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Quote by Mattia Insolia

“Paolo non avvertì nostalgia, quel posto era freddo come tutti i ricordi della sua infanzia. Negli anni si era impegnato a cancellarle, quelle radici marce, ma, incapace di eliminare le reminiscenze vere e proprie, era riuscito solo a devitalizzarle. E adesso le carcasse stavano lì, inutili e silenziose.”

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Work

Gli affamati

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Author

Mattia Insolia

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“E io, solitario sciatore, abituato però a trattare con gli altri, ai libri, alla musica, alle poesie e ai viaggi, io che sono giunto quassù con ferrovie e corriere, con gli sci e a piedi, mi commuovo al lieve innocente profumo del legno che si riscalda al sole, è una sensazione che mi penetra nell'anima e la soggioga e desta il ricordo di infanzie lontane e intensamente vissute più di quanto lo possa tutto ciò che il regno dell'uomo mi ha dato da gran tempo. (tratto da Il viandante)”

“E purtuttavia il nostro pensiero non può fare a meno di spingersi oltre i confini della vista più effimera per incontrare in quella terra desolata piena di vuoto e di ricordi il sogno di un'esistenza migliore.”

“Ogni oggetto in noi suol trasformarsi secondo le immagini ch’esso evoca e aggruppa, per così dire, attorno a sé. Certo un oggetto può piacere anche per se stesso, per la diversità delle sensazioni gradevoli che ci suscita in una percezione armoniosa; ma ben più spesso il piacere che un oggetto ci procura non si trova nell’oggetto per sé medesimo. La fantasia lo abbellisce cingendolo e quasi irraggiandolo d’immagini care. Né noi lo percepiamo più qual esso è, ma così, quasi animato dalle immagini che suscita in noi o che le nostre abitudini vi associano. Nell’oggetto, insomma, noi amiamo quel che vi mettiamo di noi, l’accordo, l’armonia che stabiliamo tra esso e noi, l’anima che esso acquista per noi soltanto e che è formata dai nostri ricordi.”

“Gli anni Novanta e i vecchi bar, sale oscure, le nostre facce sbattute. Avevo un brutto maglione sformato comprato al mercato puzzava di pioggia e stivali da motociclista con cui affrontavo scalciando i caustici corridoi della vita. I colori non erano mai saturi, la gente non era mai vivida. Gli anni Novanta erano pieni di luci al neon e lampadine agonizzanti, e affumicati – c’era un sacco di fumo, ovunque andassi. A volte, non si vedeva niente.”