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Fotografia Quotes

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Fotografia Quotes

“«Mancano venti miglia a Limerick» disse, mostrandosi molto interessata al percorso. «So leggere i cartelli, grazie» rispose lui, gelido. Piera sbuffò. «Volevo solo rendermi utile, non mettere in dubbio le tue doti di maschio alfa!» La frase le uscì male, provocatoria senza volerlo essere, e infatti, piccato, lui emise un ah! alquanto sarcastico e batté il pugno con violenza sul volante, facendo suonare il clacson. Piera sussultò, sorpresa se non spaventata. «Mi sento di tutto, ti assicuro, tranne che maschio, alfa, beta o delta che sia.» Ecco, ci siamo. «E per il quieto vivere» proseguì lui, «farò persino finta che la notte scorsa tu non mi abbia trattato come un sex-toy…» Questa volta un ah! sarcastico uscì dalle labbra di Piera. «Un sex cosa? Scusa, non ho capito bene.» «Un sex-toy.» «Non so neppure cosa sia.» «Non ne avevo il minimo dubbio.» «Lo prendo come un complimento.» «Prendilo come vuoi. Coniglietti, AH!» «Cosa c’entrano i conigli, adesso?» «Lascia perdere.» «No, spiegati, per favore.» «Una che dorme con dei conigli addosso non può certo sapere cosa sia un sex-toy.» «Ohhh! La mia camicia da notte non è di tuo gusto? Va’ al diavolo, Jean!»”

“In quale corpo era incarnato ora suo marito? Se era rinato in forma umana, lo avrebbe riconosciuto qualora le fosse passato accanto per strada? Che cosa significava l'asserire, a proposito del sacramento del matrimonio, che sarebbero rimasti legati per sette vite? Per quanto ne sapeva lei, quell'ultimo matrimonio sarebbe potuto essere il settimo per lei. L'emozione la spingeva a un'interpretazione letterale; anelava a una rassicurazione tangibile. Il sanscrito tranquillizzate del volumetto verde rilegato in tela le passava tra le labbra, ma pur dandole la pace - quando recitava la Gita le salivano di rado le lacrime agli occhi - non rispondeva a nessuna delle sue domande. E mentre la saggezza antica si rivelava così spesso priva di consolazione, la fotografia, quella crudele arte moderna, contribuiva a impedire che anche l'immagine del viso di suo marito fosse sbiadita dal tempo.”

“Essere un giovane fotografo professionista, significa passare solo il 20 per cento del tempo a fare fotografie. Il resto serve a incontrare persone per vendere le immagini, ecc... Vivendo male gli insuccessi, molti sprofondano nell'amarezza. Nessuno cresce senza fallimenti: accettarli è importante per riuscire in questo mestiere difficile. Solo la passione permette di superare gli ostacoli. La passione non si spegne coi fallimenti, non si accende in caso di successo... Resta fiamma di vita.”

“Entre las muchas maneras de combatir la nada, una de las mejores es sacar fotografías, actividad que debería enseñarse tempranamente a los niños pues exige disciplina, educación estética, buen ojo y dedos seguros. No se trata de estar acechando la mentira como cualquier repórter, y atrapar la estúpida silueta del personajón que sale del número 10 de Downing Street, pero de todas maneras cuando se anda con la cámara hay como el deber de estar atento, de no perder ese brusco y delicioso rebote de un rayo de sol en una vieja piedra, o la carrera trenzas al aire de un chiquilla que vuelve con un pan o una botella de leche.”

“Sul campo la difficoltà è lasciarsi coinvolgere e nel frattempo prendere le distanze, cogliere la spontaneità anticipandola e farsi da parte pur essendo nel centro della vita. Ci si destreggia di continuo, per abbandonarsi all'emozione, mantenendo la mente fredda per trasmettere quella sensazione. Una foto non ha il rumore della festa, gli odori dell'incenso, l'euforia di un bicchierino... Bisogna sempre mantenersi un po' distanti, nel proprio angolo, per stabilire se è meglio dimenticarsi della fotografia e vivere fino in fondo la festa, salvo scriverne dopo, oppure se vivere meno intensamente la festa per meglio fotografarla.”

“Per me fotografare significa prelevare campioni del mondo reale e metabolizzarli, come sostanza necessaria e nutriente per la memoria, e sono convinto di avere un rapporto bulimico con la realtà. Scatto davvero molte fotografie anche se, facendo per lo più uso del cavalletto e di una macchina di grande formato, riesco a controllarmi e a non farmi prendere troppo la mano dalla rapidità quasi compulsiva sempre in agguato e a mantenere un ritmo lento e misurato.”

