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Quote by Irène Némirovsky

“Tutti e due pensavano ai giovani – i loro fratelli, i loro amici – le cui ossa erano in decomposizione sotto terra, nelle innumerevoli fosse comuni. Loro, i sopravvissuti, adesso lo sapevano, di essere mortali. È una lezione che di solito si impara da adulti, ma quelli che hanno dovuto apprenderla a vent’anni non la scordano più. Ah, com’era importante affrettarsi a respirare, baciare, bere, fare l’amore!”

Quote by Irène Némirovsky

Book:Due

Work

Due

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Author

Irène Némirovsky

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“”(…) spesso sto davanti a me stesso come davanti a un estraneo, quando in ore tranquille un enigmatico riflesso del passato mi mostra, come in uno specchio appannato, i contorni del mio essere attuale: e allora mi stupisco come quell’elemento misteriosamente attivo, che si chiama vita, abbia potuto adattarsi anche ad una forma siffatta. Tutte le altre manifestazioni sono come in letargo, la nostra esistenza è soltanto un ininterrotto vigilare contro la minaccia della morte. Questa vita ci ha ridotti ad animali appena pensanti, per darci l’arma dell’istinto; ci ha impastati di insensibilità, per farci resistere all’orrore che ci schiaccerebbe se avessimo ancora una ragione limpida e ragionante; ha svegliato in noi il senso del cameratismo, per strapparci all’abisso del disperato abbandono; ci ha dato l’indifferenza dei selvaggi per farci sentire, ad onta di tutto, ogni momento della realtà, e per farcene come una riserva contro gli assalti del nulla. Così meniamo un’esistenza chiusa e dura, tutta in superficie, e soltanto di rado un avvenimento accende qualche scintilla. Ma allora divampa in modo inatteso una fiammata di passione aspra e terribile. Sono questi i momenti pericolosi, che ci rivelano come il nostro adattamento sia tutto artificiale; come esso non sia affatto la calma, ma uno sforzo terribile per mantenere la calma.””