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Casa Quotes

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Casa Quotes

“Ma Gonzalo? Oh, il bel nome della vita! una continuità che s'adempie. Di nuovo le sembrò, dal terrazzo, di scorgere la curva del mondo: la spera dei lumi, a rivolversi; tra brume color pervinca disparivano incontro al sopore della notte. Sul mondo portatore di frumenti, e d'un canto, le quiete luminarie di mezza estate. Le sembrò di assistervi ancora, dalla terrazza di sua vita, oh!, ancora per un attimo, di far parte della calma sera. Una levità dolce. E, nel cielo alto, lo zaffiro dell'oceano: che avevano rimirato l'Alvise, a tremare, e Antoniotto di Noli, doppiando capi dalla realità senza nome incontro al sogno apparito degli arcipelaghi. Si sentì ripresa nell'evento, nel flusso antico della possibilità, della continuazione: come tutti, vicina a tutti.”

“E il dovere, quello che mi avete inculcato, quello che non ha rispettato Stefano?" Costanza era confusa. "Ah, quello, quello... E' un dilemma. Una scelta. Ognuno lo risolve come può. Io da giovane feci quello che volevo e quando fui richiamato ai doveri verso la famiglia, la discendenza, decisi che 'volevo' il mio dovere. E così è stato. Non è sempre facile, ma si può fare, e si vive meglio." "Lo farò anch'io. Cerco sempre di obbedirti, papà." "Non lo hai fatto, sposandolo." "Papà, ti prometto di obbedirti d'ora in poi, sempre." "No, Costanza, non devi. Desidero che tu faccia quello che vuoi. La contentezza bisogna cercarla, costruirla pietra su pietra, con quelle pietre che si trovano, come se fosse una casa.”

“Poi... sei arrivata tu. Ho dovuto credere che tu mi amassi, che amassi veramente me, non i milioni di mio padre. Non c'era altro motivo per cui avresti voluto sposare un diavolo senza un penny e con i miei ipotetici precedenti. E io provavo pena per te. Oh, sì, non nego di averti sposata perché provavo pena per te. E poi... ho scoperto che eri la migliore, la più allegra e la più cara compagna che avessi mai avuto. Spiritosa, leale, dolce. Mi hai costretto a credere nuovamente nella vera amicizia e nel vero amore. Il mondo sembrava di nuovo bello perché c'eri tu, tesoro mio. Desideravo che continuasse così per sempre tra di noi. L'ho capito la notte in cui sono tornato a casa e ho visto per la prima volta la luce della mia casa che risplendeva sull'isola. E sapevo che tu eri lì ad aspettarmi. Dopo essere stato senza una casa per tutta la vita, era bello averne una. Tornare affamato a notte inoltrata e sapere che c'era un buon pasto e un fuoco accogliente - e che c'eri tu.”

“Le chiesi perchè non voleva libri in casa e lei rispose: "Il guaio di un libro è che scopri cosa contiene solo quando è troppo tardi." Io pensai: "Troppo tardi per cosa?" Cominciai a leggere di nascosto [...] ogni volta che aprivo le pagine di un libro mi chiedevo se questa volta sarebbe stato troppo tardi: avrei dovuto un sorso fatale che mi avrebbe trasformato per sempre.”

“Presi l'abitudine di andare a passeggiare spesso intorno alla tenuta dei Driscoll, specie in primavera, per osservare le suore che vagavano beate tra gli alberi in fiore - dove Myra un tempo dava le sue feste, con la banda che suonava per lei. Mi sembrava che quel luogo fosse rimasto vittima di un incantesimo, come il castello della Bella Addormentata; steso tra quei fiori come un bel cadavere, era caduto in un sonno profondo, da quella notte d'inverno in cui l'Amore era uscito dal cancello per sfidare il Destino. Da allora soltanto canti, orazioni e disciplina - e il tintinnio delle campane, che pareva chiamare le sorelle in eterna preghiera.”

“«Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari; torrenti, de’ quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana! Alla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente, tratto dalla speranza di fare altrove fortuna, si disabbelliscono, in quel momento, i sogni della ricchezza; egli si maraviglia d’essersi potuto risolvere, e tornerebbe allora indietro, se non pensasse che, un giorno, tornerà dovizioso. Quanto più si avanza nel piano, il suo occhio si ritira, disgustato e stanco, da quell’ampiezza uniforme; l’aria gli par gravosa e morta; s’inoltra mesto e disattento nelle città tumultuose; le case aggiunte a case, le strade che sboccano nelle strade, pare che gli levino il respiro; e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero, pensa, con desiderio inquieto, al campicello del suo paese, alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso, da gran tempo, e che comprerà, tornando ricco a’ suoi monti. Ma chi non aveva mai spinto al di là di quelli neppure un desiderio fuggitivo, chi aveva composti in essi tutti i disegni dell’avvenire, e n’è sbalzato lontano, da una forza perversa! Chi, staccato a un tempo dalle più care abitudini, e disturbato nelle più care speranze, lascia que’ monti, per avviarsi in traccia di sconosciuti che non ha mai desiderato di conoscere, e non può con l’immaginazione arrivare a un momento stabilito per il ritorno! Addio, casa natìa, dove, sedendo, con un pensiero occulto, s’imparò a distinguere dal rumore de’ passi comuni il rumore d’un passo aspettato con un misterioso timore. Addio, casa ancora straniera, casa sogguardata tante volte alla sfuggita, passando, e non senza rossore; nella quale la mente si figurava un soggiorno tranquillo e perpetuo di sposa. Addio, chiesa, dove l’animo tornò tante volte sereno, cantando le lodi del Signore; dov’era promesso, preparato un rito; dove il sospiro segreto del cuore doveva essere solennemente benedetto, e l’amore venir comandato, e chiamarsi santo; addio! Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto; e non turba mai la gioia de’ suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande.»”

“Niente mi costringe a fare il giro del mondo. Tutto mi spinge: la disponibilità, il desiderio di andare dove nulla mi attende, dove nessuno dice di andare. E poi c'è la ragione più importante, quella che riesco a formulare solo in seguito: non basta avere un indirizzo, occorre sapere dove si abita. Solo il viaggio apre le porte di una casa di cui si credeva di avere le chiavi. Questo lo si sa al ritorno, dopo aver visto come fanno gli altri, laggiù a testa in giù, come aprono e chiudono le loro porte, come si rivolgono al popolo animale e al vento. Qual è il loro giardino.”

“Todos queremos encontrar um âncora, todos queremos virar a esquina e ir para casa. Mas a nossa casa foge sempre. A casa deixa-nos. Depois envelhecemos e envelhecemos novamente, ficando ainda mais afastados de casa. De nós próprios. Morremos antes de estarmos mortos, querida. Passamos de rainhas da beleza a velhas carcaças, de crianças traquinas a adultos deprimidos, de moças maduras cheias de amor a mulheres usadas e amargas como bílis. Tudo o que temos é o amor. E nada para amar. Apenas o amor, doloroso, distante e nunca correspondido.”