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Lutto Quotes

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Lutto Quotes

“«Oh, per me più ce ne sono meglio è; non potrebbero mai esser troppi. Io ne vorrei a centinaia, a migliaia... vorrei un’immensa montagna di luce». Allora, in un lampo, Stransom capì. «Dunque i vostri Morti sono soltanto Uno?». Lei esitò, prima di rispondere, come non le era mai successo. «Soltanto Uno» rispose, e arrossì, quasi gli avesse rivelato il suo più intimo segreto. E a Stransom parve di saperne ancor meno di prima: era così difficile ricostruire una vita nella quale un’unica esperienza aveva annullato tutte le altre.”

“Il dolore non svanirà, con il dolore si convive e basta, si impara a farlo. Non è una questione di abitudine, non ci si abitua alla mancanza. Il legame con chi non c’è più non può spezzarsi e non potrebbe essere altrimenti. In fondo, se ciò che lasciamo agli altri non venisse ricordato, che senso avrebbe la vita?”

“Non so nemmeno se posso dire di aver superato il lutto, perché non c’è un limite massimo per farlo. Ognuno ha i suoi tempi, non è una gara a chi arriva primo. Non ascoltate chiunque voglia farvi credere qualcosa di diverso. Sfogate il dolore che provate, ascoltatelo e usatelo per superarlo. Secondo i vostri tempi, nel modo che preferite e con chi ve la sentite.”

“Il pianto offusca le proprie colpe e permette di accusare, senz’obbiezioni, il destino. Piangevo perchè perdevo il padre per cui ero sempre vissuto. Non importava che gli avessi tenuto poca compagnia. I miei sforzi per diventare migliore non erano stati fatti per dare una soddisfazione a lui? Il successo cui anelavo doveva bensì essere anche il mio vanto verso di lui, che di me aveva sempre dubitato, ma anche la sua consolazione. Ed ora invece egli non poteva più aspettarmi e se ne andava convinto della mia insanabile debolezza. Le mie lacrime erano amarissime.”

“Sono da sempre convinta che la memoria abbia le gambe, che le persone che abbiamo amato e perduto possano continuare a vivere nei nostri cuori e nei nostri discorsi. Se Gigi fosse rimasto soltanto il padre ucciso, noi saremmo per sempre stati solo le vittime. La vedova, gli orfani. Invece volevo che io e i miei figli fossimo altro: persone che vanno avanti. (...) Una volta Giulio, avrà avuto 4 anni, ni ha detto: "Mi dispiace per i fratelli, ma se Gigi non fosse morto io non ci sarei. Se lui è morto è una cosa brutta, allora anche io sono una cosa brutta". Io l'ho stretto forte e gli ho detto che a volte dalle cose brutte nascono cose belle, come era successo a noi.”

“Per anni non ho pensato al passato, ma ho guardato sempre avanti, per vent'anni forse o anche di più. Ma perdere un genitore a quarant'anni fa più male che a venti. A venti è uno strazio, sei in corsa e corri. A quaranta è un dolore che non passa più: non potrai più decidere se andarlo a trovare o no, non potrai più fargli un regalo, spedirgli una cartolina, fargli una sorpresa telefonando ad un'ora insolita, non potrai più far felice nessuno con così poco. Con nessuno ti sentirai più te stesso come con lui.”