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Quote by Marzia Sicignano

“Pensavo a come una vita finisce in macerie, quando chi se ne va ti lascia, in qualsiasi modo. Pensavo che, se se ne fosse andata, avrei dimenticato come ci si tira su dal letto, come si fa colazione, come si pronunciano le parole […]”

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Work

Dove si nascondono le lacrime

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Author

Marzia Sicignano

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“Ella provava, anche una volta, un'inquietudine e un timore ch'ella medesima non sapeva definire. Le pareva di smarrire il senso della sua vita propria e d'esser sollevata in una specie di vita fittiva, intensa e allucinante, dove il suo respiro diveniva difficile. Attratta in quell'atmosfera ardente come il campo d'una fucina, ella si sentiva passibile di tutte le trasfigurazioni che l'animatore volesse operare su di lei per appagare il suo continuo bisogno di bellezza e di poesia. Ella sentiva che l'imagine sua propria nel poetico spirito non era di natura diversa da quella della defunta Estate chiusa nell'involucro opalino, pur così evidente da parer tangibile. E l'assaliva quasi una smania puerile di riguardarsi negli occhi di lui, come in uno specchio, per vedervi riflessa la sua sembianza reale.”

“-Ma è mai possibile trovarla? (la felicità) - Si, qualche volta la si può incontrare: un giorno, a un tratto, quando non ci si spera più. Allora si aprono nuovi orizzonti, e una voce pare che gridi "Eccola!". Si sente il bisogno di confidare a quella persona tutta la propria vita, di darle tutto, di sacrificarle tutto. Non c'è bisogno di spiegarsi: ci si capisce. Ci si è intravisti nei sogni. Finalmente, eccolo quel tesoro che si è tanto cercato, è là davanti a noi. Brilla, scintilla, Eppure si dubita ancora: non si osa credere. Si rimane abbagliati, come si uscisse dalla tenebra alla luce.”

“Dimmi il nome di un eroe che è stato felice." Riflettei. Eracle era impazzito e aveva ucciso la sua famiglia; Teseo aveva perso la sua sposa e suo padre; i figli e la nuova consorte di Giasone erano stati uccisi dalla sua prima moglie; Bellerofonte aveva ucciso la chimera ma era caduto dal dorso di Pegaso ed era rimasto storpio. "Non puoi." Si alzò a sedere e si sporse in avanti. "Non posso." "Lo so. Gli Dei non permettono a nessuno di essere famoso e felice." Inarcò un sopracciglio. "Ma voglio confidarti un segreto." "Dimmi." Adoravo quando faceva così. "Io sarò il primo.”