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Filosofia Quotes

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Filosofia Quotes

“La filosofia és la confiança que el pensament pot transformar la vida i fer-la millor. És a dir, que podem viure pensant i pensar com volem viure, en un trànsit sense garanties entre el silenci i l'acció. La filosofia no pretén esgotar el silenci ni ser pura acció. Sap que els contorns del que podem dir i pensar són limitats i parcials, que estem, per tant, envoltats de silenci. Però sap també que sense endinsar-nos més enllà dels límits del que encara no sabem com dir, l'acció és mera repetició i acceptació del que hi ha.”

“[Refiriéndose al Louvre] Si alguien me pregunta si encuentro bello el palacio que veo ante mí, puedo decir: no me gustan ese tipo de cosas [...]; puedo, aún más, reprochar en buen estilo rousseauniano la vanidad de los grandes, que emplean el sudor del pueblo en cosas tan superfluas [...]. Se me puede conceder y aprobar todo esto; pero no es de eso de lo que trata aquí [...]. Para hacer de juez en materia de gusto, uno no debe estar en lo más mínimo predispuesto en favor de la existencia de la cosa, sino ser a este respecto por completo indiferente.”

“​"Ogni racconto è una finestra aperta sul mondo, un invito a guardare oltre ciò che appare, senza pregiudizi o preconcetti. Lasciando solo socchiusa la porta del proprio, unico Sé." [Intenti dell'Autore] ​"L'invisibile si confondeva con l'evidenza, e nessuno sapeva spiegare la serenità dipinta sul volto del carrettiere." [Da Il Carretto del Mistero] ​"Ora, nella quiete del bosco, come il muschio si intrecciava tra le radici, cresceva il più dolce dei misteri." [Da Il Silenzio dei Segreti] ​"L'ombrellaio, custode di un'arte e di un tempo ormai lontano, continuava il suo lavoro, quasi a raccogliere le ultime briciole di un'esistenza passata." [Da Il Custode delle Piogge] ​"Anche gli altri dovevano poter guardare nell'interno di quella vecchia scarpa logora e consunta, per scoprirne i segreti e vedere quei mondi incantati." [Da Il Viandante e lo Scarpone] ​"Nel fragile equilibrio tra vita e morte, ogni passo diventa un far suo di una vita terrena, ogni respiro una danza tra speranza e destino." [Da Passi nel Nulla]”

“Noi non partiamo dal presupposto di combattere e vincere una guerra, ma dal presupposto di autoemancipazione di tutta la specie. È un presupposto molto diverso che comporta - è vero su scala storica anche se è molto difficile declinarlo - che non ci siano più guerre, superare il concetto della guerra, che filosoficamente significa superare la dialettica come fatto fondamentalmente negativo, come fatto di affermazione seriale della deperibilità, come fatto del «non» che prevale costantemente - che significa, come atteggiamento diffusamente hegeliano, prevalenza assoluta della critica. La nostra impostazione tende ad essere apertamente in rottura con tutto ciò. Non è casuale neanche una differenza di linguaggio, di utilizzo delle parole molto grande rispetto al passato: è voluta, scelta, meditata. Significa partire dal concetto di unità, cercare di arrivare al concetto di armonia, cercare di riabilitare metodologicamente e complessivamente il concetto di specie. Questo non vuol dire negare quelle che chiameremo differenze, o opposizioni, o contrarietà, o anche contraddizioni o persino contrapposizioni. La questione è da dove si parte nell'affermazione, nella qualifica di questi termini di opposizione, di contrarietà, di contraddizione, di contrapposizione: da chi opprime la specie o dalla specie tutta? [...] Qui sta la questione decisiva, nel punto di partenza: dal punto di partenza si riconosce tutto, è un problema di codice genetico della nostra ricerca.”

“Io non ho amici magici, ne ho di pochi e buoni ed è così che oggi vedo il sogno: un amico sincero che ti dice cose che sai già ma che, forse, alle volte non vuoi vedere”

“Recordó entonces que la madurez no anuncia su llegada con trompetas, sino con el sigilo de una certeza amarga: que el crecimiento exige la retirada, que el alma se ensancha en la intemperie, y que toda marcha hacia lo alto prescinde del aplauso. No es deslealtad que algunos queden atrás, sino el ritmo natural de quien ha comprendido que la grandeza no convoca multitudes. El espíritu que asciende aprende a despedirse sin rencor, como quien deja atrás el valle no por desprecio, sino porque ha oído el llamado de la cumbre. Y le dijo: —Sepa usted que, tarde o temprano, deberá estar dispuesto a caminar solo. No requiere permiso alguno para crecer. No todos los que iniciaron su viaje con usted llegarán hasta el final, y eso está bien. La soledad, a veces, es parte del precio de la grandeza.”

