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Fascismo Quotes

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Fascismo Quotes

“Entrai qualche volta da solo in cappella. Nel freddo buio mi raccolsi e cercai di pregare. L’odore antico dell’incenso e della pietra mi ricordò che non la vita importa a Dio, ma la morte. Per commuovere Dio, per averlo con sé - ragionavo come fossi credente - bisogna aver già rinunciato, bisogna esser pronti a sparger sangue. Pensavo a quei martiri di cui si studia al catechismo. La loro pace era una pace oltre la tomba, tutti avevano sparso del sangue, com’io non volevo. In sostanza chiedevo un letargo, un anestetico, una certezza di essere ben nascosto. Non chiedevo la pace del mondo, chiedevo la mia. Volevo esser buono per essere salvo.”

“Mi appellai ad alcuni capi di Frenetici i quali, secondo le mie indicazioni, si sono messi a organizzare la distruzione dei giovani. Il metodo è molto semplice: si prendono i bambini nel momento in cui la loro intelligenza non è ancora sviluppata, in cui le loro passioni obbediscono ancora al minimo stimolo; li si fa vivere intruppati, vestiti e armati in modo uniforme e, grazie a discorsi magici e a esercizi fisici collettivi di cui noi possediamo il segreto, diamo loro quello che noi chiamiamo il "culto dell'ideale comune": è una devozione assoluta a un personaggio sbraitante e autocratico, o a un certo modo di vestire, o a qualche parola d'ordine, o a una certa combinazione di colori, poco importa. Ci basta allora di aver qui due gruppi opposti (o più di due, ma preferibilmente in numero pari) di giovani mantenuti in questa tensione sentimentale; l'unica precauzione da prendere è di non lasciare al loro cervello il tempo di funzionare, ma è facile. Allora (mi capite?) quando sono al punto giusto, li si lascia andare gli uni contro gli altri... e, dopo, si può respirare per un po'. Nello stesso tempo, ciò occupa e arricchisce i fabbricanti e i mercanti di uniformi e di armi e gli autori di esortazioni all'ecatombe, uno dei quali scriveva recentemente: "Un giovane che non è ucciso nel fiore dell'età, non è più un giovane, ma un futuro vecchio". (151)”

“Soneto 1984 Las identificaciones gubernamentales son básicamente monitores de tobillo, emitidos para rastrear a los ciudadanos como perros, o debería decir, monos. Puede haber gobiernos sin constitución, pero no hay gobierno sin vigilancia. Cuando eliges a un supuesto representante, estás entregando oficialmente tu independencia. La violación de los derechos ciudadanos es un derecho del gobierno, es la regla tácita del manual de la democracia. Es posible que muy de vez en cuando tengas un gobierno benévolo, pero 9 de cada 10 veces acabarás bajo una autocracia. Un ciudadano librepensador es una contradicción en sus términos, y no sirve para el gran diseño de la dictadura democrática. En los libros, la democracia es, para el gente, por el gente - en la calle, la democracia es el gobierno de los monos en una tierra de ovejas.”

“L’Ur-Fascismo si basa su un “populismo qualitativo”. In una democrazia i cittadini godono di diritti individuali, ma l’insieme dei cittadini è dotato di un impatto politico solo dal punto di vista quantitativo (si seguono le decisioni della maggioranza). Per l’Ur-Fascismo gli individui in quanto individui non hanno diritti, e il “popolo” è concepito come una qualità, un’entità monolitica che esprime la “volontà comune”. Dal momento che nessuna quantità di esseri umani può possedere una volontà comune, il leader pretende di essere il loro interprete. Avendo perduto il loro potere di delega, i cittadini non agiscono, sono solo chiamati pars pro toto, a giocare il ruolo del popolo. Il popolo è così solo una finzione teatrale. Per avere un buon esempio di populismo qualitativo, non abbiamo più bisogno di Piazza Venezia o dello stadio di Norimberga. Nel nostro futuro si profila un populismo qualitativo TV o Internet, in cui la risposta emotiva di un gruppo selezionato di cittadini può venire presentata e accettata come la “voce del popolo”. A ragione del suo populismo qualitativo, l’Ur-Fascismo deve opporsi ai “putridi” governi parlamentari.”

