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Quote by Carsten Jensen

Work

We, the Drowned

This book delves into the lives of a small, isolated island community, where the inhabitants are bound by a shared history and a deep connection to the sea. The narrative intertwines personal stories with elements of the supernatural, examining the impact of tradition and the struggle for identity in a changing world. more

Author

Carsten Jensen
Carsten Jensen

Carsten Jensen is a renowned Danish author born on July 24, 1952. His works are known for their vivid portrayal of Danish rural life and profound insights into human nature. more

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“I believe in the last days, God will use His people to set the most rebellious souls free. If we remain faithful with God's truth, He will use us to soften the most hardened hearts. Angry fists will bloom into open palms of praise when we speak.”

“Mi appellai ad alcuni capi di Frenetici i quali, secondo le mie indicazioni, si sono messi a organizzare la distruzione dei giovani. Il metodo è molto semplice: si prendono i bambini nel momento in cui la loro intelligenza non è ancora sviluppata, in cui le loro passioni obbediscono ancora al minimo stimolo; li si fa vivere intruppati, vestiti e armati in modo uniforme e, grazie a discorsi magici e a esercizi fisici collettivi di cui noi possediamo il segreto, diamo loro quello che noi chiamiamo il "culto dell'ideale comune": è una devozione assoluta a un personaggio sbraitante e autocratico, o a un certo modo di vestire, o a qualche parola d'ordine, o a una certa combinazione di colori, poco importa. Ci basta allora di aver qui due gruppi opposti (o più di due, ma preferibilmente in numero pari) di giovani mantenuti in questa tensione sentimentale; l'unica precauzione da prendere è di non lasciare al loro cervello il tempo di funzionare, ma è facile. Allora (mi capite?) quando sono al punto giusto, li si lascia andare gli uni contro gli altri... e, dopo, si può respirare per un po'. Nello stesso tempo, ciò occupa e arricchisce i fabbricanti e i mercanti di uniformi e di armi e gli autori di esortazioni all'ecatombe, uno dei quali scriveva recentemente: "Un giovane che non è ucciso nel fiore dell'età, non è più un giovane, ma un futuro vecchio". (151)”

“Avevo l'impressione che, se avessi trovato il giusto sentiero, mi avrebbe portato direttamente dai miei genitori. Il pensiero che i miei genitori mi stessero aspettando mi protesse per tutta la guerra. (...) Sulle strade che mi condussero al campo di concentramento, e ai tempi del campo, avevo visto molti cadaveri distesi. Per qualche ragione mi rifiutavo di vedere la mia morte simile alla loro morte. Di solito la fantasia tende al sentimentale, abbellisce. Il lieto fine non è solo un'invenzione artistica, a quanto pare è radicato nell'animo umano.”