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Axiomatic

Book by Greg Egan · 13 quotes · Axiomatic, Greg Egan, Short Stories

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Axiomatic Quotes

“The truth about the universe (here) is infinitely stranger, and infinitely more grand: it lies in the Laws of Physics that have come to know Themselves through humanity. Our destiny and purpose are encoded in the fine structure constant, and the value of the density omega. The human race - in whatever form, robot or organic - will keep on advancing for the next ten billion years, until we can give rise to the hyperintelligence which will cause the finely tuned Big Bang required to bring us into existence. If we don't die out in the next few millenia. In which case, other intelligent creatures will perform the task. It doesn't matter who carries the torch. Exactly. None of it matters. Why should I care what a civilisation of post-humans, robots, or aliens, might or might not do ten billion years from now? What does any of this grandiose shit have to do with me?”

“Out of all those hundreds of billions, don't you think there'll be people who are just like you?' 'What are you talking about now? Reincarnation?' 'No. Statistics. There can be no 'reincarnation' - there are no souls to be reborn. But eventually - by pure chance - someone will come along who'll embody everything that defines you.”

“A sei anni i miei genitori mi raccontarono che dentro il mio cranio c’era una gemma piccola e scura, che imparava a essere me. Microscopici ragni avevano tessuto una ragnatela dorata nel mio cervello, perché l’istruttore contenuto nella gemma potesse udire il sussurro dei miei pensieri. La gemma origliava i miei sensi e interpretava i messaggi chimici trasportati dalla circolazione sanguigna: la gemma vedeva, udiva, odorava, gustava e toccava il mondo esattamente come me, mentre l’istruttore monitorava i suoi pensieri e li confrontava con i miei. Ogni qualvolta questi pensieri erano sbagliati, l’istruttore, più veloce del pensiero, dava una risistemata alla gemma, facendo una piccola modifica qua e là, apportando i cambiamenti necessari per correggere i suoi pensieri. Perché? Perché quando non avessi più potuto essere me, la gemma avrebbe potuto esserlo al posto mio. Io pensai: “Se ciò che sento mi fa sentire strano e mi dà le vertigini, cosa deve provare la gemma?”. Esattamente la stessa cosa, riflettei; non sa di essere la gemma e anch’essa si domanda cosa può provare la gemma, rispondendosi poi: “Esattamente la stessa cosa, non sa di essere la gemma, e anch’essa si domanda cosa può provare la gemma”. E anch’essa si chiede... (Ne ero certo, visto che io me lo domandavo.) ... anch’essa si interroga se è l’Io reale o se semplicemente è la gemma che sta imparando a essere me. Divenuto un dodicenne pieno di superbia e di scherno, mi presi gioco di quelle preoccupazioni infantili. Tutti avevano la gemma, salvo i membri di oscure sette religiose, e sprecare tempo su una banalità simile mi appariva una perdita di tempo. La gemma era la gemma, un fatto universale della vita, una cosa comune come una cacca. Io e i miei amici vi costruivamo battute stupide, come facevamo con le cose del sesso, per provare a noi stessi quanto eravamo saputi in quel campo. In realtà, però, non eravamo saputi e imperturbabili come pretendevamo di essere. Un giorno, mentre giocavamo nel parco chiacchierando del più e del meno, uno della banda, il suo nome l’ho dimenticato, ma lo ricordo come una persona troppo intelligente per il suo stesso bene, si mise a domandare a ciascuno di noi: — Chi sei tu? La gemma o l’essere umano? Noi tutti rispondemmo indignati, senza esitare: — L’essere umano! Quando tutti ebbero risposto, lui rise e affermò: — Bene, io no. Io sono la gemma. Siete degli stronzi perdenti e mangerete merda, perché voi tutti finirete spazzati via nel cesso cosmico, ma io, io vivrò per sempre. Lo picchiammo fino a fargli colare il sangue dal naso. Dal racconto Imparare a essere me.”