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Origini Quotes

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Origini Quotes

“Oskoruša è un bel nome. No, non è vero. Oskoruša ha un suono duro, brusco. Nessuna sillaba a cui potersi aggrappare, ritmo inesistente, una sequenza bizzarra di suoni. Sì, già l’inizio: Osko – che roba è? Chi è che parla così? – e poi il tuffo sulla fine sibilata: -ruscha. Dura e slava come soltanto le desinenze balcaniche sanno essere. Potrei lasciare questo pensiero così com’è, dopotutto forse la gente se la berrà la cosa delle desinenze dure e slave, visto che vengo dai Balcani. Ma certo, questi jugoslavi con le loro guerre e i loro modi. Eppure l’immagine non ha alcun senso. Cosa bisogna figurarsi al sentir parlare di desinenze dure e slave? L’essere slavi non è un cappello da uomo, non è qualcosa che si può descrivere in maniera inequivocabile, a patto di sapere cosa sono gli uomini e cosa sono i cappelli. Può darsi però che queste parole vengano anche lette da qualcuno che, pur non amando l’ironica riproduzione di pregiudizi e cliché, sa cosa significa Oskoruša, cos’è Oskoruša. Oskoruša è un frutto. Un frutto molto apprezzato, per essere precisi, un rispettato tipo di sorbo con elevata agricultural credibility. Ad affermarlo sono quelli il cui rispetto conta qualcosa: gli agricoltori. Oskoruša è il nome serbocroato del sorbus domestica, il sorbo. (p.36)”

“Mi vengono in mente certe piccole sorgenti di montagna: si apre una nuova strada, si dimentica il sentiero che vi porta, i viandanti ci si soffermano sempre più di rado per dissetarsi, e le sorgenti un po' per volta si riempiono di menta e di rovi. Alla fine non ti accorgi neppure più della loro esistenza. Solo una volta ogni tanto, in una giornata caldissima, qualcuno si ricorda di loro, e devia dalla strada maestra per rintracciarle e placare la sua sete. Raggiunge quella sorgente trascurata, scosta i rovi e trattiene il fiato: l'acqua fresca d'insolita chiarezza, intatta da lungo tempo, lo sbalordisce con la sua tranquillità e con la sua profondità. E in quella sorgente vede se stesso, e il sole, e il cielo, e le montagne. E subito pensa che sia un peccato non conoscere quel posto, si ripromette di raccontarlo agli amici. Poi però se ne dimentica fino alla prossima occasione.”