“- Consideremos Anacarsis (filósofo que vive na Grécia antiga), por um momento, de passagem. Observa a sua filosofia: “É o momento crítico que revela o homem. Portanto, quando a crise te atingir, lembra-te que Deus, como um treinador de lutadores, deu-te um antagonista áspero e rijo. Com que fim?, perguntarás. Para que te consagres vitorioso nos Grandes Jogos.”

“- Вземете който щете моряк, газил в дълбоки води и срещал смъртта толкова пъти, колкото мен, драснете го с нокът по кожата и отдолу ще намерите философ. Засуканите думи ще са му чужди, гарантирам ви, но ще намерите дълбок и траен усет за мястото му в света.”

“[...] e coloro che sono innamorati hanno sempre piacere sia a parlare dell'oggetto amato, sia a disegnarlo, sia a comporre qualcosa: ricordandosene infatti con tutti questi mezzi, ritengono quasi di avvertire la presenza dell'amato. E questa è per tutti l'origine dell'amore, quando non solo si prova piacere nella presenza dell'amato, ma anche quando, ricordandosi di lui quando non c'è, si aggiunge il dolore per il fatto che sia assente.”

“Si tratta di pensare in maniera diversa l'esistenza concreta della specie. Non che il tempo passa e noi invecchiamo: noi siamo protagonisti del nostro tempo e costruiamo la nostra vita, giorno per giorno, settimana per settimana, mese per mese, anno per anno, idea per idea, sentimento per sentimento, apprendimento per apprendimento, riflessione per riflessione, espressione per espressione. Allora abbiamo una visione più chiara: quando parliamo di interrelazione universale (lo ha detto anche Engels cercando di realizzare Hegel) non ci riferiamo a una interrelazione universale fatidica e fatale, tutta negativa, che quindi potrà realizzarsi solo attraverso bagni di sangue. Di vittoria in vittoria nascerà una nuova sconfitta, o di sconfitta in sconfitta cerchiamo la vittoria? Questo è il punto, il punto di partenza. Ecco perché non partiamo dal conflitto, non partiamo dalla negazione e non partiamo dalla negazione della negazione. Può sembrare una sfida eccessiva all'obbrobrio, all'oppressione, alla devastazione del sistema, ma è obbligatorio domandarsi: tutti coloro che sono partiti dal conflitto e lo hanno assolutizzato dove sono arrivati, a che conclusioni sono giunti, che strade ci hanno fornito, che chance ci hanno dato? Ci hanno insegnato molto, ma che obiettivo ci propongono? È possibile vincere continuando a partire dal conflitto? E il conflitto non è forse il terreno a cui l'avversario vuole costringerci, non è forse quello che dobbiamo rifiutare, che dobbiamo cercare di superare da tutti i punti di vista? Per esempio: il conflitto di genere c'è, addirittura abbiamo parlato di uno scontro necessario con il marxismo. Tuttavia questo è il punto di partenza o una conseguenza? Il vero punto di partenza è cercare di ricostruire a un livello più alto, nella logica dell'autosuperamento - che contiene profondamente opposizione, contrarietà, contrapposizione, conflitto, ma tende già a superarli -, l'unità della specie, la sua possibilità di sviluppo a un livello superiore. Su questo si gioca tutto. Cominciamo da un sì o cominciamo sui no? E dove andiamo a finire? Da che punto di vista partiamo e dove arriviamo, dove vogliamo arrivare? Questo è un problema filosoficamente molto profondo. Purtroppo Hegel ha fornito le ragioni maggiori di questa dialettica della negatività che dobbiamo cercare di superare d'entrata. Non è soltanto un desiderio (e se già lo fosse sarebbe una cosa molto grande), ha a che fare con tutto il modo in cui pensiamo alla nostra impresa, alla nostra causa, alla nostra vita.”

“É sob a máscara frenética de Alvaro de Campos, fundeado na barra do Tejo, «de costas para a Europa, braços erguidos fitando o Atlântico e saudando abstractamente o infinito» que o reservado, o tímido Fernando Pessoa enviará sumptuosa e vibrantemente “À merda” todo esse lixo imperial e imperialista.”

“Ensine todos os homens a pescar, mas primeiro ensine todos os homens a serem justos. Tome menos, dê mais. Dê mais de si mesmo, tire menos do mundo. Ninguém lhe deve nada, você deve o mundo tudo.”