“There are many peaceful ways to get rid of a fascist government and economic war against such a government is the best way amongst all these ways! And what is the economic war? It is to stop feeding the economy that feeds the fascist government, it is to take out your own individual brick from the wall of pro-government economy. Halt the food of the devil! Don’t forget that it is you who is feeding the hyena that bites you!”

“If a nation is leaving democracy and choosing fascism, it means that it is taking itself from a peaceful garden to a bloody slaughter house!”

“The biggest mistake of a democratic country is to underestimate the power of a democratically elected pro-fascist leader because it is always easier to destroy a castle from within!”

“A essência espiritual e ideológica dos Hammerskins reside no inigualável jogo-da-bolacha. Fazemos um círculo de guerreiros musculados, tatuados com suásticas, masturbamo-nos fitando um retrato do Fuhrer, e cada qual ejacula sobre a sua bolacha - o último a preencher a respectiva bolacha come todas as outras. E assim as reuniões dos Hammerskins se arrastam pela noite fora, cheias de ódio e risadas, até que todos tenham a barriga cheia.”

“Políticamente, el populismo suele encarnarse en el líder carismático, un redentor que viene a rescatar a los sufrientes y asegurarles un espacio de dignidad en el nuevo paraíso que creará. Esto es particularmente notorio en el caso del "socialismo de siglo XXI". El populista lleva a cabo su programa utilizando las categorías de "pueblo" y "antipueblo". Él dice encarnar al "pueblo" y, por tanto, quien esté en contra de sus pretensiones está siempre, por definición, en contra del "pueblo", y del lado del "antipueblo", lo que significa que debe ser marginado eliminado.”

“El socialismo es una doctrina cuya interpretación de la realidad económica está equivocada y por tanto jamás podrá producir otros resultados que opresión cultural y miseria. Del mismo modo, su visión del hombre es falsa, lo que invariablemente llevará a que su proyecto de construir una sociedad ideal termine en baños de sangre y dictaduras atroces.”

“Olavismo. 1. Estilo de pensamento filosófico muito peculiar, que substitui o argumento pelo xingamento e o conceito pelo palavrão. 2. Fruto da expansão dos meios tecnológicos de informação, que, utilizando selfies e vídeos autoproduzidos, deixam aparecer na rede pessoas como se fossem “professores” e “intelectuais”, posando nas telas ao terem no fundo estantes decoradas com livros mal lidos e mal compreendidos. 3. Nome de uma corrente de fake-pensamento. "4. Expressão oriunda da composição de “Olá” e “revanchismo”, combinando alguém que chega de repente para dar a ideia aos governantes sem ideias de en-direitar o país com rifles e rifas e quem se sentiu a vida toda complexado por nunca ter conseguido entender o que é uma ideia e muito menos uma filosofia. 5. Nome da corrente ideológica que seduz, encanta e lidera o bando de ressentidos do país. 6. Uma forma bem específica de saudosismo: saudades da era medieval, saudades da teocracia, saudades de D. Pedro, saudades dos bons costumes. 7. Modo borrágico de expressar opiniões que procuram, em tese, chocar o senso comum, mas que nada mais fazem além de corroborar o pior dos sensos (o qual, infelizmente, muitas vezes é comum e quase sempre predominou ao longo da história). 8. Movimento de desespero final de quem quer encontrar uma identidade para chamar de sua e um líder para chamar de seu. 9. Espécie de fanatismo religioso que cultua o ódio e a intolerância travestidos de intelectualismo. 10. Seita seguida por pessoas particularmente vulneráveis a uma retórica violenta e macabra, mas perigosamente sedutora. 11. Doutrina do ter-razão-em-tudo quando não se tem razão em nada. Atribuindo a base dessa doutrina do ter-razão-em-tudo ao filósofo alemão Arthur Schopenhauer, é fácil constatar como olavistas não possuem o menor conhecimento nem de alemão e nem de filosofia, tendo (mal) entendido o próprio nome de Schopenhauer como “chope raro”, que, bebido, gera mal-entendidos dos princípios básicos da erística e da dialética. Com bases em erros fundamentais, o olavismo derivado desse “chope raro” (confundido com Schopenhauer) desenvolveu uma errística dislética, que se vale de argumentos nefastos (do latim nefas que significa ilícito) para destruir as questões mais lícitas do pensamento, da sociedade e da cultura. 11. Tradução google para o português bolsonarista da tradução google para o inglês trumpista da tradução google russa do resumo dos clássicos da extrema direita europeia, assinada por Dugin, ideólogo de Putin.”

