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Quote by Giulia Caminito

“In casa mia c’è un regime di non belligeranza e indifferenza reciproca, io sono diventata la figlia a carico che non produce, non moltiplica, non incassa, non cucina e non ha tesori o dispense, la figlia mai cacciata e mai tornata, la statua di sale che a tutti tocca vedere all’ora di cena, eppure vorrei interrogare mia madre, chiederle cosa dovrei fare, perché lei sempre ha trovato soluzioni sul da farsi, sul mettersi in moto e risolvere, mentre io ho solo preso armi e carrarmati e ho attaccato le altrui barricate, il suo agire è progetto, il mio agire è guerra, nel primo caso l’obiettivo è noto, nel secondo ciò che si sa è solo che conviene distruggere prima che siano gli altri a pensarci.”

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Work

L'acqua del lago non è mai dolce

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Author

Giulia Caminito

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“Tínhamos medo de olhar ao redor, por pavor de mirar a cara de um amigo e ser encurralado por olhos que poderiam implorar por alívio em um momento e queimar de ódio no instante seguinte, como se aqueles que sucumbiam nos culpassem por nossa sorte e não quisessem nada mais deste mundo além de trocar de destino conosco. Ninguém era capaz de oferecer qualquer palavra de conforto; o gesto passaria despercebido no meio do barulho dos canhões. A mão pousada no ombro teria de ser o suficiente. Mas aqueles dentre nós que não estávamos feridos já nos fechávamos e evitávamos os atingidos, apesar de serem eles a precisar de consolo. Os vivos cerravam fileiras contra os marcados para morrer. Voltamos a carregar os canhões e apontamos, como os capitães ordenavam, mas tínhamos parado de pensar em termos de vitória ou derrota. Nossa batalha era fugir da visão dos feridos, e perguntas tiniam na cabeça, como um eco da destruição ao redor: Por que eles? Porque não eu? Mas nós não queríamos dar atenção a elas: queríamos sobreviver. Não existia nada além do que enxergávamos através de um cano de canhão. O álcool tinha executado sua magia abençoada. Agora bêbados, nos entregamos a um vazio nascido do terror. Velejávamos em um mar negro e só tínhamos um objetivo: não olhar para baixo e não nos afogar nele.”

“I believe in the last days, God will use His people to set the most rebellious souls free. If we remain faithful with God's truth, He will use us to soften the most hardened hearts. Angry fists will bloom into open palms of praise when we speak.”

“Mi appellai ad alcuni capi di Frenetici i quali, secondo le mie indicazioni, si sono messi a organizzare la distruzione dei giovani. Il metodo è molto semplice: si prendono i bambini nel momento in cui la loro intelligenza non è ancora sviluppata, in cui le loro passioni obbediscono ancora al minimo stimolo; li si fa vivere intruppati, vestiti e armati in modo uniforme e, grazie a discorsi magici e a esercizi fisici collettivi di cui noi possediamo il segreto, diamo loro quello che noi chiamiamo il "culto dell'ideale comune": è una devozione assoluta a un personaggio sbraitante e autocratico, o a un certo modo di vestire, o a qualche parola d'ordine, o a una certa combinazione di colori, poco importa. Ci basta allora di aver qui due gruppi opposti (o più di due, ma preferibilmente in numero pari) di giovani mantenuti in questa tensione sentimentale; l'unica precauzione da prendere è di non lasciare al loro cervello il tempo di funzionare, ma è facile. Allora (mi capite?) quando sono al punto giusto, li si lascia andare gli uni contro gli altri... e, dopo, si può respirare per un po'. Nello stesso tempo, ciò occupa e arricchisce i fabbricanti e i mercanti di uniformi e di armi e gli autori di esortazioni all'ecatombe, uno dei quali scriveva recentemente: "Un giovane che non è ucciso nel fiore dell'età, non è più un giovane, ma un futuro vecchio". (151)”

“Avevo l'impressione che, se avessi trovato il giusto sentiero, mi avrebbe portato direttamente dai miei genitori. Il pensiero che i miei genitori mi stessero aspettando mi protesse per tutta la guerra. (...) Sulle strade che mi condussero al campo di concentramento, e ai tempi del campo, avevo visto molti cadaveri distesi. Per qualche ragione mi rifiutavo di vedere la mia morte simile alla loro morte. Di solito la fantasia tende al sentimentale, abbellisce. Il lieto fine non è solo un'invenzione artistica, a quanto pare è radicato nell'animo umano.”