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Quote by Epicurus

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Lettere sulla fisica, sul cielo e sulla felicità

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Epicurus
Epicurus

Epicurus was an ancient Greek philosopher who founded the school of Epicureanism. He lived from 341 BC to 270 BC. Epicurus is known for his theory of happiness and his belief in the pursuit of pleasure and the avoidance of pain as the central goals of life. He argued that the best way to achieve happiness was through the cultivation of virtue and the pursuit of knowledge. more

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“Czy zwróciłeś kiedyś uwagę, jak przyjemnie chodzi się boso po piasku, trawie albo ziemi?Nie bierze się to tylko z ulgi po zdjęciu sztywnych butów albo zrzuceniu wysokich obcasów. Kiedy dotykasz podłoża bosymi stopami, twój organizm otrzymuję dawkę potężnych leczniczych elektronów.”

“Non regnavo più sul mondo; le facciate delle case, gli sguardi indifferenti dei passanti mi esiliavano. Fu per questa ragione che il mio amore per la campagna prese dei colori mistici. Arrivata a Meyrignac, i muri crollavano, l'orizzonte si allontanava. Mi perdevo nell'infinito pur restando me stessa. Sentivo sulle palpebre il calore del sole che brilla per tutti, ma che lì, in quell'istante, non accarezzava che me. Il vento volteggiava intorno ai pioppi: veniva da altri posti, da dovunque, scuoteva lo spazio, e io turbinavo immobile fino ai confini della terra. Quando nel cielo si levava la luna, io comunicavo con le lontane città, con i deserti, i mari, i villaggi che in quel momento si bagnavano nella sua luce. Non ero più una coscienza vacante, uno sguardo astratto, ma l'odore ondoso dei campi di grano, l'odore intimo delle brughiere, il calore spesso del mezzogiorno, o il fremito dei crepuscoli: avevo peso, e tuttavia evaporavo nell'azzurro, non avevo più confini.”

“Andai nei boschi perché desideravo vivere deliberatamente, affrontare solo i fatti essenziali della vita, e vedere se non potessi imparare cosa avesse da insegnare, senza scoprire, giunto alla morte, di non aver vissuto. Non desideravo vivere ciò che non era una vita, per quanto caro mi sia il vivere; né desideravo praticare la rassegnazione, a meno che non fosse necessaria. Volevo vivere in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, vivere in modo così risoluto e spartano da sbaragliare tutto quanto non fosse vita; da aprirmi con la falce un varco ampio e raso terra, da spingere nell'angolo la vita e ridurla ai minimi termini; e, se si fosse dimostrata essere meschina, da arrivare, perché no?, alla sua completa e genuina meschinità, rendendola pubblica al mondo; o se fosse stata sublime, da conoscerla per esperienza; e da essere in grado di darne un resoconto sincero nella mia successiva escursione letteraria. Perché gran parte degli uomini, mi pare, ha una strana incertezza al riguardo, se sia del diavolo o di Dio, e ha _un po' frettolosamente_ concluso che il primo fine dell'uomo su questa terra è "rendere gloria a Dio e goderlo per l'eternità".”

“Wszyscy znamy cudowny zapach lasu po ulewie. Kiedy długo nie pada, w glebie i na skałach gromadzą się olejki roślinne. To jeden ze sposobów roślin na przetrwanie okresów suszy. Podczas deszczu woda uwalnia przechowywane w podłożu olejki, a powietrze wypełnia się ich zapachem. On również ma swoją nazwę, petrichor, od greckich słów petra, czyli "kamień", i ichor, którym opisywano esencję płynącą w żyłach bogów zamiast krwi. Zatem petrichor znaczy dosłownie "esencja kamienia". To zapach życia!”