Quotessence
Home / Topics / Destino Quotes

Destino Quotes

Browse 212 quotes about Destino.

Destino Quotes

“Vero è che in tutte le cose del mondo, e le umane e le naturali, non vi sono coincidenze irragionate; ogni moto, ogni evento, ogni caso anche minimo che accade verso il cielo o sopra la Terra, e il volare d'un insetto o il germinare d'un'erba non meno che una guerra o lo scoppiare della passione nel cuore dell'uomo, tutti sono tra loro connessi come i congegni d'un ordigno impregnato di umana intelligenza; solamente quando saremo morti capiremo, con improvvisa maraviglia, la portata e forse la grande saggezza di tanti atti nostri che credevamo aver fatti per caso, e stimavamo spersi e ineffettuali nella gran costruzione della vita del mondo.”

“Il pianto offusca le proprie colpe e permette di accusare, senz’obbiezioni, il destino. Piangevo perchè perdevo il padre per cui ero sempre vissuto. Non importava che gli avessi tenuto poca compagnia. I miei sforzi per diventare migliore non erano stati fatti per dare una soddisfazione a lui? Il successo cui anelavo doveva bensì essere anche il mio vanto verso di lui, che di me aveva sempre dubitato, ma anche la sua consolazione. Ed ora invece egli non poteva più aspettarmi e se ne andava convinto della mia insanabile debolezza. Le mie lacrime erano amarissime.”

“Benvenuti, benvenuti a Caraval! Il più grande spettacolo della terra e del mare. Al suo interno vedrete più meraviglie di quante la maggior parte della gente veda nell'arco di una vita intera. Potrete sorseggiare magia da una tazza e comprare sogni in bottiglia. Ma prima d’immergervi nel nostro mondo, dovete ricordare che è tutto un gioco. Ciò che succede oltre questo cancello potrebbe essere spaventoso o eccitante, ma non lasciatevi trarre in inganno. Proveremo a convincervi che sia vero, quando in realtà è tutta una messa in scena. Un mondo fatto di finzione. Noi cercheremo di coinvolgervi, e voi state attenti a non farvi coinvolgere troppo. I sogni che diventano realtà possono essere bellissimi, ma anche trasformarsi in incubi quando le persone non vogliono svegliarsi.”

“Quello che consideri destino si riferisce soltanto al passato. Il nostro futuro si può prevedere proprio perché, in quanto creature di questo mondo, siamo prevedibili. Pensa al gatto e al topo. [...] Quando un gatto vede un topo tende sempre a inseguirlo, a meno che, a sua volta, non sia inseguito da un animale più grande, come un cane. Noi siamo più o meno uguali. Il futuro è basato su quello che desideriamo, a meno che non ci sia qualcosa di più importante sul nostro cammino che ci fa deviare. [...] Ma il futuro in genere vede anche le cose che possono alterare il nostro cammino [...] Non è il destino, è semplicemente il futuro che osserva quello che desideriamo di più. Ognuno ha il potere di cambiare il proprio destino se ha abbastanza coraggio da lottare per quello che desidera più di ogni altra cosa.”

“Las personas creen que hay muchos caminos y que pueden elegir el suyo libremente. Quizás fuese más acertado decir que sueñan con el momento de elegirlo. Yo también pensaba así. Pero en aquel instante pude comprenderlo. Lo supe, y tomó forma de palabras: . Y, dependerá de cada uno, pero, yo, al darme cuenta de esto, no podía hacer otra cosa que quedarme tal como estaba, tendida boca arriba mirando el cielo de la noche, con el katsudon, en pleno invierno, dentro del charco, en el tejado de un lugar desconocido como si fuera lo más normal. Oh, la luna está preciosa.”

“Las personas creen que hay muchos caminos y que pueden elegir el suyo libremente. Quizás fuese más acertado decir que sueñan con el momento de elegirlo. Yo también pensaba así. Pero en aquel instante pude comprenderlo. Lo supe, y tomó forma de palabras: "El camino está siempre marcado, pero no en un sentido fatalista. Cada instante, con la respiración, con la mirad, y con los días que se repiten, uno tras otro, se va decidiendo espontáneamente". Y, dependerá de cada uno, pero, yo, al darme cuenta de esto, no podía hacer otra cosa que quedarme tal como estaba, tendida boca arriba mirando el cielo de la noche, con el katsudon, en pleno invierno, dentro del charco, en el tejado de un lugar desconocido como si fuera lo más normal. Oh, la luna está preciosa.”