“Non è giusto identificare i fini del fascismo e quelli del comunismo russo. Il primo rappresenta l'esaltazione del carnefice da parte del carnefice stesso. Il secondo, più drammatico, l'esaltazione del carnefice da parte delle vittime. Il primo non ha mai sognato di liberare interamente l'uomo, ma soltanto di liberare alcuni soggiogando gli altri. Il secondo, nel suo principio più profondo, mira a liberare tutti gli uomini asservendoli tutti, provvisoriamente. Bisogna riconoscergli la grandezza dell'intenzione. Ma è giusto al contrario identificare i loro mezzi con il cinismo politico che hanno attinto ambedue dalla stessa fonte, il nichilismo morale. Tutto è accaduto come se i discendenti di Stirner e di Neciaiev utilizzassero i discendenti di Kaliayev e di Proudhon. Oggi i nichilisti sono sui troni. Le concezioni che pretendono di guidare il nostro mondo in nome della rivoluzione sono divenute in realtà ideologie di assenso, non di rivolta. Per questo il nostro tempo è quello delle tecniche private e pubbliche di annientamento.”

“Depois do 25 de Abril, por exemplo, tornámo-nos todos democratas. Não nos tornámos democratas por acreditar-mos na democracia, por odiarmos a guerra colonial, a polícia política, a censura, a simples proibição de raciocinar: tornámo-nos democratas por medo, medos dos doentes, do pessoal menor, dos enfermeiros, medo do nosso estatuto de carrascos, e até ao fim da Revolução, até 76, fomos indefectíveis democratas, fomos socialistas, diminuímos o tempo de espera nas consultas, chegámos a horas, conversámos atenciosamente com as famílias, preocupámo-nos com os internados, protestamos contra a alimentação, os percevejos, a humidade, os sanitários, a falta de higiene. Fomos democratas, Joana, por cobardia, pensou ele vendo um bando de rolas poisar num olival, agitar a tranquilidade do olival com o rebuliço do seu voo, tínhamos pânico de que nos acusassem como os pides, nos prendessem, nos apontassem na rua, pusessem os nossos nomes no jornal. E demorámos a entender que mesmo em 74, em 75, em 76, as pessoas continuavam a respeitar-nos como respeitam os abades nas aldeias, continuavam a ver em nós o único auxílio possível contra a solidão. E sossegámos. E passámos a trazer dobrados no sovaco jornais de direita. E sorríamos de sarcasmo ao escutar a palavra socialismo, a palavra democracia, a palavra povo. Sorríamos de sarcasmo, Joana, porque haviam abolido a guilhotina”

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte, e diventerà una verità», pare dicesse il ministro della propaganda Joseph Goebbels quando illustrava, come uno chef orgoglioso della propria ricetta, la lista degli ingredienti per una efficace informazione totalitaria. Ricetta applicabile anche oggi, tanto più che i supporti su cui può correre una notizia, vera o falsa che sia, sono infinitamente più veloci di quelli dei tempi del ministro della propaganda del Reich. Così veloci che l’eventuale lavoro di ricerca e smentita risulta inutile, superato dalla velocità di immissione di sempre nuove bugie nel sistema. Smontare una bufala quando la gente già parla d’altro è inutile: una battaglia persa, o comunque a perdere.”

“A classe média nada tem a esperar deste sistema, a não ser a aniquilação. Esta é a questão: ou todos nos afundamos na grande tristeza cinzenta do proletarianismo onde todos teremos o mesmo — isto é, nada — ou então a energia e a aplicação poderão colocar o indivíduo na situação de adquirir propriedade por meio do trabalho árduo. Classe média ou proletariado! Esta é a questão." Estas advertências foram feitas pelos nacionalistas alemães antes das eleições para a presidência, em 1932. Os nacionalsocialistas não foram tão estúpidos, tiveram o cuidado de não criar um hiato muito grande entre a classe média e os trabalhadores da indústria, na sua propaganda, e esta tática lhes proporcionou um êxito maior.”

