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Quote by Susan Sontag

“Quanto mais retrocedemos na história menos nítida é a distinção entre imagens e coisas reais, como observou E.H. Gombrich; nas sociedades primitivas, a coisa e a sua imagem não eram mais do que duas manifestações diferentes, ou seja, fisicamente distintas, da mesma energia ou espírito. A isso se deve a suposta eficácia das imagens para propiciar e controlar presenças de grande poder. Esses poderes, essas presenças estavam presentes nelas.”

Quote by Susan Sontag

Work

On photography

This book delves into the evolution of photography, examining its origins, technological advancements, and the ways it has shaped society. It includes discussions on various photographic techniques, equipment, and the creative process, as well as the role of photography in documenting history and influencing visual culture. more

Author

Susan Sontag
Susan Sontag

Susan Sontag was an American writer, critic, and photographer. Known for her unique literary style and profound thinking, her work spans various fields including literature, art, and politics. Born on January 16, 1933, she passed away on December 28, 2004. more

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“O objetivo dos retratos das famílias burguesas nos séculos XVIII e XIX era confirmar uma imagem ideal do modelo (proclamando o seu estatuto social e embelezando a sua aparência); em função deste propósito, é fácil compreender porque é que as pessoas não sentiam necessidade de ter mais do que um retrato. O que o registo fotográfico confirma é, mais modestamente, que a pessoa existe; por isso eles nunca são demais.”

“Non so cosa ci sia all'interno di questa scatoletta di plastica, e non so nemmeno se lo saprò mai. E il problema sta tutto lì. Potrei saperlo; avrei potuto aprirla nel giro di un'ora, avrei potuto esaminarne il contenuto e sapere una volta per tutte se c'è una speranza...o meno. Ma se lo faccio, e poi scopro che c'è speranza, cosa succede se c'è solo quella? Solo un briciolo di speranza? Cosa succede se scopro che era solo una bolla di sapone? Perché se c'è una cosa che odio della speranza è che la speranza improvvisa è la strada spianata verso l'improvvisa disperazione.”

“Per fotografare, talvolta cammino ore per raggiungere una cresta e trovare una vista che mi soddisfi. Poi aspetto ancora per ore la luce giusta: una foto riuscita dipende dal tempo che le si dedica. Amo quei lunghi momenti di marcia, di attesa, di speranza, che mi permettono di entrare in comunione e di ricevere l'immagine come una grazia. Quando alla fine, nell'attimo divino della confluenza dei tre “gioielli" - luogo, luce e soggetto - premo il tasto per scattare, provo un sentimento d'amore.”

“Dirigiti verso il continente la cui musica ti chiama, la cui cultura ti ispira e fermati nel paese dove ti sentirai a casa. Ritorna due volte, dieci volte nel tuo paese d'adozione. Forse ci andrai a vivere? Non ti imporre dei limiti, lascia aperte tutte le porte. Parti come un bimbo incantato e lascia che il viaggio ti porti per mano: il primo sconosciuto da scoprire sei tu stesso! Approfitta del viaggio per perdere colui o colei che pensi di essere. Dimentica quello che hai imparato, diffida delle tue certezze, molla gli ormeggi, lasciati sorprendere! Parti nudo, osa fare il mendicante: il viaggio ti offrirà abiti nuovi. Rivelerà in te ricchezze che neanche sospettavi. Tornerai senza un soldo, ma sarai ricchissimo.”

“One must, however, take care not to understand this conversation with God--the conversation of which I have to speak in this book and in almost all the works which followed--as something happening solely alongside or above the everyday. God's speech to men penetrates what happens in the life of each one of us, and all that happens in the world around us, biographical and historical, and makes it for you and me into instruction, message, demand. Happening upon happening, situation upon situation, are enabled and empowered by the personal speech of God to demand of the human person that he take his stand and make his decision. Often enough we think there is nothing to hear, but long before we have ourselves put wax in our ears. (Postscript, October 1957)”