“UN INSTANTE DE ETERNIDAD Una canción a los cielos, y las nubes lloran Como si hubieran estado dormidas. Nuestras canciones se sienten arriba y debajo, y se filtran en las profundidades de nuestras Almas. Cuando pienso en un Dios, pienso en dar y recibir. Un profundo destino y una canción dentro de nosotros esperando ser cantada como nuestra Unidad cuando encarnamos a Dios, y a nuestro servicio, la ofrecemos como nuestro regalo al Todo. Agradecida por otro día de amar, y agradecida por todo lo que yo soy.”

“Não se move no silêncio, mas no canto. É quase como uma ópera: o canto se faz gesto, e destino, e argumentação (incoerente, louca), e as pessoas que o cercam também se fazem destino e fatalidade. Avança carregado de signos, levando a carroça no seu ritmo, que na realidade ele é o único a perceber. Abre caminho ao abrir sua vida com a insana falta de jeito de alguém furioso ao abrir o embrulho de um presente. Só que ele não encontra o presente e continua abrindo sempre, cantando sempre. É um melodrama perpétuo. Aí está o que seus achegados podem se perguntar: por que insiste? Na realidade, o que perguntam é o que vem antes: o movimento ou o canto? Canta para caminhar ou caminha para cantar? Pois bem, não existe resposta, como não existe resposta para o enigma da ópera. Porque não existe anterior ou posterior, não há uma sucessão, mas uma espécie de simultaneidade sucessiva.”

“Siempre he creído que el destino, amén de su afición a embestir a los inocentes por la espalda y a ser posible a calzón quitado, gustaba de anidar en las estaciones de tren en sus pausas de refresco. Allí empezaban o terminaban tragedias y romances, huidas y retornos, traiciones y ausencias. La vida, se decía, es una estación de tren en la que uno casi siempre se sube, o le suben, al vagón equivocado.”

“La noia per te era divenuta insopportabile. Non la noia superficiale, quella del "non so cosa fare", dell'assenza di emozioni forti, ma la privazione del destino e della destinazione, quello stato di angoscia di chi sa di essere fuori posto, di chi sa che non sta vivendo abbastanza, che non sta dando pieno corso alla sua vocazione. Avevi cominciato a scrivere, perché la scrittura è il luogo in cui si supera il limite e si combatte la propria incompiutezza, riparando ogni possibile inadempienza e raccontando come sarebbe dovuta o potuta andare. Cos'era per te scrivere, se non vivere? Non è forse "vita" il termine più frequente nei tuoi canti? In essi vivevi a tal punto che il corpo non sopportava più quell'esilio, e il genio gli chiedeva di seguirlo oltre la siepe delle facili sicurezze.”

“«Che ne dite? Sul ponte mi avete strappato una promessa. Vi premeva avere un bambino da prendere con voi come apprendista strigo, nient'altro. Perché quel bambino dovrebbe essere inatteso? Perché non potrebbe essere il contrario? Io ne ho due, che uno dei due studi da strigo. È un mestiere come un altro. Né migliore né peggiore.» «Sei sicuro che non sia peggiore?» chiese piano Geralt. Yurga socchiuse gli occhi. «Difendere la gente, salvare loro la vita, a vostro parere è una cosa buona o cattiva? Quei quattordici sull'altura, e voi sul ponte, che cosa avete fatto, del bene o del male?» «Non lo so, Yurga. A volte mi sembra di saperlo. Vorresti che tuo figlio avesse certi dubbi?» «Che li abbia pure. Perché sono una cosa umana e buona», rispose il mercante con aria seria. «Che cosa?» «I dubbi. Solo il male, signor Geralt, non ne ha mai. Ma nessuno sfugge al proprio destino.»”

“Como el hombre es un animal en busca de sentido y de señales, beberá mucho café, arrugará mucho su frente y fumará muchos cigarrillos intentando dar una respuesta a este enigma. Pero no la tiene, os lo aseguro. Nada se anuncia ni hay un propósito pero puede que, si Dios existe, también escriba versos malos los domingos por la tarde y se deshaga luego de ellos en las librerías.”