“A classe média começou a movimentar-se e apareceu como força social, sob a forma do fascismo. Assim, não se trata das intenções reacionárias de Hitler e de Göring, mas sim os interesses sociais das camadas da classe média. A classe média tem, em virtude da estrutura do seu caráter, uma força social extraordinária que em muito ultrapassa a sua importância econômica. É a classe que retém e conserva, com todas as suas contradições, nada mais nada menos do que vários milênios de regime patriarcal. A própria existência de um movimento fascista constitui uma expressão social indubitável do imperialismo nacionalista. Mas é o movimento de massas da classe média que possibilita a transformação desse movimento fascista num movimento de massas e a sua subida ao poder que vem cumprir a sua função imperialista. Somente levando em consideração estas oposições e contradições, cada uma de per si, é que se pode compreender o fenômeno do fascismo. A posição social da classe média é determinada: a) pela sua posição no processo de produção capitalista; b) pela sua posição no aparelho de Estado autoritário, e c) pela sua situação familiar especial, que é consequência direta da sua posição no processo de produção, constituindo a chave para a compreensão da sua ideologia. A situação econômica dos pequenos agricultores, dos burocratas e dos empresários de classe média não é exatamente a mesma, do ponto de vista econômico, mas caracteriza-se por uma situação familiar idêntica, nos seus aspectos essenciais. O rápido desenvolvimento da economia capitalista no século XIX, a mecanização contínua e rápida da produção, a reunião dos diversos ramos da produção em consórcio e trustes monopolistas, constituem a base do progressivo empobrecimento dos comerciantes da classe média baixa. Não conseguindo concorrer com a grande indústria, de funcionamento mais barato e mais racional, as pequenas empresas estão irremediavelmente perdidas. "A classe média nada tem a esperar deste sistema, a não ser a aniquilação. Esta é a questão: ou todos nos afundamos na grande tristeza cinzenta do proletarianismo onde todos teremos o mesmo — isto é, nada — ou então a energia e a aplicação poderão colocar o indivíduo na situação de adquirir propriedade por meio do trabalho árduo. Classe média ou proletariado! Esta é a questão." Estas advertências foram feitas pelos nacionalistas alemães antes das eleições para a presidência, em 1932. Os nacionalsocialistas não foram tão estúpidos, tiveram o cuidado de não criar um hiato muito grande entre a classe média e os trabalhadores da indústria, na sua propaganda, e esta tática lhes proporcionou um êxito maior.”

“Se ne potevano trarre due conseguenze filosofiche tra loro contrastanti: l'elogio della purezza, che protegge dal male come un usbergo; l'elogio dell'impurezza, che dà adito ai mutamenti, cioè alla vita. Scartai la prima, disgustosamente moralistica, e mi attardai a considerare la seconda, che mi era più congeniale. Perché la ruota giri, perché la vita viva, ci vogliono le impurezze: anche nel terreno, come è noto, se ha da essere fertile. Ci vuole il diverso, il diverso, il grano di sale e di senape: il fascismo non li vuole, li vieta, e per questo tu non sei fascista; vuole tutti uguali e tu non sei uguale. Ma neppure la virtù immacolata esiste, o se esiste è detestabile”

“Se si guardano le informazioni sui reati, bisogna ammettere che durante il regime fascista, tra il 1924 e il 1943, le statistiche ufficiali riportano un crollo dei reati mafiosi in Sicilia, che addirittura a partire dal 1929 praticamente scomparvero. Come fece il regime a ottenere questo straordinario risultato statistico? Semplice, in una dittatura: impedendo che si desse notizia pubblica dei reati di mafia: i giornali non ne parlarono più e l’opinione pubblica non venne più informata degli episodi di violenza. Al contempo aumentarono i reati violenti comuni: omicidi che venivano derubricati come delitti d’onore, furti che non erano più estorsioni mafiose, ma semplici rapine. Sotto il fascismo la mafia, più che debellata, fu “silenziata”. Non solo nel senso che le venne impedito di commettere azioni plateali, ma anche che il suo agire non fu identificato, ma anzi taciuto.”

“A verdade morreu porque ignoramos que havia entre nós gente disposta a empreender todos os passos de uma técnica de dominação baseada, entre outras coisas, na morte da verdade. Desconsideramos que havia motivação para matá-la e, se por acaso percebemos que a motivação estava lá, subestimamos as chances de que ela encontrasse meios de agir.”