffermarsi su una determinata cosa e di escludere dunque all'attenzione il resto del proprio campo visivo. In questo senso lo sguardo, che è l'essenza della vita, è prima di tutto un rifiuto. Vivere vuol dire rifiutare. Chi accetta ogni cosa non è più vivo dell'orifizio di un lavandino. Per vivere bisogna essere capaci di non mettere sullo stesso piano, al di sopra di se stessi, la mamma e il soffitto. Bisogna rinunciare a uno dei due e decidersi di interessarsi o alla mamma o al soffitto. L'unica scelta sbagliata è quella di non fare una scelta.”

“Para bailar, hay que merecerlo. Bailar sobre un escenario y delante de público constituye la mayor de las felicidades. A decir verdad, incluso sin público, incluso sin escenario, bailar es el colmo de la embriaguez. Una alegría tan profunda justifica los sacrificios más crueles. La educación que os damos aquí tiende a presentar la danza como lo que es: no un medio sino una recompensa.”