“En una de esas carambolas que tenían lugar en las conversaciones con Nico, terminamos hablando de fotografía. A decir verdad, él habló y yo callé, escuchándolo, sorprendida por cómo de vez en cuando un tema hacía que Nico perdiera esa desgana natural para contar con pasión todo lo que sentía acerca de algo. Y habló y me embelesé, como una tonta que se enamora del ponente de una conferencia, que parece lejano y absorto, apasionado y distante. —En realidad creo que le tengo apego a la fotografía por melancolía porque, si lo piensas, las fotos solo devuelven la imagen de un fantasma. —¿Un fantasma? —Sí, el aquí y el ahora, cazado sin querer. —Arqueé las cejas. Nico chasqueó la lengua y siguió—: Personas que ya no existen en lugares que jamás volverán a albergarlos. Un recuerdo congelado cuyo momento de la muerte ha sido alterado para llevarlo a… una eternidad mortecina y silenciosa, solo para ser contemplado. Un soporte para el alma que no vuelve a existir. Sentimientos secuestrados, envasados, arrancados de las coordenadas del espacio y del tiempo que los sostienen.”

“Un giorno Claude mi propose di provare il gioco della macchina fotografica immaginaria, un esercizio che si era inventato per aiutarmi a modificare il mio sguardo sulla realtà, cambiando il "filtro di percezione". "Quando uscirà di casa, invece di focalizzarsi sulle cose sgradevoli, cercherà di concentrare la sua attenzione su quelle belle e piacevoli facendo delle fotografie immaginarie". Dovevo allenarmi a stanare il Bello, insomma. Invece di soffermare lo sguardo sui mendicanti, i passanti immusoniti e i bambini urlanti, mi sorpresi a osservare il colore del cielo, una coppia di innamorati che si baciava, un signore che aiutava una donna a portare le valigie... Quel nuovo modo di guardare il mondo mi conquistò. Arricchivo ogni giorno la mia collezioni di immagini positive, un album mentale che mi avrebbe permesso di vedere la realtà da un'altra prospettiva...”

“A imagem imóvel da fotografia — fragmento retido do tempo — provoca outro tipo de envolvimento. Ela nos ilude com a sensação de poder interromper o fluxo do tempo, possibilita o prazer voyeurístico de devassar o passado numa imagem parada, disponível e eterna. Ela nos ilude com a verossimilhança capaz de confundir a imagem com a coisa fotografada. É impossível separar a fotografia do tema fotografado, mas ela não é o tema, é apenas o vestígio deixado por ele no momento mágico do clic”

“As fotografias eram vistas como um modo de dar informação a pessoas que não tinham o hábito da leitura. o Daily News ainda se autodenomina New York's Picture Newspaper, apelando a uma identificação populista. No extremo oposto da escala, o Le Monde, um jornal destinado a leitores preparados, bem informados, não utiliza quaisquer fotografias, pois pressupõe-se que, para os seus leitores, a fotografia só serviria de ilustração para a análise contida num artigo.”

“(...) escreve Arbus, "foi nunca ter enfrentado qualquer adversidade. Encontrava-me confinada a uma sensação de irrealidade... E, por mais absurdo que pareça, a sensação de imunidade era dolorosa" Sentindo um descontentamento semelhante, West conseguiu, em 1927, um emprego como rececionista noturno num deprimente hotel de Manhattan. A maneira de Arbus procurar experiências e, por isso, adquirir um sentido de realidade, foi a câmera. (...) O interesse de Arbus pelos freaks exprime um desejo de violar a sua própria inocência.”

“Quanto mais retrocedemos na história menos nítida é a distinção entre imagens e coisas reais, como observou E.H. Gombrich; nas sociedades primitivas, a coisa e a sua imagem não eram mais do que duas manifestações diferentes, ou seja, fisicamente distintas, da mesma energia ou espírito. A isso se deve a suposta eficácia das imagens para propiciar e controlar presenças de grande poder. Esses poderes, essas presenças estavam presentes nelas.”

“O objetivo dos retratos das famílias burguesas nos séculos XVIII e XIX era confirmar uma imagem ideal do modelo (proclamando o seu estatuto social e embelezando a sua aparência); em função deste propósito, é fácil compreender porque é que as pessoas não sentiam necessidade de ter mais do que um retrato. O que o registo fotográfico confirma é, mais modestamente, que a pessoa existe; por isso eles nunca são demais.”

“Non so cosa ci sia all'interno di questa scatoletta di plastica, e non so nemmeno se lo saprò mai. E il problema sta tutto lì. Potrei saperlo; avrei potuto aprirla nel giro di un'ora, avrei potuto esaminarne il contenuto e sapere una volta per tutte se c'è una speranza...o meno. Ma se lo faccio, e poi scopro che c'è speranza, cosa succede se c'è solo quella? Solo un briciolo di speranza? Cosa succede se scopro che era solo una bolla di sapone? Perché se c'è una cosa che odio della speranza è che la speranza improvvisa è la strada spianata verso l'improvvisa disperazione.”

“Per fotografare, talvolta cammino ore per raggiungere una cresta e trovare una vista che mi soddisfi. Poi aspetto ancora per ore la luce giusta: una foto riuscita dipende dal tempo che le si dedica. Amo quei lunghi momenti di marcia, di attesa, di speranza, che mi permettono di entrare in comunione e di ricevere l'immagine come una grazia. Quando alla fine, nell'attimo divino della confluenza dei tre “gioielli" - luogo, luce e soggetto - premo il tasto per scattare, provo un sentimento d'amore.”