Quotessence
Home / Quotes / Quote by Dino Buzzati

Quote by Dino Buzzati

“Ma una decisione bisognava pur prenderla, e ciò gli dispiaceva. Egli avrebbe preferito continuare l'attesa, rimanere assolutamente immobile, quasi a provocare il destino affinché si scatenasse davvero.”

Quote by Dino Buzzati

Work

Il deserto dei Tartari

Browse quotes and source details for this work. more

Author

Dino Buzzati
Dino Buzzati

Dino Buzzati was an Italian novelist known for his unique literary style and profound philosophical reflections. His works often explore the meaning of human existence and the feeling of loneliness through讽刺 and surrealistic methods. more

You May Also Like

“Ogni cosa che dura, [...] ogni sogno che resiste, a qualcuno da ringraziare per la fiducia riposta. La fiducia non si compra e non si vende nemmeno la si regala. La fiducia è come una forma d’arte: se si è ispirati la si dà. Perché fidarsi degli altri, che spesso significa pure affidarsi agli altri, non è sempre una cosa facile. Lasciarsi andare nelle mani di qualcuno è un gesto che richiede coraggio e consapevolezza. Dei propri limiti, soprattutto; e delle qualità di chi è migliore di noi. Fidarsi vuol dire credere in un altro e accettare di non vedere il risultato, subito, sotto i propri occhi. Aspettare. [...] Sì, aspettare. Ma con fiducia. L’attesa costruita sulla fiducia in qualcuno passa molto più veloce di un’attesa da soli. La fiducia è l’ingrediente base per la costruzione. Di quasi tutto. Oh, sì sì. Naturalmente anche dell’amore. È che la fiducia è sempre la variabile determinante tra le cose e le cose importanti. Tra un rapporto e un rapporto importante. [...] Tra un tentativo è un’impresa. Tra una solo e un’orchestra. Tra un’idea e la sua attuazione. E poi, è tanto importante fidarsi di se stessi, tanto da ritrovarsi all’improvviso vicini a se stessi.”

“Una specie di reazione chimica su cui non ho nessun controllo. Posso solo stare a guardare. Entra in circolazione con il sangue e in meno di due ore ha preso possesso di me. L'attesa invade completamente l'atmosfera dell'appartamento. Sono ricoperta da una membrana in cui né televisione, né telefonate di amici, né bagni caldi né libri possono fare breccia. Non riesco a vedere più niente. I pensieri più assurdi mi possiedono, come spiriti maligni.”

“In questi giorni ha appreso la prima lezione: mai crogiolarsi nell'attesa e nella passività. Si ricordi, Camille: lei è l'unica che possadare una scossa alla sua vita. Il movimento deve partire da lei. Io sarò una guida, ma non farò niente al suo posto. Sono l'unica responsabile della mia vita e della mia felicità. I primi giorni le costeranno fatica, poi sempre meno. La vita è come una mongolfiera. Per salire più in alto bisogna lasciar andare la zavorra e liberarsi di tutto ciò che ci impedisce di prendere quota. Il modo più efficace per allenare la sua autoaffermazione è imparare a essere la migliore amica di sè stessa. Deve valorizzarsi, mostrare compassione e indulgenza nei suoi confronti e concedersi dei segni di apprezzamento.”

“Non avevo mai pianto tanto in tutta la mia vita. Prima di quel momento, non sapevo che cosa significasse davvero, piangere. Piangere a singhiozzi, senza riuscire a smettere, piangere in macchina, nel traffico, piangere in autobus, piangere mentre cammini tra la gente, con le cuffie nelle orecchie, piangere al lavoro, mentre tagli i pomodori, da solo nel letto fino a che il cuscino diventa una pozzanghera. Piangere sotto la doccia, nel mare, al bar, seduto al ristorante. Piangere, iniziare e non riuscire a smettere. Pensare: è impossibile che mi rimangano ancora lacrime, e continuare a piangere. Piangere era diventata un'abitudine, e potevo sempre dire alla gente: sono un tipo emotivo, il che era vero. Ma la gente sapeva che non piange così chi è emotivo, piange così chi soffre. E io soffrivo.”