Quotessence
Home / Quotes / Quote by Mehmet Murat Ildan

Quote by Mehmet Murat Ildan

“Sí, el fascismo es una tormenta horrible, pero la tormenta cava su propia tumba al recibir heridas mortales mientras golpea las cosas que está destruyendo”

Quote by Mehmet Murat Ildan

Author

Mehmet Murat Ildan
Mehmet Murat Ildan

Mehmet Murat Ildan is a renowned Turkish writer born on May 16, 1965. His works span various literary forms including novels, essays, and poetry, and have gained widespread popularity among readers. more

You May Also Like

“Se ne potevano trarre due conseguenze filosofiche tra loro contrastanti: l'elogio della purezza, che protegge dal male come un usbergo; l'elogio dell'impurezza, che dà adito ai mutamenti, cioè alla vita. Scartai la prima, disgustosamente moralistica, e mi attardai a considerare la seconda, che mi era più congeniale. Perché la ruota giri, perché la vita viva, ci vogliono le impurezze: anche nel terreno, come è noto, se ha da essere fertile. Ci vuole il diverso, il diverso, il grano di sale e di senape: il fascismo non li vuole, li vieta, e per questo tu non sei fascista; vuole tutti uguali e tu non sei uguale. Ma neppure la virtù immacolata esiste, o se esiste è detestabile”

“Se si guardano le informazioni sui reati, bisogna ammettere che durante il regime fascista, tra il 1924 e il 1943, le statistiche ufficiali riportano un crollo dei reati mafiosi in Sicilia, che addirittura a partire dal 1929 praticamente scomparvero. Come fece il regime a ottenere questo straordinario risultato statistico? Semplice, in una dittatura: impedendo che si desse notizia pubblica dei reati di mafia: i giornali non ne parlarono più e l’opinione pubblica non venne più informata degli episodi di violenza. Al contempo aumentarono i reati violenti comuni: omicidi che venivano derubricati come delitti d’onore, furti che non erano più estorsioni mafiose, ma semplici rapine. Sotto il fascismo la mafia, più che debellata, fu “silenziata”. Non solo nel senso che le venne impedito di commettere azioni plateali, ma anche che il suo agire non fu identificato, ma anzi taciuto.”