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Logica Quotes

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Logica Quotes

“Noi non partiamo dal presupposto di combattere e vincere una guerra, ma dal presupposto di autoemancipazione di tutta la specie. È un presupposto molto diverso che comporta - è vero su scala storica anche se è molto difficile declinarlo - che non ci siano più guerre, superare il concetto della guerra, che filosoficamente significa superare la dialettica come fatto fondamentalmente negativo, come fatto di affermazione seriale della deperibilità, come fatto del «non» che prevale costantemente - che significa, come atteggiamento diffusamente hegeliano, prevalenza assoluta della critica. La nostra impostazione tende ad essere apertamente in rottura con tutto ciò. Non è casuale neanche una differenza di linguaggio, di utilizzo delle parole molto grande rispetto al passato: è voluta, scelta, meditata. Significa partire dal concetto di unità, cercare di arrivare al concetto di armonia, cercare di riabilitare metodologicamente e complessivamente il concetto di specie. Questo non vuol dire negare quelle che chiameremo differenze, o opposizioni, o contrarietà, o anche contraddizioni o persino contrapposizioni. La questione è da dove si parte nell'affermazione, nella qualifica di questi termini di opposizione, di contrarietà, di contraddizione, di contrapposizione: da chi opprime la specie o dalla specie tutta? [...] Qui sta la questione decisiva, nel punto di partenza: dal punto di partenza si riconosce tutto, è un problema di codice genetico della nostra ricerca.”

“En estado natural, por decirlo de algún modo, a los seres humanos no les gusta pensar como lógicos, ni siquiera como empiristas. Hace falta entrenamiento para pensar así. Pero aun en ausencia de ese entrenamiento, seguimos pensando, aunque lo hacemos de manera más subjetiva, como seres -poco razonables-, idiosincráticos, emocionales que habitan unos cuerpos de tamaño determinado, con unas propiedades particulares y constreñidas.”

“[...] Queste difficoltà possono essere risolte nel modo migliore facendo buon viso a cattivo gioco. I ritardi possono essere tollerati accettandoli ed elaborando una scansione temporale che li preveda. Si può poi tollerare una certa imprecisione nella risposta pensando in termini di . Così invece di dire: >, noi diremo: . Le varie classi devono essere del tutto distinte e ben lontane dal sovrapporsi, cioé - topologicamente parlando - potremmo dire che devono avere tra loro una distanza finita. Con una decisione del genere avremo introdotto una ben definita divisione del lavoro tra il matematico e l'ingegnere, che permetterà a ognuno dei due di andare avanti senza preoccuparsi se le sue assunzioni siano in accordo con quelle dell'altro.”

“Non faccio parte di quegli esaltati che sognano la realtà invece di vederla o che l'agghindano come un'amante lontana e appena intravista: la rivestono di mille qualità, mille parole non pronunciate, mille intenzioni inconfessate che concorrono alla loro felicità, mille silenzi che avranno una loro favorevole spiegazione. No, io non sono uno di questi amanti immaginari, fabbricatori di bellezza, artigiani di bontà, doratori dell'ideale, demiurghi della felicità. La realtà, io la conosco; peggio ancora, la sospetto. Mi attendo sempre che sia peggiore di quanto sembri, più violenta, più sinuosa, più torturata, ambigua, capziosa, vendicativa, interessata, egoista, tirchia, aggressiva, ingiusta, versatile, indifferente, vana; in una parola: più deludente. Di conseguenza io non abbandono la realtà, io la bracco, le resto attaccato al culo, faccio la posta a ogni sua debolezza e cattivo odore, la spremo sino a farne sprizzare il suo succo immondo. (da Il Vangelo secondo Pilato, pag. 101)”